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  • I viaggi di Tg0-Positivo. L'Olanda

    I viaggi di Tg0-Positivo. L'Olanda

    Itinerario in uno dei più bei Paesi del Nord Europa

    di Paola Fantin

    Olanda deriva il proprio nome dal toponimo “Holland” che significa “Terra Bassa”.

    Senza la protezione delle dighe e delle dune, più della metà del Paese verrebbe infatti allagata almeno due volte al giorno e gran parte del territorio si troverebbe costantemente sotto acqua. Ecco perché un vecchio proverbio del luogo recita le seguenti parole: “Dio ha creato tutto il mondo, ma non l’Olanda. Questo Paese è stato creato direttamente dagli olandesi”.

    La storia dei Paesi Bassi – di cui l’Olanda occupa la parte più a ovest – inizia nel XVI secolo quando regioni differenti trovarono la forza di opporsi all’impero di Carlo V, divenuto dopo la morte del monarca troppo distante dalle loro esigenze e dai loro valori. Così il 23 gennaio del 1579 a Utrecht si costituirono le Province Unite. Qui il Mare del Nord la fa da padrone, addensando nubi continue che alimentano soprattutto piogge estive e autunnali, seguite da un improvviso e radioso sereno. Tutto questo la rende meta suggestiva per un viaggio di una decina di giorni da effettuarsi preferibilmente tra giugno e luglio, quando il clima è più mite e il sole si alterna alle piogge. A idearlo quattro amici partiti dall’Italia con la propria auto e che attraversando la Svizzera, la Francia e la Germania sono giunti in uno dei più bei Paesi del Nord Europa.

    1° giorno

    Partiamo al mattino presto e in circa dieci ore arriviamo a STRASBURGO che, con Gutenberg, è il luogo d’origine dell’editoria, come potremo ammirare nel viaggio di ritorno, visitando Magonza. In questa città è molto importante la Cattedrale di Notre-Dame con la torre più alta di Francia e un orologio astronomico di grande effetto.

    A Strasburgo si trova il Parlamento Europeo con 732 deputati di 25 nazionalità differenti che rappresentano oggi circa mezzo miliardo di cittadini. Il Parlamento assomiglia a un enorme Colosseo di vetro, con una piazza circolare centrale che conduce ai vari livelli. Siamo accolti con estrema gentilezza dal personale che lo custodisce e condotti proprio nel cuore del Parlamento stesso dove proprio in quelle ore una Commissione sta discutendo alcuni problemi legati all’ambiente. Riusciamo a seguire gli interventi di ogni parlamentare, grazie a un’audioguida che ci viene consegnata all’ingresso. Il luogo è enorme e, al suo confronto, il Parlamento Italiano sembra proprio un Parlamentino. Per darvi un’idea, per chi ama la saga di Guerre Stellari, sembra di trovarsi nella sede interplanetaria del Parlamento interstellare dove tutti i pianeti vengono rappresentati e dove si deciderà la sorte degli Jedi. Ci informano anche che il presidente italiano Azeglio Ciampi è stato in visita proprio quella mattina.

    Veniamo poi a sapere che, seppur rappresentativo, il Parlamento europeo accoglie alcune istanze dei cittadini europei. Innanzitutto, ogni cittadino dell’Unione e ogni residente in uno Stato membro ha il diritto, in determinate condizioni, di accedere ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. Questo diritto è agevolato da un registro pubblico tenuto presso ciascuna Istituzione e reperibile via Internet. Le domande possono essere presentate per iscritto o in forma elettronica (Registre@europarl.eu.int), mentre una maggiore documentazione è reperibile nel sito del Parlamento europeo: www.europarl.eu.int.

    Qualsiasi persona può inoltre presentare, singolarmente o collettivamente, una petizione al Presidente del Parlamento europeo su un tema attinente ai settori di attività dell’Unione e che la riguardano direttamente. Per questo ci si può rivolgere al “Parlamento europeo, Petizioni, L-2929 Lussemburgo”.

    E infine, cosa estremamente importante, se un cittadino desidera denunciare un caso di cattiva amministrazione da parte di un’istituzione europea, può rivolgersi al Mediatore nominato dal Parlamento Europeo: 1 avenue du President Robert Schuman, BP 403, F – 67001 Strasbourg Cedex, fax +33 3 88 17 90 62, euro-ombudsman@europarl.eu.it.

