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Dice il saggio ...
Vorrei scongiurarti: vivi di vita. Non di banalità, di sciocchezze, di effimero, di frivolezze. Non lasciare che la vita vada avanti per conto suo. E tu a rimorchio. (A. Pronzato)

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  • Il Vero profeta Autore: Mac

  • Da Treviso in Baviera lungo la Via Claudia Augusta

    Da Treviso in Baviera lungo la Via Claudia Augusta

    Era l’unica strada imperiale romana a cavallo delle Alpi e, tracciata nel 15 a.C. da Druso, figlio di Augusto, originariamente serviva a rappacificare le popolazioni della Retia. Nonostante i quasi duemila anni che ci separano dalla sua ultimazione – avvenuta nel 46 d.C. sotto il regno di Claudio – la via Claudia Augusta fu un’importante realizzazione stradale che, oltre a superare ostacoli naturali come le Alpi, servì anche ad aprire il varco ai commerci e ai liberi scambi verso il Nord.

    L’antica strada romana – o meglio quel che ne rimane oggi – ha oggi due diramazioni: la prima che parte da Altino sull’Adriatico, l'altra da Ostiglia sul fiume Po fino alla pianura bavarese di Augsburg e alle rive del Danubio a Donauwörth. Quasi 700 chilometri dunque che uniscono il Trevigiano alla Germania e che si snodano in un itinerario turistico-culturale al quale l’Europa guarda con estremo interesse. Grazie alla Provincia Autonoma di Trento (capofila), alla Provincia Autonoma di Bolzano, alla Regione Veneto, al Comune di Feltre (Bl), al Comune di Ostiglia (Mn), all’associazione Miar del Tirolo (Austria), all’Associazione Via Claudia Augusta Bavariae (Germania) e ora anche alla Provincia di Treviso entrata a far parte del progetto europeo Interreg IIIB “Via Claudia Augusta”, la strada romana potrà essere infatti percorsa avvalendosi di una fitta rete di punti sosta (alberghi, pensioni, ostelli, piazzolle, tabellazioni) e di una delle più lunghe piste ciclabili d’Europa, quasi giunta a ultimazione. Città, piccoli borghi pieni di vita e di storia e archeologia; castelli e riserve naturali, chiese antichissime, che conservano affreschi preziosi e fortezze poste a difesa della strada e delle vecchie dogane saranno i paesaggi che si presenteranno agli occhi dei visitatori, guidati da tabelle e punti storici ben precisi dove verrà spiegata la storia di questa strada grandiosa. “Attorno a questa idea - ha evidenziato il dirigente regionale del settore cultura, Angelo Tabaro - si costruiscono progetti che hanno lo scopo di promuovere iniziative per valorizzare luoghi interessati. La Via Claudia Augusta è uno di questi progetti che include lo spazio alpino lungo una fascia che va dalla barriera montagnosa all’Adriatico. Il progetto è partito ufficialmente nel 2002, ma già in precedenza se n’era parlato. L’obiettivo principale è quello di attivare una serie di iniziative a scopo turistico per promuovere l’antico asse viario, come la famosa “Romantic strasse” e la fascia dei castelli della Loira. Questi progetti vedono coinvolti diversi attori privati e istituzionali, allo scopo di sviluppare un'immagine comune della Via da promuovere turisticamente a livello internazionale.” L’occasione è dunque di quelle ghiotte per il nostro territorio, anche se non sembra essere così semplice trovare tracce definite della Claudia Augusta. L’urbanizzazione, le modificazioni ambientali e l’oblio hanno contribuito a oscurarne il tracciato, ma le ipotesi non mancano.

    “In Veneto le tracce sono meno evidenti – ha ammesso l’assessore alla Cultura della Provincia di Treviso Marzio Favero – ma sono addirittura complicate nel Trevigiano. Quel che si sa è che certamente la Claudia Augusta partiva da Altino, passava per Roncade, S. Biagio e Spresiano, raggiungendo Nervesa e attraversando il Piave, per poi raggiungere per Colfosco e Falzè. Ma poi le ipotesi divergono, come hanno dichiarato anche l’archeologo Rosada e il professor Galliazzo, da noi interpellati. Forse proseguiva per Valdobbiadene-Feltre, forse per il Quartier del Piave e Follina attraversando le montagne, forse addirittura valicava il Passo S. Boldo. Le osservazioni topografiche e i rilevamenti autoptici farebbero pensare alla prima ipotesi, ma anche le altre due non sono meno interessanti. Per questo, faremo sì che ogni tracciato sia opportunamente tabellato per far conoscere ai turisti e visitatori le possibili varianti. In questo modo la Via Claudia Augusta sarà comunque percorribile in tutta la sua interezza”.

    (03/08/2005 Tg0-positivo)