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Dice il saggio ...
Han picciol vanto le gemme là, dove n'abbonda il mare: son tesori fra noi, perché son rare (Temistocle)

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  • ROMA INQUINATA / LE ANTENNE RECORD DELLA SANTA SEDE: Dio ci

    ROMA INQUINATA / LE ANTENNE RECORD DELLA SANTA SEDE: Dio ci salvi da Radio Vaticana

    Troppi morti per cancro. Campi elettromagnetici record... Così scoppia la rivolta. Contro l'emittente più potente del mondo

    (L'Espresso, 25-11-99)

    Flavia ha tre anni e della vita conosce poche cose, Lilli il vagabondo, il cane Isotta, la tartaruga di pezza, animali veri e finti, cartoon che la fanno ridere e aghi nelle vene che la fanno piangere. Una seduta di chemio a settimana, siringhe, flebo e compresse, dosi che stenderebbero il suo amatissimo Dumbo. Leucemia linfoide acuta, la diagnosi. La stessa del suo compagno d'asilo Francesco e di altri due bambini nella zona di Cesano, quartiere-cerniera tra Roma nord e Bracciano. Federico, il fratellino più grande di Flavia, riempie pagine del quaderno di scuola con il suo anatema preferito "A morte Radio Vaticana!" e quando va in giardino con la mamma le dice di stare giù con la testa, perché "le antenne, sono loro che ci fanno ammalare".

    Nel catalogo dei mostri infantili, insieme a draghi, lupi mannari e streghe, i bambini della zona hanno il loro orco indigeno a più teste: una giungla di cavi, tralicci che sputano fuoco, kilowatt e voci, enormi giraffe rotanti, dentro uno spazio di 400 ettari, recintato da un muro e sorvegliato all'esterno da una stazione dei carabinieri. Il maresciallo Riccardo Pantanella era uno di loro, uno dei tanti morti di cancro. La moglie Anna non si rassegna a distanza di anni. "Tornava a casa sempre con un gran mal di testa. Se n'è andato in poco tempo".

    Il paradosso di Roma nord è unico nel suo genere: la fonte del "male" è Radio Vaticana, voce ufficiale del Papa e del messaggio cristiano. Antenne tra le più potenti al mondo. Una recente misurazione del campo elettromagnetico commissionata dalla Regione Lazio ha accertato nella zona valori di gran lunga superiori ai 6 Volt/metro, soglia massima consentita dal decreto Ronchi per edifici e aree in cui le persone sostano per un tempo non inferiore alle quattro ore, cioè le case, ma anche le scuole e i luoghi di lavoro. Alle pressioni sempre più forti del mondo di fuori, Radio Vaticana oppone le norme europee e il principio dell'extraterritorialità. Dall'epoca delle prime installazioni, fine anni Cinquanta, a oggi, le antenne si sono decuplicate: un immane spettro elettromagnetico che irradia in tutto il mondo, giorno e notte, da Cesano all'Australia, dalle borgate romane alla Cina. Una sorta di totem minaccioso, un sistema chiuso, barricato nel suo bunker che diffonde e scambia però con la comunità attorno (circa 30 mila persone nell'area interessata), un contagio silenzioso, inodore, invisibile.

    La voce di Dio. Onnipresente. Si accoppia con i rubinetti, le stufe, i citofoni, le segreterie telefoniche. L'Angelus che passa da una grondaia o il rosario recitato da Wojtyla che esce da un lavandino in modulazione di frequenza. Numerose le segnalazioni di guasti ai bypass in prossimità della stazione radio. Vanno in tilt strumenti diagnostici e di precisione, complicato fare un elettrocardiogramma a Cesano. Radio Vaticana non risparmia nemmeno i non udenti. Enrico Toti può ascoltare l'Urbi et Orbi nel suo auricolare. Un capolavoro di evangelizzazione. Antonio Trotta ha protestato a lungo, ora si è rassegnato. Accende il televisore la domenica per vedere "Novantesimo minuto" e invece dei gol di Ronaldo si becca la Celebrazione dei Vespri. Troppo anche per un fedele.