    La nostra visita prosegue in città, in un assolato pomeriggio che ci fa momentaneamente dimenticare il diluvio lasciato alle nostre spalle, in Svizzera. Visitiamo il graziosissimo centro storico dove campeggiano ovunque le cicogne, simbolo della città e dell’Alsazia. Poi decidiamo di imbarcarci col battello “Nuee Bleue” per ammirare, seguendo il corso d’acqua, la Petite France, quartiere dei pescatori, dei conciatori e dei mugnai.

    Una cena in Rue du Maroquin, allo “Winstub au vieux Strasbourg”, con piatti tipici dell’Alsazia (salade strasbourgeoise e tarte à l’oignon salade) corona il primo giorno. Pernotteremo al Roi Soleil, una catena di cinque hotels a tre stelle dell’Alsazia, moderni, con ampie e pulite camere con bagno a 33 € la stanza per 1 o 2 persone (www.roi-soleil.com). Siamo partiti per l’Italia solo con le prenotazioni del primo e del secondo giorno. In Olanda, dovremo affidarci agli Uffici turistici per trovare una locazione quotidiana. Non passeremo più di una notte nello stesso luogo, se non nei pressi di Amsterdam.

    2° giorno

    Il mattino dopo si parte per la città di AQUISGRANA (Aachen) in Germania, a circa 300 chilometri da Strasburgo e a soli 30 chilometri dai confini con l’Olanda. Qui la pioggia si fa intensa e battente. Ma il nostro interesse è subito attratto da una delle più belle cattedrali del mondo, dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’umanità: la Cappella Palatina di Carlo Magno. Sul finire dell’VIII secolo, il re dei Franchi fissò la propria dimora in questo luogo, ricco di cacciagione e di acque termali. Nel palazzo imperiale e nell’annessa cappella prese forma il progetto di richiamare in vita l’antica grandezza dell’Impero Romano. Da Ravenna, che ne era stata l’ultima capitale in Occidente, giunsero colonne e marmi antichi mentre S. Vitale servì da modello alla chiesa di corte, che assunse le forme di un grande ottagono coperto a cupola, circondato da due piani di galleria. In basso stava il popolo, in alto l’imperatore, di fronte all’altare. Un prezioso coro in arte gotica e alcune cappelle si sono aggiunte attorno alla Cappella, nel corso del Medioevo. Lì è ancora possibile visitare il prezioso Tesoro del Duomo, il trono in marmo di Carrara dove presumibilmente si sedettero Carlo Magno e i suoi successori, il lampadario del Barbarossa che rappresenta la Gerusalemme celeste. Ma anche lo scrigno di Carlo Magno dove si conservano le sue spoglie e quello della Madonna con al suo interno quattro oggetti, ritenuti importanti reliquie.

    Concludiamo la nostra giornata ad Aachen visitando qualche negozio, sebbene imperversi un freddo tempo inclemente. Trascorreremo la notte all’Ibis Hotel (www.ibishotel.com), poco lontano dal centro storico, a 46 € (camera doppia). La catena di Hotels è molto simile a quella dei Roi-Soleil ed è distribuita un po’ in tutta Europa, a cifre variabili per luogo e periodo settimanale.

