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Macrolibrarsi.it presenta il libro: La Pillola

Dice il saggio ...
Per amor del cielo: esercitatevi nelle piccole cose, poi passate alle più grandi (Epitteto)

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  • Misteri antichi

    Misteri antichi

    Viaggio tra gli enigmi e i segreti che circondano gli albori della civiltà

    Quando nel 1989 un'equipe di archeologi israeliani rinvenne, nella Giordania del Nord, una tavola di legno lavorata con tecniche estremamente raffinate vi fu un verdetto unanime, poi confermato dalle successive analisi: l'oggetto aveva almeno mezzo miliardo di anni.

    Risaliva dunque a un'epoca che secondo gli storici avrebbe dovuto essere popolata solo ed esclusivamente da uomini delle caverne. Una scoperta sconvolgente dunque che, mettendo in discussione molti capisaldi della scienza ufficiale, arrivava ad insinuare il dubbio che ancora poco o niente si sapesse sulle reali origini della civiltà: l'uomo non sarebbe disceso direttamente dalla scimmia e l'evoluzione del genere umano non sarebbe avvenuta secondo un processo lento e graduale. Una conclusione che sembrava trovare conforto anche in molte altre prove come il ritrovamento delle antichissime tracce di una civiltà urbana perfettamente sviluppatasi nella Turchia del Sud, in una zona divenuta poi deserto.

    E’ il viaggio affascinante nel quale verrà condotto il lettore che prenderà in mano l’opera di Michael Baigent, “Misteri antichi”, edita da Marco Tropea Editore.

    Egli affronta infatti molti enigmi antichi, rivelandone alcuni retroscena e liberando dalla polvere degli scantinati numerose prove dimenticate: Atlantide, le Piramidi di Giza, la Sfinge e misteri come l'ermetismo e l'alchimia, fino a chiedersi perché mai le istituzioni religiose, politiche e accademiche avrebbero cercato di coprire questa saggezza dietro un velo di silenzio.

    Perché di misteri ce ne sono davvero tanti: "Centoundici milioni di anni fa - racconta Baigent - la quasi totalità del territorio che è adesso il Texas era un grande mare... Fra queste antiche plaghe di fango fossilizzato scorre il fiume Paluxy nel cui letto, nel 1969, venne fatta un'eccezionale scoperta: il signor Stanley Taylor trovò impronte che sembravano umane su un breve sentiero, in inglese 'trail', noto da allora come 'Taylor Trail'... Taylor scoprì altre sette orme, tutte convincenti. Si trattava di un succedersi costante di piede destro e sinistro, verosimilmente prodotto dalle estremità nude di un uomo che camminava sul fango. Scavi successivi portarono alla luce altre impronte, per un totale di 14. Nelle immediate vicinanze furono notate 434 orme di dinosauro risalenti allo stesso periodo: ciò suggerirebbe che uomini e dinosauri vagavano insieme sulle medesime plaghe di fango preistoriche...".

    Follia? Un caso unico e quindi non dimostrabile? Baigent non lo crede e aggiunge: “Nel 1978 una spedizione guidata da Mary Leakey a Laetoli, nella Tanzania settentrionale, a circa 45 chilometri a sud della gola di Olduvai, ha scoperto le impronte fossilizzate di tre esseri umani, passati sui depositi di cenere di una recente eruzione vulcanica, forse nel tentativo di fuggire. Furono portate alla luce 50 impronte su una distanza di circa 20 metri, tutti databili tra i 3,6 e i 3,8 milioni di anni fa”. Casi incredibili ai quali se ne aggiungono molti altri, corredati anche da alcune foto estremamente suggestive. La Storia dell’Uomo, insomma, ha ancora molte sorprese da riservarci.

    (20/08/2005 Tg0-positivo)