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  • Scelte ecosostenibili e stop alla cementificazione

    Scelte ecosostenibili e stop alla cementificazione

    E' quanto chiedono i Trevigiani, secondo un'indagine dello Swg

    Scelte ecosostenibili per l’ambiente e stop alla cementificazione. E’ l’opinione espressa, quasi all’unanimità, dagli 800 trevigiani intervistati dal Swg per conto della Provincia di Treviso che ha voluto sondare un pensiero-campione sulla qualità dell’ambiente in cui vivono i cittadini della Marca.

    I risultati emersi da questa indagine hanno così evidenziato problemi e priorità da affrontare per la questione ambientale. I Trevigiani, per il 67%, hanno dichiarato di aver voglia di prendersi cura dell’ambiente in cui vivono e per l’80% circa di essere soddisfatti della qualità dell’ambiente in cui vivono. Il 65% dei cittadini però si è dichiarato preoccupato per il futuro di questo ambiente: sono per lo più 25-34enni, a medio-alta scolarizzazione, residenti in centri di media ampiezza. I più pessimisti sono i giovani sotto i 24 anni, convinti che la qualità ambientale sarà destinata a peggiorare (72%), e i residenti nei maggiori centri che, attanagliati tra l’inquinamento e il traffico, non vedono vie d’uscita a breve. I più preoccupati sono le donne madri di bambini piccoli e i cittadini tra i 30 e i 40 anni. Sono maggiormente sensibili all’inquinamento dei fiumi (66%), all’inquinamento elettromagnetico (60%) e alle cave (63%). Non sono avvertiti invece come problemi la mancanza di aree verdi e l’inquinamento acustico. Sono temi a medio interesse inoltre l’inquinamento atmosferico, la qualità dell’acqua potabile e l’estinzione delle specie animali e vegetali. I maggiori rischi vengono ravvisati nel traffico (83%), nel riscaldamento delle abitazioni (51%), nei rifiuti e nel sistema produttivo. Il 70% degli intervistati si è dichiarato favorevole alle scelte ecosostenibili, esprimendo la convinzione che occupazione e sviluppo economico debbano essere ‘sostenibili’ dal punto di vista ambientale. L’81% di loro infine dice no assoluto alla cementificazione ulteriore e chiede con forza che venga arrestata. L’86% sollecita non solo gli enti locali ma anche gli imprenditori a trovare forme di recupero delle vecchie aree industriali abbandonate, per evitare di consumare nuove porzioni di territorio.

    Tra le iniziative attuate e in via di realizzazione per rispondere a queste richieste, come annunciato dal presidente vicario della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro: protocollo di intesa con Unindustria per la redazione di un Atlante delle zone industriali, per riconvertire l’esistente ad attività sociali e di tempo libero; realizzazione del catasto delle combustioni degli enti pubblici; incontro con le associazioni dei produttori petroliferi per modificare i combustibili da riscaldamento in modo ecocompatibile; incentivi per passare dalla caldaia a gasolio al gas-metano; accordo sottoscritto con la Federlegno nell’area del mobilificio in Sinistra Piave per controllo delle emissioni in atmosfera; catasto dei fiumi attraverso il quale si è creata una maggiore educazione all’ambiente anche tra le aziende, portando a un miglioramento della qualità ambientale fluviale stessa; migliore qualità dei depuratori e maggiore diffusione dei depuratori nei comuni; bollino blu per controllare i fumi delle auto.

    Per quanto riguarda l’inquinamento elettromagnetico, la Provincia di Treviso ha invitato a fidarsi dell’agenzia governativa Arpav che rileva i valori sulla base di normative nazionali ed europee. Per le cave infine si confida in una risposta certa della Regione, attraverso un piano ad hoc, ricordando che senza il parere positivo delle Province non potranno più essere rilasciate autorizzazioni per nuove aperture. “La lotta alle cave – ha aggiunto Muraro - passa anche attraverso l'incentivo all'uso di alternative alla ghiaia. La Provincia di Treviso, da sola, produce 1 milione di metri cubi di macinato sostitutivo, con oltre 50 impianti addetti. Su questo vogliamo puntare”.

    (03/07/2005 Tg0-positivo)