    3° giorno

    La mattina del terzo giorno percorriamo velocemente i pochi chilometri che ci separano dal confine olandese e giungiamo a VALKENBURG. La pioggia ci ha inseguiti e ci sospinge, molto volentieri, in una pasticceria locale, l’ “Oase” dove degustiamo abbondanti e gustose fette di torta alla frutta. Impariamo subito che in Olanda le torte alla frutta sono una specialità cui non vale la pena rinunciare. Dopo aver visitato il piccolo centro caratteristico, usciamo dalla cittadina e visitiamo l’imponente abbazia di Rolduc, vicino a KERKKADE. Restaurata e meta di meeting di uomini d’affari, l’Abbazia conserva ancora la sua imponenza e una bella chiesa affrescata. Il cortile enorme, i campi da tennis, i giardini utilizzati per passeggiate e chiacchierate ne fanno di certo uno dei più bei luoghi della zona. Appena fuori le mura, ci appare uno stagno con animali di ogni specie dentro ai recinti. Scopriremo che nelle città olandesi è facile imbattersi in veri e propri “zoo” domestici con anitre, oche, cerbiatti, galli e galletti, papere, pecore, agnelli a pochi passi dal centro storico stesso. E’ lo scenario che si presenterà ai nostri occhi qualche ora dopo, entrando a MAASTRICHT, a 15 chilometri da Valkenburg. E’ una città affascinante, famosa in Olanda per il corso del fiume Mosa, il centro storico Vrijthof e per Sint Servaasbiliek, una delle più belle basiliche olandesi con un grande tesoro ivi contenuto. Imperdibile anche la Torre di Sint Pietersberg, che ci permetterà di apprezzare la bellissima piazza e il panorama circostante. Una visita veloce, perché i tempi stringono, preceduta però prima da una piccola sosta al “Crazy Pie”, piccolo pub dove mangiamo il nostro primo pesce olandese.

    L’itinerario continua, in direzione della città di S'HERTOGENBOSCH, detta anche “Il bosco”, a circa 120 chilometri da Maastricht. Prima di tutto cerchiamo alloggio. E’ poco lontano dal centro, lungo il fiume. Un po’ fatiscente e vicino alla strada, con una scaletta esterna metallica, sulla quale le persone vanno avanti e indietro. Non dormiremo i nostri sonni migliori. Cena invece da leccarsi i baffi all’ “Eterij’t Verschil”, un grazioso posticino condotto da giovani ragazze. E’ molto particolare, perché la parete più lunga è coperta da una libreria con testi molto interessanti, in più lingue. Squisite la “verse tonijnsalade” e il “rode mul filet”. Intraducibili in italiano, ma eccellenti.

    4° giorno

    Sveglia alla mattina con una discreta colazione che ci rimette sulla strada in direzione di MIDDELBURG lontano circa 150 chilometri da s’Hertogenbosch. La cittadina, con un caratteristico centro storico dove dominano il municipio e la cattedrale, si affaccia sul mare del Nord. E’ ricca di storia e robuste fortificazioni e si apre sulla costa tormentata della Zelanda, con alcune dighe che percorreremo poi in tutta la loro lunghezza puntando verso Nord. A Middelburgh assistiamo a un tipico matrimonio olandese nel locale municipio – in Olanda i municipi (stadhuis) sono imponenti come le cattedrali principali – e ne percorriamo le viuzze che, come la città italiana di Palmanova (Ud), si dipartono a raggiera e conducono a un unico centro, la piazza. Saliamo la torre cittadina e poi pranziamo in un locale davanti al municipio con l’immancabile salmone e abbiamo il piacere di chiacchierare con un’abruzzese emigrata in Belgio, che ci racconta della sua vita e del suo ritorno sporadico in Italia. Il pomeriggio è una lunga corsa verso Nord, attraversando pianure, lande deserte, terre sospese nell’acqua e dighe di enorme imponenza. Ci fermiamo a VEERE un tempo uno dei più fiorenti porti olandesi, prima che le venisse impedito l’accesso al mare, con un commercio particolarmente fiorente nella lana. La cittadina è davvero suggestiva e conserva un antico borgo costituito dalle abitazioni dei mercanti scozzesi che quivi si fermavano, lo Schotsehuizen. Ma Veere oggi è anche uno splendido luogo per fare shopping. Dopo una lunga ricerca del nostro alloggio serale, per una serie di fortunate coincidenze ci imbattiamo nella “Pension de Schoone Woerd” (0181 326789, info@schoonewoerd.nl), una graziosissima pensione che assomiglia molto alle case per bambole che abbiamo incontrato in Scozia lo scorso anno. Le camere sono allegre e pulite, calde e ricche di confort e ci costerà circa 80 € a coppia. Il B&B si trova in mezzo alla campagna, imboccando una laterale della strada principale che conduce a HELLEVOETSLUIS dove avevamo cercato invano un hotel. Proprio qui, però, indirizzati dal nostro ospite, mangeremo in uno dei luoghi più tipici e più belli di Olanda: nell’ “In de File” (www.indefile.nl oppure 0181 325220). I suoi piatti verranno spesso ricordati nel corso dei giorni successivi, in particolare la zuppa di pesce ricca di tutti i sapori d’Olanda. Il ristorante è condotto da alcuni giovani, simpatici e molto cordiali. A Hellevoetsluis incontreremo anche il nostro primo mulino a vento, mentre una pioggia leggera chiude la serata. Restaurato e reso una casa abitabile con tipico gatto alla finestra – ah, gli Olandesi non amano tirare le tende per conservare una certa privacy. Passeggiando, li si vede nei loro salotti in stile, intenti alle proprie faccende, quasi come fossero in vetrina pronti per farsi fotografare -, svetta grazie a un’illuminazione di vero effetto. Terminata la nostra passeggiata, non ci resta che tornare all’albergo. Qui dormiremo i nostri sonni migliori, vigilati da dozzine di anatre colorate, dipinte, scolpite. All’anatra infatti – che vedremo spesso volare nei cieli olandesi – il B&B è dedicato.

