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Dice il saggio ...
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  • L'OSTEOPOROSI, COME CURARLA OGGI

    L'OSTEOPOROSI, COME CURARLA OGGI

    (di Gabriella Polli)

    Si celebra oggi la Giornata mondiale per l’osteoporosi, una malattia in continua crescita tra la popolazione, specialmente femminile, dopo i 50 anni. L’Organizzazione mondiale per la salute, Who, e la Fondazione internazionale per l’osteoporosi, Iof, hanno presentato un documento in cui si identifica la malattia e le fratture ad essa associate (colonna, polso, anca, bacino e avambraccio), come un motivo di preoccupazione per la salute pubblica sempre più fondato, sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Le donne, come si è detto sono particolarmente a rischio: una su tre oltre i 50 anni è soggetta ad almeno una frattura dovuta a osteoporosi. Attualmente però è possibile combattere il rischio di fratture con una diagnosi precoce e un efficace trattamento preventivo. Si tratta di un nuovo farmaco serm (modulatore recettivo dei recettori degli estrogeni), il Raloxifene, che però ha dimostrato di non avere i fastidiosi effetti collaterali delle terapie ormonali tradizionali. Uno studio di valutazione dell’efficacia del farmaco mostra che il Raloxifene riduce il rischio di fratture postmenopausali del 50% e delle fratture secondarie del 30%.È interessante notare che nonostante le fratture all’anca rappresentino la conseguenza più debilitante dell’osteoporosi, le fratture vertebrali, che avvengono per prime, sono il più chiaro campanello d’allarme per la malattia. Per quanto riguarda l’identificazione dei fattori di rischio esiste un test diagnostico facile da effettuare, che fornisce alle pazienti indicazioni utili sull’eventuale bisogno di ulteriori esami come l’analisi della densità ossea e la messa in cura con il farmaco preventivo. Il test è disponibile presso la Lega italiana Osteoporosi (Milano 02 39211533). Oltre ovviamente alle conseguenze sulla qualità della vita della paziente, un aumento dell’invalidità e dei decessi, la malattia fa registrare anche un aumento esponenziale dell’onere finanziario sui sistemi sanitari di molti paesi. Nel 1995, il costo delle fratture alla colonna vertebrale, per esempio, ha raggiunto 746 milioni di dollari negli Stati Uniti e si è calcolato che nel mondo si passerà da un costo di 1,7 milioni di dollari del 1990 ad un valore di 6,3 milioni nel 2000. Questa malattia rappresenta un grave problema, soprattutto per le donne più anziane poiché il rischio di osteoporosi aumenta fortemente con il passare degli anni dopo la menopausa. Le conseguenze delle fratture come quelle alla colonna vertebrale, che tendono a verificarsi per prime, implicano mal di schiena invalidanti, curvature alla colonna, abbassamento della statura e perdita della mobilità. E non si tratta solo di conseguenze a livello osseo ma anche a livello psicologico e mentale come sottolinea la ricercatrice dell’Università di Amsterdam, Ania Oleksik " i dati dimostrano che gli effetti dell’osteoporosi non sono correlati solo alla perdita di massa ossea, alla riduzione della statura e alle fratture ma influiscono negativamente sullo stato fisico generale e sulla sfera emotiva, creando in particolare gravi stati depressivi".

    La Padania, 1999

    (07/07/2000 Tg0-positivo)