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  • Nelle scuole di Mogliano un impianto termico a legno natura

    Nelle scuole di Mogliano un impianto termico a legno naturale

    “Per salvaguardare la salute di bambini ed adulti sarebbe più utile per l’intera comunità mobilitarsi contro le emissioni prodotte dal traffico veicolare del Terraglio, che rappresentano una vera minaccia, piuttosto che demonizzare la diffusione di una risorsa energetica rinnovabile – il legno naturale ad uso energetico - che impiega le più moderne tecnologie attualmente a disposizione”.

    E’ quanto sostiene Marino Berton, Presidente di Aiel, l’Associazione Italiana per l’Energia dal Legno, che interviene a margine della polemica scoppiata a Mogliano Veneto, dove un comitato di cittadini e genitori degli alunni delle scuole elementari «Verdi» e materna «Rodari», si stanno opponendo all’utilizzo di una caldaia alimentata a biomasse legnose, per il teleriscaldamento delle due scuole, realizzata dal Comune nell’ambito di un progetto della Regione Veneto per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili.

    “I genitori moglianesi sono preoccupati proprio per l’emissione di polveri sottili da parte dell’impianto – afferma Marino Berton - ma va detto che, seppur superiori a quelle prodotte utilizzando il gas, grazie alle moderne tecnologie dell’impianto esse risultano fino a quattro volte inferiori rispetto ai limiti imposti dalla legislazione nazionale vigente, che nel caso specifico è ancora più severa di quella europea”.

    “I benefici derivanti dall’utilizzo dell’impianto sono evidenti – afferma ancora il Presidente di Aiel – se solo si pensa che questo piccolo impianto (300 kW termici) consentirà di evitare ogni anno l’immissione in atmosfera di circa 250 tonnellate di anidride carbonica (CO2). Argomento questo di cui spesso si parla (Protocollo di Kyoto e impegni assunti dall’Italia) ma non se ne tiene mai conto. Inoltre l’impiego del legno, permetterà di valorizzazione le risorse agro-forestali locali attivando positive ricadute sociali ed economiche, soprattutto per il settore agricolo.

    L’uso del gas, invece, pur avendo una quasi assenza di polveri, deve essere importato da paesi lontani, non è rinnovabile e le riserve andranno inevitabilmente a ridursi nel tempo, produce un’immissione netta di anidride carbonica in atmosfera, può generare sino al doppio di ossido di carbonio rispetto al legno, come dimostrano i dati pubblicati dell’Agenzia Energetica austriaca. Per altro un recente studio di un gruppo di ricercatori delle Università di Padova, Torino e Firenze, pubblicato di recente sul Corriere della Sera, ha messo in luce che nelle grandi città italiane l’ossido di carbonio è due volte più pericoloso delle polveri sottili.

    A supporto di queste affermazioni, sono disponibili oggi a livello nazionale ed internazionale numerose esperienze, dati ed informazioni rilasciati dai più qualificati centri di ricerca e controllo.

    L’impianto di Mogliano è composto da un generatore di calore progettato per i combustibili legnosi, prodotto da una delle principali aziende europee del settore e sottoposto alla certificazione sui rendimenti e sulle emissioni dal TÜV tedesco, uno dei più autorevoli organismi di controllo in questo campo.

    Il principio su cui si basa l’impianto è presto spiegato: il combustibile utilizzato è il legno “cippato” cioè ridotto in scaglie, proveniente dalla gestione agroforestale (si tratta quindi di legno vergine come stabilito dal D.P.C.M. 8 marzo 2002, lo stesso che definisce anche i limiti di emissione che l’impianto deve rispettare). La caldaia alimentata in modo automatico, dà luogo ad una raffinata combustione in cui bruciano sia il legno che i gas da questa prodotti, sviluppando una temperatura di 700-900°C. Il risultato è un alto rendimento termico (prossimo al 90%) e una notevole riduzione delle emissioni rispetto alle più antiche e tradizionali tecnologie che utilizzano il legno.

    Queste caldaie, già largamente diffuse nel nord Europa (nella sola Austria ve ne sono oltre 50.000), stanno trovando interesse e riscontro anche nel nostro paese. Infatti nelle regioni del centro nord sono numerosi gli impianti di questo tipo che riscaldano municipi, case di riposo, scuole, fabbriche, abitazioni. Anche la Regione Veneto, in applicazione agli indirizzi politici dell’Unione Europea, da alcuni anni sostiene lo sviluppo dell’energia dal legno attraverso le misure contenute nel Piano di Sviluppo Rurale, il DOCUP ob. 2 ed altri provvedimenti; lo stesso Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, promuove le reti di teleriscaldamento a biomasse legnose collegate a moderni impianti di combustione. Coerentemente a questo orientamento è stata recentemente presentata una nuova proposta di legge, sottoscritta da tutti i gruppi consiliari di maggioranza e opposizione, dal titolo: “Iniziative di sostegno alla produzione e all’utilizzo di biomasse legnose per scopi energetici” della quale hanno dato risalto anche i giornali e le emittenti televisive regionali.

    Il motivo di questo interesse è legato a tre aspetti in particolare:

    1)      I combustibili legnosi utilizzati nei moderni generatori di calore consentono risparmiare rispetto ai combustibili fossili (gasolio e gas);

    2)      Rispetto al gas e al gasolio (fonti fossili in esaurimento) il legno è una fonte energetica rinnovabile che non aumenta le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, gas tra i principali responsabili dell’effetto serra;

    3)      Il legno prodotto e coltivato nelle nostre zone contribuisce allo sviluppo locale, riduce le importazioni estere di combustibili e può concorrere alla riduzione del 50% dei nutrienti azotati prodotti dalle concimazioni dei suoli agricoli. Tema questo particolarmente sensibile per il territorio moglianese che rientra nel bacino scolante della laguna di Venezia .

    In conclusione, il tema delle polveri sottili e degli inquinanti dell’aria è un problema reale, ma va affrontato in modo serio e rigoroso, ponderando le diverse cause senza speculazioni e strumentalizzazioni, attivando da subito tutte le azioni programmate dagli organi competenti per il risanamento dell’atmosfera.

    Padova, 29 dicembre 2004

      

    (31/12/2004 Tg0-positivo)