    5° giorno

    La ricca e gustosa colazione del nuovo giorno ci rimette presto in piedi e ci porta a ROTTERDAM la città più industriale d’Olanda. La pioggia ci ha finalmente abbandonato e possiamo meglio apprezzare il clima olandese, spesso variabile ma con un sole caldo. A Rotterdam, in un punto nodale del Mosa-Reno, si trova il maggior porto del mondo. La città è moderna, essendo stata rasa al suolo dai bombardamenti della II Guerra Mondiale, ma comunque a misura d’uomo. Caratteristico il quartiere con le case a forma di cubo il cui pavimento, sospeso nel vuoto, sembra sfidare qualsiasi legge di gravità. Notevole anche la biblioteca cittadina, un grattacielo di libri e di sale per giochi e lettura, serviti dalle scale mobili che conducono a 6-7 piani di cultura. La mattina vola veloce e la rotta è adesso verso la periferia di Rotterdam, a KINDERDJIK In una vasta distesa pianeggiante, attraversata da canali d’acqua, si trovano 19 mulini settecenteschi, dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Si sfidano con le loro pale, rincorrendosi fin dove arriva lo sguardo e sono un vero e proprio spettacolo. Ora ci sentiamo davvero in Olanda.

    Un pasto veloce a base di panini e poi, via, verso DELFT celebre soprattutto per la sua porcellana bianca e blu. Gironzoliamo in lungo e in largo, attratti da un grande mercato di antiquariato. Poi ceniamo al Hotel “‘T Raedthuys”. Condotto da giovani ragazze molto cordiali, ci farà degustare una buona cena a base di cozze, secondo l’uso locale. Non altrettanto felice, per alcuni di noi, sarà invece la permanenza notturna. Le camere sono discrete, ma accertatevi di dormire in stanze che non diano sulla piazza principale la cui vista, bellissima, porta però i rintocchi delle campane con rispettivi carillon ogni quindici minuti fino alla mezzanotte, cicalecci, rumori assordanti, squadre di calcio improvvisate nel cuore della notte e mezzi cittadini. Deplorevole inoltre il modo in cui le camere sono separate da quelle confinanti, spesso divise solo da una porta chiusa a chiave oltre la quale si sente ogni rumore. Il rischio è trascorrere una notte a occhi aperti, cercando di apprendere l’olandese che giunge dai programmi televisivi degli ospiti vicini.