    Augusto Rossi, papà di Flavia, uno dei promotori dei comitati che da anni si battono per risolvere il problema, confessa la sua fantasia preferita: far saltare in aria quelle antenne. "Non escludo un giorno di farlo. Qui siamo tutti stufi. Non sappiamo se prendercela di più con il cinismo del Vaticano o con l'apatia delle istituzioni, capaci solo di produrre montagne di carta bollata". Non può dimostrarlo, ma sente che è così: la leucemia di sua figlia ha a che fare con le radiazioni. "Mi tormenta il senso di colpa. Ho scelto di trasferirmi qui in campagna con la famiglia tre anni fa per far crescere i miei figli in un ambiente sano, lontano dai veleni della città. Siamo finiti dentro un veleno peggiore. Vede, questa è la camera da letto, dove la bambina ha dormito nei primi due anni di vita, la più esposta alle radiazioni, valori anche di 15, 18 Volt/metro, al di sopra dei limiti di legge".

    Tutta la zona della Braccianese, dall'Olgiata al lago di Martignano, un'oasi di verde per i romani, rientra nel raggio dei quattro chilometri dalla stazione di Radio Vaticana, l'area definita a rischio secondo i primi dati dell'indagine promossa dall'ufficio epidemiologico regionale. "Indagine peraltro molto lacunosa", afferma Giuseppe Marini, medico del lavoro specializzato in patologie da radiazioni non ionizzanti, nato e cresciuto in zona. "Che senso ha prendere in esame solo i decessi, quando si sa che oggi queste malattie hanno lunghi decorsi? Che senso ha confondere i valori di mortalità di Cesano con quelli del centro di Roma, dove si aggiungono agenti oncologici come il benzene e lo smog? Si veda piuttosto il confronto con le altre aree di campagna, rispetto alle quali i nostri valori sono anche tre volte superiori".

    Che a Cesano e dintorni si muoia di tumore in una percentuale che ha pochi riscontri in Italia (circa il 30 per cento in più della media nazionale) è confermato da una ricerca sui certificati di morte dal '92 al '96 del dottor Santi, allora medico condotto della zona, scomparso da poco. Solo nel '96, su 33 deceduti, 20 i casi di tumore, 5 i casi cardiaci, anomalia totale che ribalta il dato nazionale.

    Via Baccanello, che costeggia il muro di cinta di Radio Vaticana, è una Spoon River del cimitero elettromagnetico, di epigrafi tutte da scrivere, di morti sospette e di vivi che sospettano. Casi di tumore in ogni casa, in ogni palazzo. La figlia di Nella De Felice: "Mia madre non ha mai avuto nemmeno un'influenza, poi il linfoma a 53 anni, improvviso, fulminante. Abbiamo voglia di scappare, ma non sappiamo dove andare". Un'amica: "Mio padre è morto di tumore. Quelli del Vaticano mettono la testa sotto la sabbia. Dov'è finita la morale cristiana?". Adriana ha perso il figlio di 23 anni, leucemia. La palazzina di via Cesio, nel villaggio dei militari, nove casi di cancro accertati, valori che superano i 20 Volt/metro, soprattutto di notte quando Radio Vaticana irradia oltreoceano. All'interno della stazione la zona è stata via via evacuata, senza spiegazioni ufficiali. Via tutti, i coloni, i dipendenti, non ci abita più quasi nessuno. Si alternano una trentina di tecnici per la messa in onda e i vigilanti del Vaticano.

    Casi di tumore, ma anche insonnie, cefalee, disturbi della memoria, stati di spossatezza. Gli stessi sintomi neurologici denunciati in altre aree d'Italia a forte concentrazione elettromagnetica. Il casale di Ildo Saraceni si affaccia sul muro di cinta della Radio. Ildo è stato l'ultimo colono a essere sfrattato alla fine degli anni Ottanta. "Ci hanno fatto capire che correvamo rischi seri per la salute. Abbiamo dovuto rinunciare a 90 ettari di campi, mucche, maiali in cambio di 11 ettari qui subito all'esterno. Ma ora è peggio, io che non ho mai sofferto l'insonnia, mi sveglio in piena notte". La moglie di Ildo, due fratelli in zona morti di tumore, conferma a testa bassa. Dal loro terrazzo si può ammirare lo spettacolo biblico delle quattro antenne direzionali che, al massimo della tempesta elettromagnetica, sputano fuoco e voci spettrali. Intanto, mentre il malessere monta, si continua a edificare nelle zone a rischio. L'imminente l'apertura della metropolitana leggera farà di quest'area lo snodo strategico di Roma nord. Se le vie del Signore sono infinite, una passa certo da qui.

     Giancarlo Dotto

    (07/07/2000 Tg0-positivo)