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Macrolibrarsi.it presenta il libro: The China Study

Dice il saggio ...
Se lo Stato precipita nell'abisso non lo si salva violando le regole e le leggi ma facendole rivivere (Confucio)

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  • Il coraggio di esser unici e creativi Autore: Osho.

  • Conosci il tuo cognome?

    Conosci il tuo cognome?

    Viaggio nel tempo delle famiglie di Paese (Tv)

    Era nato intorno al 1825, al tempo della Carboneria di Silvio Pellico, di Pietro Maroncelli e di Federico Confalonieri. In quello stesso anno si inaugurava a Yorkshire la prima ferrovia del mondo e il muratore Aspdin, a Portland, inventava il cemento (o “la pietra artificiale”) che diverrà in seguito così importante per la famiglia di Angelo Basso. Ma di certo il capostipite dei Basso, Francesco Moro, ben poco sapeva di tutto questo mentre dava vita a una lunga discendenza a Postioma. Così come doveva essere sconosciuto ad Antonio Agnoletto il libro “Cuore” scritto da Edmondo De Amicis nel 1880, mentre egli conduceva la propria famiglia da Montebelluna a Paese. Lunga strada invece avevano fatto i Becevello, probabilmente discesi dai De Becevel, un casato francese originario della zona di Montpellier, giunto nel Veneto con le armate napoleoniche. L’anno in cui decisero di spostarsi da Resana a Paese – un altro ramo si stabilirà a Paderno di Ponzano e poi a Ponzano, nella villa donata dal nobile veneziano Minelli, attuale sede legale della Benetton – un evento avrebbe cambiato la mappa degli equilibri internazionali: nel 1868 infatti entrava in funzione il Canale di Suez. Sono le storie di uomini, storie che si intrecciano con i grandi fatti della vita e si svelano grazie all’albero genealogico, ai cognomi e soprannomi.

    E’ il lavoro certosino compiuto dallo studioso Mariano Berti che nel luglio scorso ha dato alla stampa il libro “Famiglie d’altri tempi. Viaggio nel passato con le famiglie di Paese”, edito dalle Grafiche Tintoretto, con il contributo di Fondazione Cassamarca e del Comune di Paese. Per mesi e mesi ha raccolto materiali, consultando archivi storici e parrocchiali, incontrando le famiglie per ricostruire il loro passato attraverso le generazioni più vecchie e i documenti in loro possesso. Alla fine l’opera è stata compiuta.

    Oltre 400 pagine a colori, riccamente illustrate da foto d’epoca e da alberi genealogici ricostruiti dal Berti, che si snodano in un appassionante viaggio nel passato di 53 antiche famiglie di Paese, raccontate con brio e scorrevolezza. Il libro però non è ‘locale’ perché la ricostruzione è così capillare da lambire moltissimi comuni della Marca trevigiana, coinvolgendo così altri ceppi familiari che potranno ritrovarsi nella storia delle famiglie di Paese. “La Storia spesso travisata o vista con occhi di parte, non riguarda solo i grandi avvenimenti e i personaggi che li hanno caratterizzati, ma tocca soprattutto le famiglie con le loro tradizioni, il modo di vivere e di operare, i travagli e soprattutto con i propri valori; proprietà queste che emergono in ogni racconto, anche se intenzionalmente ci si è astenuti dal commentare... - spiega il Berti - L’accostamento tra fatti e personaggi importanti e le povere famiglie paesane potrà sembrare azzardato; ci si potrà chiedere ad esempio che attinenza ci potesse essere tra il re di Francia e la famiglia Polin. E’ stata la consapevolezza che senza le povere famiglie non ci sarebbero stati i cosiddetti signori...”

    Il libro di Berti dunque colma un vuoto storico che è soprattutto all’interno delle singole famiglie: “Morti i vecchi – aggiunge lo storico Ivano Sartor (Fondazione Cassamarca) – i successori non conoscono la propria genealogia oltre il limite dei nonni, non sanno da dove provenga la loro famiglia, da quanti anni, decenni o secoli abbia posto le radici nel paese dove vivono, hanno vaghi ricordi su episodi significativi per i loro antenati avendone sentito il racconto durante qualche circostanza familiare ma senza la volontà di farlo proprio, assimilandolo per tramandarlo...”

    Il lavoro di Mariano Berti si inserisce in un contesto di studi storici trevigiani ancora largamente carente su questo fronte, con un taglio nuovo: la sua indagine è una storia delle famiglie popolari. Può stare accanto, dignitosamente e con un proprio significato, alla storia delle grandi famiglie della nobiltà del trevigiano e del suo territorio, integrandola.

    Per info sul libro, Grafiche Tintoretto 0422 910106

    I COGNOMI CITATI e i loro soprannomi

    Agnoletto (Agnoèti), Barbisan (Binéti), Basso (Mòri), Becevello (Rasmi), Bellio (Berlése), Bertelli (Bertèi), Berti (Bèrti), Bettio (Sérlini), Billio (Bìo), Biondo (Biòndi), Boffo (Bòi), Boldrin (Bravi), Borsato (Borsàti), Callegari (Rissi), D’Alessi (Campanèri), D’Ambrosi (Caldrèri), De Lazzari (Làdari), De Lazzari (Fortùna), De Marchi (Scalàbri), De Marchi (Tési), De Rossi (Férmi), Fantin (Nanevàca), Favero (Castaldòni), Favotto (Smaniòti), Gabbin (Gabìni), Gasparetto (Barlesòn), Girotto (Buziòi), Girotto (Rossi), Lorenzetto (Schiesèr), Lucchese (Canèo), Mardegan (Mardegani), Mazzobel (Botèri), Miglioranza (Majèri), Milanese (Priàmi), Nasato (Moréti e Moretèi), Nasato (Moretòni), Pavan (Pavanòni), Piccoli (Bastìni), Polin (Frèdi), Pozzebon (Majéri), Pozzebon (Pagoìn), Pravato (Sanajòto), Rossetto (Buséto), Santolin (Aurèli), Severin (Rossàto), Severin (Searìni), Tola (Tòla), Urio (Urio), Vendramin (Bòmba), Zanatta (Stradìni) e Zanoni (Brigata).

    CHI E’ MARIANO BERTI

    Mariano Berti è nato a Sovernigo, sobborgo di Paese nel 1948. dal 1987 è corrispondente del settimanale diocesano “la Vita del Popolo”, sempre con occhio attento agli avvenimenti che coinvolgono la società paesana, crurando contemporaneamente la rubrica “Viaggio nel passato”, nel periodico della Pro Loco Comunale “Paesi Insieme”. Collabora attivamente anche con altri periodici in interventi riguardanti la società e l’ambiente. Scavare nelle radici della storia locale è diventato il suo peculiare certosino impegno, una passione sfociata in questa pubblicazione.

    Paola Fantin

    (25/01/2005 Tg0-positivo)