    6° giorno

    Un po’ assonnati e di fretta, percorriamo di buon’ora la cittadina per raggiungere l’auto, in un parcheggio vicino. La prossima meta, a qualche decina di chilometri, è UTRECHT famosa per la Torre Domtoren (1321), la più alta d’Olanda con i suoi 465 gradini. Non la saliremo ma ci intratterremo solo il tempo necessario per fare colazione. E’ domenica ed è chiuso praticamente ovunque. Entriamo alla “Brasserie Domplein”, dove consumeremo torte e tramezzini. Il viaggio è lungo ed è meglio dunque ‘attrezzarsi’ per bene. Un’ora dopo giungiamo all’antico maniero, Kasteel de Haar. Un fossato pieno d’acqua circonda l’edificio, un ampio giardino, un ponte levatoio e numerose dependences utilizzate dai nobili di allora fanno da scenografia al complesso. Ora è un museo e noi arriviamo proprio una domenica proclamata festa provinciale. L’ingresso a una parte del museo sarà dunque gratuito. Poi gironzoliamo un po’ all’esterno del parco e infine ci dirigiamo in un localino poco lontano, dove consumeremo insalata a base di salmone. Ripartiamo e ci spingiamo ancor più a nord, in direzione Amsterdam nei cui pressi vogliamo trascorrere almeno tre notti. Arriviamo nella città di MARKEN famosa per il pane all’arringa e paradiso dei costumi locali con ricostruzione di villaggi olandesi. E’ davvero una visita che vale la pena fare, per immergersi completamente nella cultura della costa olandese. Un’ora dopo ci rimettiamo in viaggio: dobbiamo cercare il nostro nuovo alloggio. Giriamo a lungo e quasi disperiamo, perché i B&B del luogo sono pochissimi e tutti occupati: in quei giorni la vicina città di Monnickendam festeggia i 650 anni della fondazione. Per fortuna, aiutati da gentili cittadini del luogo, approdiamo al B&B “M. Mentink” (tel. 31 204031678 oppure info@bandb.nl oppure www.bandb.nl) a BROEK IN WATERLAND ameno paesino con casette che sembrano di marzapane a soli 9 chilometri da Amsterdam, in mezzo all’immensa pianura che vediamo ormai da molte ore, disseminata di mulini a vento moderni, di mucche e pecore sempre all’aperto a brucare l’erba. Il pernottamento, sempre con abbondante colazione, ci costerà 57 € a notte per coppia (70 € per la camera più grande). Dopo esserci un po’ rinfrescati, decidiamo di recarci a MONNICKENDAM per immergerci nell’antica festa. Ci attenderà una grande sorpresa: l’antico paesino ha un porticciolo nel quale sono attraccare numerosissime imbarcazioni. I cittadini, vestiti con costumi storici, festeggiano a suon di musica e di piatti gustosi. Decidiamo di far parte della festa almeno per un po’ e ci fermiamo alla ‘sagra locale’ per cenare. Una scelta felice che ci renderà ancor più memorabile quella giornata conclusa con un rapido giro, in toccata e fuga, alla città di Amsterdam.

    7° giorno

    Ci svegliamo alla mattina, immersi nel silenzio del paesino tranquillo. La colazione ci verrà servita in giardino, dai gentilissimi coniugi Mentink. Sarà abbondante, gustosa e molto varia e ci permetterà intanto di studiare l’itinerario. Il nostro gentile ospite - un olandese di circa 60 anni che conosce qualcosa come quattro lingue e mangiucchia anche un po’ di italiano - ci aiuta nella scelta. Ci consiglia di prendere l’autobus che passa proprio a qualche centinaio di metri dalla sua casa e che ha corse molto frequenti, ci insegna come si usano i biglietti multipli, ci consiglia alcuni luoghi da visitare in questo primo giorno. Grazie a lui, riusciremo a vedere molte cose, senza perder troppo tempo e denaro. Quando arriviamo ad AMSTERDAM la prima meta è il Rijksmuseum Vincent Van Gogh. Dopo aver visitato alcuni dei capolavori di Van Gogh - sebbene i più belli siano in giro per il mondo - attraversiamo la famosa area del Dam, il nucleo più antico della città. Poi visitiamo il Jodenbreestraat, vecchio quartiere ebraico e mercato delle pulci ricco di occasioni; Rokin, via antica con negozi, canali e antichi palazzi; la via di Damrask con edifici moderni e negozi; il mercato dei fiori dove acquisteremo gli immancabili bulbi di tulipano per amici e parenti; Anne Frank Huis, la casa di Anna Frank che non visiteremo perché c’è una lunghissima fila ad attenderci. Il nostro pensiero va comunque alla sfortunata bambina, che rappresenta i fanciulli di tutto il mondo costretti ancor oggi a morire per colpa della stupidità umana e le sue guerre. Ci sarebbero tantissimi altri luoghi da visitare ma per quest’oggi basta così. La sera ceniamo al “De witte swaen” a Broek in Waterland (tel. 020 403 15 25), aperto dalle 12 alle 21 e dopo l’immancabile soap tipica assaggiamo i ‘pannenkoek’, una specie di pizza locale ripiena di ogni ben di Dio. La gran abbuffata si conclude con una passeggiata lungo le vie del paese e al laghetto di Broek, sull’imbrunire. Le mucche e le pecore, ormai adagiate sul prato, non sembrano più prestare orecchio al nostro passaggio ma sono una lieta compagnia che non dimenticheremo facilmente.

