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Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Club Bilderberg di Daniel Estulin

Dice il saggio ...
Non pensare che il destino sia crudele, e non pensare che sia invidioso. La sua legge è verità eterna, la sua bontà chiarezza divina, il suo potere necessità (Herder)

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  • Ogni sintomo è un messaggio Autore: Claudia Rainville. Editore: Amrita Edizioni

  • La città e il suo futuro

    La città e il suo futuro

    Percorso tra i 'libri di pietra'

    Che cosa può ritessere l’immagine globale di Treviso se non le sue immagini? Non era la città chiamata urbs picta? Non è ancora la città d’acque? Ebbene se la città è risorta dalle vicissitudini storiche delle ultime due guerre mondiali, se la volontà dei suoi operatori e degli amministratori ha ridato voce e volto alla piccola e cara Treviso, ancor più noi oggi vogliamo sottolineare le peculiarità estetiche attraverso percorsi ordinati, ornati con materiali, colori, forme, senza stridere ma ricreando immagini di un passato nel presente quotidiano per proiettarle nel futuro come una unica opera fatta di brani sintatticamente collegati ad una estetica sobria ma significativa di un vivere ancora “gioioso et amoroso” come percorsi visivamente evocativi, che inducano a riflettere, che rimandino alla storia emotivamente con memoria creativa così il proporre materiali locali di sempre - comunque veneti - riproposti nella composizione e nei colori, che possano far rivivere emozioni nel passeggiare lungo un canale, dove la luce incide e trapassa trasparenti acque, ma anche risalta il materiale che ci accompagna nell’ombra di un portico.

    Le acque, soggetto di questa magnifica città, accompagnano da secoli il cadenzare dei passi dei viandanti come percorso allegorico. Questa città, da tutti amata, non può che essere riportata alla storia prima ancora per la sua umanità, per la sua creatività per la sua equilibrata saggezza.

    Il brano dell’Università è stato, checché se ne dica, il via per una sinfonia estetica ed intellettuale di cui la città abbisognava dopo tanta tristezza e mancanza di immaginazione.

    Il tornare della qualità intellettiva è un nuovo Rinascimento ed è per questa ragione che fa da volano a nuove iniziative .

    Togliere il brutto, ciò che stona nella città rinnovata, è oggi un imperativo. La città è conosciuta in tutto il mondo, non solo in Italia va quindi preservato il nome e l’immagine collettiva, il ricordo in chi la lascia e il piacere di rivisitarla giorno dopo giorno per chi la abita.

    Va privilegiato un percorso urbano pedonale per gustare, immagine dopo immagine, il sito, soffermarsi a parlare con qualcuno, a prendere un caffè o la classica “ombra” trevisana.

    E’ come se, nel percorrerla, inanellassimo monumento dopo monumento, ponte dopo ponte, chiesa dopo chiesa, pezzi di storia, con i suoi elementi costruttivi, come fossero libri di pietra.

    Le tracce romane, il mosaico, i mattoni del romanico, il sobrio barocco di S. Agostino, il Duomo dei Riccati Illuministi.

    Che cosa stride se non la sua orizzontalità, la sua pavimentazione ancora piena di asfalto o di materiali importati come il porfido?

    La nostra proposta è quella appunto di incominciare a ristudiare nella sua materialità quell’arredo urbano, quel tono di sapienza materica che si ricollega alla storia naturale ed estetica della città.

    Fare insomma dell’immagine della città un modello quasi didattico del vivere urbano.

    Sentire che la magia della nebbia avvolge il viandante sotto i portici e porta ad ancestrali sentimenti di fiaba, che l’incanto solare della primavera lungo un canale o nei pressi dell’Università faccia rivivere l’emozione del colore dell’acqua e della materia del luogo “nuovo”, del ponte di legno, con le pietre bianche e colorate della piazza: tornare a vivere con il gusto del bello come espressione dell’armonia dell’anima proiettata nella materia e nei suoi colori, nella composizione geometrica dei luoghi, testimoni di intelligenza, raffinatezza e gusto.

    La città diventa quindi maestra di vita, suggeritrice di creatività e non più rabbioso conflitto dell’animo che proietta piuttosto insulsi segni, caotiche icone senza altro senso se non quello del disordine mentale o mancanza di visione progettuale.

    L’intelligenza dei cittadini deve prevalere, i luoghi della città devono essere valorizzati e amati come propri spazi, come luoghi del bello comune.

    L’amore e la passione sono sentimenti che, coniugati all’intelligenza creativa, portano all’espressione poetica dello spazio e del vivere quotidiano.

    Insomma possiamo ritrovare la poetica leonardesca non solo riportando lo spazio a misura umana, pur in senso geometrico-matematico, ma anche sotto il profilo sensitivo dello stesso, quando assume forma, colore e materia nel gioco delle ombre e della luce.

    Colori caldi, si dice, quando si vuole qualcosa di vicino alla nostra viva umanità, giacché il freddo è vicino all’idea della morte.

    Ebbene se noi rivitalizzassimo la nostra città anche nell’arredo urbano, ma prima ancora nel suo tessuto materico orizzontale.

    La gioia di vivere, che è un valore universale, tornerà ancora più forte a caratterizzare la storia di Treviso.

    Architetto Luigi Zanata

    (19/02/2005 Tg0-positivo)