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    Stop agli Ogm in Europa

    Roma, 10 marzo 2005 – Protesta di Greenpeace a Bruxelles, davanti al palazzo dove sono riuniti i Ministri dell’Ambiente, contro la coltivazione di OGM in Europa. Di fronte al palazzo dove è in corso il Consiglio dei Ministri è stato montato un robot alto 3 metri a forma di pannocchia e simboleggiante la composizione assolutamente casuale delle piante geneticamente modificate, accompagnato da circa 20 attivisti con striscioni che dicono “Fermate l’invasione di OGM”.

    I Ministri dell’Ambiente discuteranno la richiesta dell’Austria di rivedere il via libera alla coltivazione di un mais della Monsanto approvata dalla Commissione europea, il cui piano di monitoraggio è obsoleto e non in linea con i nuovi requisiti europei.

    L’Austria propone di bloccare la coltivazione di questo mais OGM fintanto che le norme che regolano questa materia rimangono insufficienti, in particolare riguardo al monitoraggio degli impatti ambientali e alla protezione dell’agricoltura libera da OGM.

    “La coltivazione di piante OGM deve essere interrotta in quanto gli OGM rappresentano una minaccia per l’ambiente. In aggiunta, l’Europa non sta adottando misure adeguate né per proteggere l’agricoltura OGM-free, né per assicurare la purezza delle sementi convenzionali e biologiche, mentre aziende come la Monsanto stanno avendo “carta bianca” per portare avanti i loro interessi sprezzanti delle regole basilari”, afferma Federica Ferrario della campagna OGM di Greenpeace. “La Commissione europea e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che approvano a occhi chiusi gli OGM, hanno molto di cui rendere conto”. Greenpeace ha recentemente denunciato che la Commissione europea ha fornito false informazioni agli Stati membri, sostenendo che la Monsanto si è conformata alle condizioni necessarie per consentire la coltivazione del suo mais geneticamente modificato (MON810) quando, in realtà, le informazioni fornite dalla compagnia non rispettano le norme di legge. L’Ungheria ha già bandito la coltivazione del mais sul proprio territorio a causa della mancanza di valutazioni di rischio ambientale.

    “Greenpeace esorta gli altri Stati Membri affinché seguano l’esempio dell’Ungheria e adottino il bando della coltivazione di MON810, come consentono le norme europee”, continua Ferrario.

    Diversi recenti studi scientifici hanno rivelato che il mais MON810 può comportare una serie di impatti negativi sull’ambiente. Tuttavia, le autorità europee non hanno preso in considerazione questi studi né esiste un piano per monitorare i rischi evidenziati.

    Finché le autorità dell’Ue non adotteranno misure di tutela, è responsabilità degli Stati membri proteggere l’ambiente e la salute. Gli OGM sono basati su una tecnologia rozza che equivale semplicemente a sparare geni a casaccio negli organismi. L’Ue non dovrebbe consentire che questi prodotti così scarsamente elaborati invadano l’Europa e minaccino la nostra agricoltura e la nostra alimentazione”, sostiene Christoph Then di Greenpeace International.

    Per informazioni:

    Ufficio stampa, tel. 06/57299944

    Federica Ferrario, campagna OGM

    (23/03/2005 Tg0-positivo)