    8° giorno

    Oggi, abbiamo deciso di dividerci. Due di noi preferiscono ritornare ad Amsterdam per una breve visita e un po’ di shopping, gli altri invece si dirigono verso nord per vedere la linea difensiva della capitale, all’altezza di FORT HUITOORN. Il luogo, dichiarato patrimonio dell’umanità, si rivela però una delusione. E’ di difficile accesso e mal conservato. La linea è costituita da piazzeforti e complesse opere idrauliche, concepite alla fine dell’Ottocento. Si tratta di un anello di acqua che teneva lontani i nemici e una serie di 42 forti, situati in corrispondenza di strade d’accesso, ferrovie o terreni non inondabili. Rappresentava l’ultimo rifugio per l’esercito olandese, con un raggio di 20 chilometri e una lunghezza di oltre 130. Ma è quasi tutto sepolto dall’erba e chiuso in recinti di protezione. La visita termina dunque velocemente e decidiamo di fermarci ad Alkmaar che si trova nelle campagne dei polder tra il Mare del Nord e l’Ijsselmeer ed è circondata da canali e cerchie fortificate. Una visita veloce e poi rotta verso il “Museo del Mulino” a Schermerhorn (tel. 072 502 15 19 oppure www.museummolen.nl). Qui ci attende uno splendido spettacolo: 11 mulini ad acqua funzionanti – un tempo ben 52 –, gestiti oggi dalla Fondazione Stichting Schermer Molens, che si impegna a ripristinare la funzionalità dei mulini rimasti e a conservarli. L’interno del mulino si presenta come una vera e propria casa delle bambole, riccamente arredata e ben conservata. Ci si inerpica fin sotto la calotta che gira su una corona dotata di 52 rotelle in legno d’olmo. Una rotazione necessaria per mettere la calotta con la croce delle pale nella buona posizione da poter sfruttare il vento. La ruota superiore (dentata) fa funzionare il perno che a sua volta mette in movimento la ruota inferiore e l’asse della vite, senza fine. La vite trasporta l’acqua fino a una altezza di circa 120 cm. La porta della chiusa e la costruzione della gora impediscono così all’acqua di rifluire. Con un vento moderato il mulino sposta circa 60 metri cubi al minuto. Tutti insieme, i mulini dovevano trasportare in alto l’acqua dei polder di almeno 4 metri e mezzo per strappare le terre al mare. L’abitazione del mugnaio è situata nella parte inferiore del mulino. Il camino della stufa da’ sul corpo del mulino e il fumo che lo attraversa preserva il legno dai tarli. I mugnai dei mulini d’acqua dovevano, sia di giorno che di notte, essere pronti a pompare su chiamata. Se cambiava il vento dovevano subito girare la cappa o stendere i teli sulle pale. Dovevano dunque vivere con le proprie famiglie all’interno del mulino.

    E’ tempo di rientrare: alle 14 riprenderà il viaggio insieme per un’ultima visita a nord. Vogliamo arrivare ad AFSHITDIJK, dove è stata costruita la più grande diga di sbarramento al mondo: 30 km percorsi in mezzo al mare, al cui confronto il Ponte della Libertà sulla laguna di Venezia appare davvero in tutta la sua modestia. Prima però ci fermiamo a LELYSTAD che conserva la splendida nave Batavia, costruita dalla Compagnia delle Indie Orientali. Con i suoi 160 piedi, la nave attrezzata per ospitare 200-300 persone a bordo era una delle più grandi dell’epoca. E’ possibile visitarla in lungo e in largo, scendendo nella stiva, nelle prigioni per gli schiavi, risalendo fin su in coperta, da poppa a prua. Il resto del pomeriggio lo trascorriamo a percorrere i chilometri che ci separano da Afshitdijk, dove ammireremo la meravigliosa opera ingegneristica sferzata da un vento possente che muove con forza le centinaia di mulini disseminati nell’area. Sono ormai le otto di sera e il sole deve ancora tramontare. E’ tempo di cenare e ci fermiamo all’ “Eten & Drinken de dikke bries Jachthaven Robbenoorbos” (tel. 0227 511986 oppure www.dedikkebries.nl) a DEN OEVER, uno splendido locale in riva al mare dove è di scena il divertimento, la risata e la battuta facile. Il soffitto del salone principale è costellato di finti animali, oggetti e suppellettili mossi da fili invisibili, mentre il pappagallo – vero – canta nella sua lingua salendo e scendendo dalla propria gabbia. Sopra le teste degli ospiti tutto ondeggia e invita alla risata, mentre le tavole vengono imbandite da piatti tipici preparati con gusto ed eleganza. Il luogo ideale per salutare il Nord Holland e il suo mare, cercando di abbozzare qualche sorriso, mentre il momento di partire si avvicina.

