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  • In ricordo di Mario Marzi

    In ricordo di Mario Marzi

    Le società di tutti i tempi hanno dato i natali a persone di grande valore e di grande spessore umano. Ricordare le loro opere e il bene che hanno compiuto verso i loro simili è uno degli obiettivi più importanti del giornale italiano on line Tg0-Positivo. Ricordiamo i grandi pensatori, i grandi scienziati, i grandi scrittori, i grandi benefattori ma anche tutti i grandi uomini che la Storia con la S maiuscola forse non annovererà mai nei suoi elenchi.

    Uno di loro è il professore di Lingua e Letteratura Latina e Greca Mario Marzi, di cui si potrebbe scrivere - come volle Osho nel proprio epitaffio prima di morire - "mai nato, mai morto, ha solo visitato questo pianeta Terra tra il 1921 e il 2004".

    Lo ricordiamo, non solo perché era un ottimo docente di lingua greca e latina ma anche perché fu per i suoi studenti una vera guida nella vita, come hanno sempre testimoniato i tantissimi studenti che si recavano in visita nella sua casa, anche dopo aver conseguito la licenza liceale. A lui, come ai tanti uomini e donne che ogni giorno in tutte le parti del Mondo sono fedeli al principio dell'Umanità che li unisce a tutti gli altri esseri, un grazie di cuore e buon viaggio!

    Aveva dedicato tutta la vita agli studi classici. E proprio mentre stava ultimando l'edizione critica Utet dell'Opera Omnia dell’oratore greco Lisia, il grecista Mario Marzi si è spento domenica 24 settembre 2004, all’età di 83 anni. Era originario di Padova ma si era trasferito a Treviso per seguire il padre, direttore delle Poste centrali. E poi vi aveva messo le radici. Era diventato prestissimo docente al Liceo Classico Canova dove aveva insegnato per decenni le lingue antiche, trasmettendole a generazioni di studenti. Mentre insegnava, aveva dato il via a importanti studi su grandi autori greci: Omero che, edito criticamente sempre per Utet, era diventato uno strumento di impareggiabile utilità per studenti e docenti della materia, Saffo e i logografi. Parallelamente Mario Marzi era però anche poeta e aveva scritto alcune raccolte di poesie come “Ballate rustiche” (1986), “Mondo in bottiglia” (1988) presentato da Andrea Zanzotto e “Colchici” (1991), dedicato al suo grande amico e collega Aldo Piccoli.

    A una di esse, “Se penso il paradiso”, affidiamo allora il ricordo di un uomo che fu ricco di talento e di sentimento: “Se penso il paradiso, non vedo santi annichilati di fronte al pantocreatore, ma rocce inverdite da una vita paziente e tenace, silenzi appena rigati dal grido della poiana, nubi tra cui folleggia l’estro plastico del vento”.

    (23/09/2005 Tg0-positivo)