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  • E' allarme chimico-nucleare in Somalia dopo il passaggio de

    E' allarme chimico-nucleare in Somalia dopo il passaggio dello Tsunami

    Il WWF denuncia un capitolo finora poco conosciuto del recente rapporto Unep (United Nations Environment Programme) sugli effetti ambientali dello Tsunami nei diversi Paesi: secondo gli esperti, l'urto del maremoto ha fatto riaffiorare sulle coste della Somalia ingenti quantità di rifiuti tossici, alcuni dei quali di tipo radioattivo, da tempo sepolti nell'Oceano Indiano e si presume di provenienza principalmente europea.

    E' dunque allarme in Somalia per quello che si può considerare uno dei più tremendi effetti 'collaterali' dello tsunamui che, dopo aver colpito lo scoros dicembre sei Paesi del sud-est asiatico, devastò anche oltre 650 chilometri di costa settentrionale in Somalia, tra Hafun e Garacad, provocando circa 300 morti e oltre 18 mila senza tetto.

    Secondo il rapporto Unep a seguito del maremoto, infatti, alcune popolazioni della costa settentrionale somala sono state colpite da insolite patologie, come infezioni acute alle vie respiratorie, sanguinamenti dalla bocca, emorragie addominali. Un fenomeno gravissimo che ha spinto pochi giorni fa un membro del Parlamento somalo, Awad Ahmed Ashra, a lanciare un appello alla comunità internazionale per bonificare l'area dai rifiuti tossici disseppelliti dallo Tsunami.

    Il WWF ha scritto una lettera alle Commissioni parlamentari sui rifiuti e Ilaria Alpi chiedendo di valutare gli ulteriori elementi emersi dal recente rapporto Unep e la necessità di approfondimenti specifici sui traffici illeciti di rifiuti che hanno coinvolto la Somalia e i paesi europei, Italia compresa, e l'eventualità di contatti con le autorità somale, anche attraverso una missione in loco della Commissione.

    Nick Nuttal, portavoce dell'Unep, e successivamente lo stesso parlamentare somalo, ha infatti denunciato una diffusa contaminazione da materiale estremamente nocivo, come uranio, mercurio e cadmio, rifiuti ospedalieri e di industrie farmaceutiche contenute in cisterne adagiate sui fondali o appena interrate nella sabbia della battigia, a volte sigillate in maniera del tutto rudimentale, distrutte poi dall'urto violentissimo delle onde provocate dallo tsunami.

    (Fonte: Ambiente & Sicurezza sul Lavoro, Aprile 2005, pp. 77-78)

    (03/06/2005 Tg0-positivo)