    9° giorno

    Il mattino dopo ci alziamo presto. Consumiamo la nostra abbondante colazione, scambiamo le ultime chiacchiere con la famiglia che ci ha ospitato e facciamo tesoro delle indicazioni che il signor Mentink ci lascia per raggiungere questa volta lo Het Nationale Park de Hoge Veluwe a OTTERLO, parco nazionale con boschi e brughiere che si potrà percorrere in lungo e in largo in sella a una bicicletta. Per una decina di giorni abbiamo visto centinaia e centinaia di biciclette far da padrone per le strade, nelle piste apposite e perfettamente attrezzate. Anche per noi è giunto ora il momento di lasciare a riposo l’auto e darci dentro con il gas... dei piedi! Arriviamo al parco prima di mezzogiorno. Lasciamo i bagagli nell’ultimo B&B olandese dove dormiremo, la “Pension de Conifeer” a Otterlo (tel. 031 8591505), una splendida casa che ci alloggerà per 25 euro a testa e ci servirà una delle più abbondanti colazioni del viaggio. All’ingresso del parco prendiamo una bici che ci condurrà in lungo e in largo per tutto il giorno: visiteremo un museo sotterraneo per osservare la vita ricostruita degli animali sottoterra, delizia per i bambini, e il Museo Kroller-Muller dove si trovano altri dipinti di Van Gogh. Dopo un pranzo veloce e frugale, riprendiamo le nostre bici e via di corsa! Tentiamo anche appostamenti per avvistare veri animali, ma il tempo è tiranno. E’ ora di rientrare per cena.

    10° giorno

    Consumiamo una abbondante colazione nella taverna del B&B, dove un caminetto arde e scoppietta per finzione – siamo a luglio! – e la tavola presenta ogni sorta di delizia. Parliamo del viaggio di ritorno. Lasciata Otterlo, la direzione è MAGONZA (Mainz) in Germania, dove passeremo il nostro ultimo giorno di vacanza. Lasciate le valige in un Ibis Hotel vicino al centro storico, attraversiamo la Schillerplatz, la più bella piazza della città, visitiamo il Dom, la cattedrale di Magonza dedicata ai santi Martino e Stefano e considerata il più grande capolavoro di architettura romanica renana. Poi entriamo nel tanto atteso Gutenbergmuseum, dedicato a Gutengerg, l’uomo che all’inizio del ‘400 inventò i caratteri mobili di stampa e rese la cultura accessibile a un gran numero di persone. Egli è il più illustre cittadino di Magonza. Qui si trovano una splendida biblioteca, un archivio enorme, una scuola di arte tipografica e una ricostruzione dell’antica stamperia di Gutenberg. Pezzo forte della collezione, rigorosamente conservato in una stanza blindata insieme a manoscritti e libri del XV secolo, rimane la cosiddetta “Bibbbia delle 42 righe, realizzata da Gutenberg nel 1455. La nostra vacanza ormai volge al termine e si conclude con una cena nella centralissima piazza di fronte al Dom. Domani sarà una lunga giornata perché dovremo attraversare quasi mezza Europa per arrivare in Italia, nel tardo pomeriggio. Rimane comunque la consapevolezza che i nostri viaggi sono appena cominciati, perché il mondo là fuori non smette di riservare sorprese.

    (21/09/2005 Tg0-positivo)