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  • Terre emerse: tra Piave e Montello

    Terre emerse: tra Piave e Montello

    Al Museo di Montebelluna il nuovo allestimento permanente su piante e vertebrati

    Immaginate di camminare sopra l’acqua sfiorandone il pelo e di osservare sotto ai vostri piedi ciottoli arrotondati dai flutti del fiume, alghe verdeggianti un po’ ovunque, bollicine d’acqua che risalgono in superficie davanti ai vostri occhi stupiti. E poco distante un lembo di terra, dove si scorgono le orme di un tasso e di una volpe sul fango umido. Una strana sensazione vi coglie, perché sapete che non è un sogno: questo posto esiste e voi potete davvero fare tutto questo. Anzi, chiunque potrà vivere questa esperienza, visitando la nuova sezione permanente appena inaugurata al Museo di Montebelluna “Terre emerse: tra Piave e Montello. Vertebrati e flora del nostro territorio”. Attraverso un allestimento avveniristico dove è possibile interagire con i pezzi esposti senza timore di danneggiarli, la nuova esposizione accompagnerà grandi e piccini in un viaggio fantastico dove i pavimenti sembrano acqua e terra, dove le stagioni cambiano di continuo e gli animali esposti sembrano prender vita per raccontare la loro Storia, vicino al Piave e al Montello. L’obiettivo della Mostra, infatti, è quello di presentare la progressiva conquista delle terre emerse da parte di vertebrati e piante, offrendo uno spaccato degli ambienti più caratteristici del nostro territorio tra Fiume Piave, Prealpi, Colline Trevigiane e Montello. L’esposizione è curata da un Comitato scientifico di tutto rispetto: Alessandro Minelli (zoologo), Giovanni Caniglia (botanico naturalista), Paolo De Franceschi (zoologo vertebrati), Monica Celi (direttore Museo) e altri insigni studiosi. Il progetto di allestimento è curato dallo Studio Architetti Veneti di Bassano del Grappa mentre il progetto grafico è stato realizzato dallo Studio Mignani di Treviso.

    Il viaggio comincia dalla sala dei Pesci, che ne racconta l’evoluzione e descrive i fenomeni che caratterizzano il corso di un fiume come il Piave, dalla fase torrentizia al mare: la zona della trota, la zona del barbo e la zona della carpa. Nella seconda sezione, invece, ecco un percorso ricostruito su di una pedana che simula la fascia collinare e che va dalla zona alpina al mare, con due grandi schermi che proiettano continue immagini sugli animali e sulle piante di casa nostra, tra suoni e odori. Un allestimento a parte è dedicato alle stagioni del Montello e al fenomeno del Carsismo, largamente diffuso nelle nostre zone prealpine (Monte Grappa, Monte Cesen) e collinari (Colli Asolani e Montello), spiegato attraverso la ricostruzione di una grotta e della sua fauna specifica, mentre poco lontano, sotto ai piedi, sbuca una tartaruga gigante di grandi proporzioni che rappresenta una chicca del Museo. La seconda parte della sezione è invece dedicata agli aspetti evolutivi, morfologici e di classificazione di vertebrati e piante, con un occhio di riguardo a quei vertebrati e a quelle piante che in milioni di anni sono riusciti a uscire dall’acqua, adattandosi alla vita di terra. Una curiosità si aggiunge ad altre curiosità: uno strano filo sembra collegare molti di loro. E’ un ‘albero genealogico’, dove i più impensati esseri sono parenti tra loro. Di grande interesse infine un cilindro dove si possono osservare durata e sviluppo di alcune specie: dall’organismo unicellulare che vive un giorno solo, alla quercia secolare.

    Una mostra dunque da non perdere che si accompagna all’esposizione dei 50 disegni del compianto naturalista Andrea Marconato “Uccelli e altri amici”, fino al 31 agosto prossimo a ingresso gratuito. “Questi disegni intendono dimostrare – ha commentato la direttrice del Museo, Monica Celi – che un oggetto naturalistico può anche essere arte. Qui cultura umanistica e naturalistica si incontrano e appassionano, perché l’Autore ha cercato di ritrarli nei loro particolari lasciandoci una grande testimonianza che non andrà perduta e che aiuta a capire lo splendido mondo in cui ci troviamo”.

    Oltre alla sezione “Terre emerse”, il Museo di Montebelluna presenta anche una sezione dedicata all’origine dell’universo con una sala dell’astronomia (oltre all’osservatorio astronomico con potente telescopio in giardino), sale di zoologia, sale dedicate ai minerali con oltre 300 esemplari e la sala pesci con più del 90% della fauna ittica d’acqua dolce del Veneto, in un percorso che non eguali nella Regione. Non manca inoltre la sezione archeologica (preistorica-protostorica-romana). Il Museo inoltre possiede anche una piccola sezione distaccata nella vallata di Schievenin di Quero

    La sezione permanente “Terre emerse” è aperta dall’11 giugno 2005 con i seguenti orari: 9-12/14.30-18, esclusi Natale, Capodanno, Pasqua e 1° Maggio.

    Per info 0423 602271 e per prenotazioni didattica@museomontebelluna.it. Accessi: stazione fs a 300 m dal Museo di Montebelluna; A27 uscita Treviso Nord; A4 uscita Quarto d’Altino.

    Paola Fantin

    (15/06/2005 Tg0-positivo)