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  • Trauma cranico: ritornare a vivere si può

    Trauma cranico: ritornare a vivere si può

    Nasce a Treviso l'Associazione Airda - Brain

    “Volo! Zorba! So volare!” strideva euforica dal vasto cielo grigio. L’umano accarezzò il dorso del gatto. “Bene, gatto. Ci siamo riusciti” disse sospirando. “Sì, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante” miagolò Zorba. “Ah, sì? E che cosa ha capito?” chiese l’umano. “Che vola solo chi osa farlo” miagolò Zorba.

    (Luis Sepùlveda, “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”)

    Un mattino di una settimana qualsiasi di un mese qualunque un uomo esce di casa per recarsi al luogo che raggiunge abitualmente. Saluta i familiari e sorride pensando che alla sera uscirà a cena con gli amici. La vita è tutta davanti a lui e ha molti progetti in mente: non sa ancora che quella sera non sarà una sera qualunque e che forse non la ricorderà neppure. La vita gli cambierà radicalmente.

    Riprendere un’esistenza normale per chi ha subito un trauma cranio encefalico, infatti, non è per niente facile. Ma neppure impossibile, se esiste la volontà umana e medica di prendere in mano le vite di questi pazienti e riportarle alla luce.

    E’ quanto sta accadendo nella Marca Trevigiana, dove è nata l’Associazione Airda – Brain che si propone di diventare punto di riferimento per chi non vuol rassegnarsi alla propria sventura.

    Da uno studio statistico sulla popolazione residente nel territorio dell’Ulss 8 della Regione Veneto condotto dal dottor Massimo Prior e dai suoi collaboratori, Gianluigi Bianchin e Annalisa Basso, “Il reinserimento socio lavorativo del traumatizzato cranico” (Cleup Editore Padova, 2000) risulta infatti che, nell’anno 1996, il tasso di ricovero per trauma cranio encefalico era pari ad 1,51 soggetti per anno per 1.000 abitanti. Lo stesso studio dimostra che, sempre nel 1996, il numero delle persone dimesse dall’ospedale con disabilità medie o gravi a seguito di trauma cranio encefalico erano 72.

    Proiettando questo numero su tutta la popolazione residente nella Provincia di Treviso - circa 808.000 abitanti – si ottiene un dato inquietante e preoccupante: circa 250 casi all’anno, dunque un numero ben lungi dall’essere modesto e raro.

    Ci si chiede allora: cosa succederà a queste persone quando rientreranno a casa? Chi si occuperà di loro e come potranno recuperare una vita normale? Di certo, avranno bisogno di una maggior quantità di attenzione per le complesse problematiche che quotidianamente dovranno affrontare insieme alle loro famiglie. Il problema però è che fino a oggi questi cittadini non hanno ottenuto sufficiente attenzione per ricominciare a vivere, dopo essere stati dimessi dall’ospedale.

    “Sulla scorta della difficoltà vissute quotidianamente dalle famiglie dei diretti interessati – racconta il dottor Giovanni Gastaldo, presidente dell’Associazione Airda - sono nate nel territorio nazionale varie Associazioni di Volontariato proprio per rispondere a queste esigenze. Associazioni che ultimamente si sono anche associate in un coordinamento nazionale al fine di trovare maggior spazio interlocutorio con le istituzioni sia locali sia nazionali. E’ proprio per raccogliere l’invito di alcune di queste associazioni e del coordinamento nazionale delle Associazioni contro il trauma cranico che a Treviso è stata fondata l’Associazione Airda – Brain”.

    L’associazione Airda è nata nel 1985 ed ha come finalità la ricerca scientifica sulla psiche umana e su come sviluppare le capacità e possibilità dell’essere umano; a tale fine ha strutturato a Ponzano Veneto un Centro di Ricerca che ha pubblicato lavori scientifici ed effettuate numerose attività culturali, didattiche e formative. Ora ha dato vita a questa sezione particolare, l’Airda – Brain appunto, per la quale si assume, anche esplicitamente, la denominazione e le finalità di “Associazione di promozione sociale” pur mantenendo come finalità fondamentale anche la ricerca.

    Vi fanno parte Enrico Granieri, titolare della Cattedra di Neurologia all’Università degli Studi di Ferrara quale Presidente Onorario area medica; Salvatore Soresi, titolare della Cattedra di Psicologia dell’handicap dell’Università di Padova come. Presidente Onorario area psicologica; Ernesto Gastaldo dell’Università degli Studi di Ferrara (Direttore scientifico area medica); Massimo Prior dell’Università degli Studi di Padova (Direttore scientifico area psicologica); Annalisa Basso (Direttore Organizzativo). Coordina il Comitato Scientifico la dottoressa Silvia Gastaldo.

    Ma quali sono le sue finalità?

    Per il 2005 in particolare, Airda - Brain si propone di creare un punto di primo contatto e ascolto per pazienti con lesioni cerebrali acquisite e/o loro familiari che siano o ricoverati in ospedale o in trattamento riabilitativo territoriale o che abbiano smesso qualsiasi trattamento; dare sostegno psicologico a familiari e pazienti; istituire e facilitare gruppi di auto-mutuo aiuto; istituire gruppi di lavoro psicologico finalizzato a favorire la ricostruzione dell’identità psicofisica del cerebroleso; pubblicizzare e sensibilizzare l'opinione pubblica, il mondo politico e sanitario alle necessità emergenti dei pazienti e loro familiari attraverso qualsiasi mezzo e iniziativa; partecipare alle attività del Coordinamento Nazionale delle Associazioni per il trauma cranico.

    Per arrivare a tutto questo però le persone interessate (pazienti, famigliari, assistenti domiciliari ecc.) devono farsi avanti e manifestare le loro necessità e le loro richieste. Per creare un gruppo forte e unito, pronto a rimettersi in gioco nella vita.

    Per saperne di più rivolgersi ad Airda, Via Chiesa di Ponzano 6/8 31050 Ponzano Veneto (TV), Fax: 0422-969034 e Tel: 0422-440862

    (15/05/2005 Tg0-positivo)