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Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: Geni fuori Controllo - Mt0

Dice il saggio ...
Il pericolo del passato è che gli uomini divenissero schiavi, il pericolo del futuro è che diventino robot (E. Fromm)

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  • Le donne nell'antichità

    Le donne nell'antichità

    Come vivevano le donne del mondo antico? Furono davvero ‘donne ombra’ sottomesse alla società cui appartenevano oppure lasciarono tracce nella storia?

    Fare chiarezza sulle reali condizioni dei ceti femminili antichi è l’obiettivo del “Corso di storia delle donne nel mondo antico”, promosso dal Liceo Classico “A. Canova” e dal Centrum Latinitatis Europae (Cle) X Regio col contributo dell’Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Treviso e il patrocinio del Comune di Treviso. A curare il prezioso volumetto sono donne - docenti e studiose trevigiane - che propongono alcuni approfondimenti sulla vita delle donne dell’antichità.

    Chi può dire di non conoscere Pandora, la prima donna dell’umanità secondo la mitologia greca? E chi non ricorda Penelope e la sua tela, fatta e disfatta in attesa del prode Odisseo o Clitennestra che si macchiò del sangue del marito Agamennone ritornato dalla guerra di Troia? Eppure delle donne greche, come evidenzia Manuela Padovan nel suo studio, non abbiamo molte fonti. Mancano soprattutto documenti che ne attestino la vita domestica e la reale condizione. Quanto si sa proviene in particolare dalla letteratura, dalla pittura e dalla scultura ma anche queste testimonianze portano la firma degli uomini. Una cosa è comunque certa e lo studio della Padovan lo mette bene in evidenza: i Greci erano profondamente misogeni e diedero in tal senso un contributo decisivo alla cultura occidentale, sancendo di fatto l’inferiorità delle donne e la loro esclusione dal mondo che conta. “Espressioni di aperto odio o vere e proprie maledizioni contro il genere femminile – scrive la studiosa – si incontrano numerosissime in tutta la letteratura greca, dai poemi omerici alla lirica al teatro, luogo più di tutti ospite di donne – eroine, malfamate o buffone”. Per tutti un solo esempio, un frammento di Ipponatte, poeta giambico vissuto nel VI a.C.: “Due sono i giorni più belli di una donna: quando la si prende in moglie e quando la si porta via morta” (Fr. 66 Degani).

    Eppure ai tempi di Omero, a fianco di esperti guaritori, c’erano anche figure femminili come rileva Maria Grazia Caenaro. E non solo: le donne si occupavano di filosofia. Il famoso Pitagora ammise nella sua scuola a Crotone una donna chiamata Teano, forse la moglie o la figlia, che secondo Dicearco fu ‘la prima e la più celebre filosofa’. Ad Alessandria invece c’era una donna chiamata Ipazia, figlia del filosofo Teone che divenne famosa come matematico, astronomo e filosofo. Fu così eccellente da suscitare invidie politiche e cadere vittima nel 415 di un complotto. Un misfatto così efferato e barbaro che il 415 divenne per convenzione la data della fine della scienza antica.

    Come viveva invece la donna a Roma? La donna romana dei primi secoli non era indipendente. Racconta infatti Clelia De Vecchi che era sempre sotto la dipendenza di un uomo. Se il marito moriva, passava sotto la tutela del parente più prossimo. Addirittura le donne anziane potevano essere sottomesse a uomini molto più giovani. Le sole donne ad avere potere erano le donne eccezionali come le Dee, Cleopatra, Agrippina, Poppea, Zenobia, Lesbia, Corinna e numerose altre. Eppure nel tempo l’emancipazione non si fece attendere, come testimoniano leggi e testi scritti. Già nel 195 a.C. le donne scesero in piazza per chiedere l’abrogazione della lex Oppia contro il lusso femminile e con il passar del tempo parteciparono sempre più alla vita mondana. Divennero ricche, autonome, invadenti non solo a Roma ma in tutto il territorio italico. Intorno al I d.C. Giovenale guardava con inquietudine le donne che a suo parere sconfinavano nei terreni maschili, come la letteratura e gli sport, compresi anche quelli di combattimento. Inoltre, sempre secondo Giovenale erano anche divenute rivali in volgarità nei banchetti con gli uomini (Satire).

    Lo studio si conclude poi con un contributo che illustra la donna nell’arte greca e romana (Alda Pellegrinelli) e la donna paleocristiana (Antonia Piva).

    Il volume è corredato di illustrazioni e di una ricca bibliografia per ulteriori approfondimenti. Per info 0422 545312 (Liceo Classico “A. Canova”).

    Paola Fantin

    (19/02/2005 Tg0-positivo)