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Dice il saggio ...
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  • I Segreti Rivelati nei Rotoli di Maria Maddalena

  • Il Crop di Coloreto (Parma)

    Il Crop di Coloreto (Parma)

    Parafrasando un adagio scolastico di S.Agostino, «Scherzare è umano, ma perseverare è ridicolo…».

    Ci riferiamo al “modus operandi” degli ignoti quanto ottusi autori del pittogramma creato, con scarsa precisione ed altrettanto limitata fantasia, in un campo di Medicago sativa (la comune erba medica) in quel di Coloreto (PR). A detta del contadino, la figura (tre anelli concatenati, tipo “cerchi olimpici”, diametro medio 6 metri) deve essere stata realizzata intorno ai primi giorni di settembre, anche se poi è stata scoperta solo nell’ultima decade del mese, al momento di falciare l’erba. Si deve alla solerzia del locale postino (dote assai rara in questo settore, ma evidentemente il Signor F. è l’eccezione che conferma la regola) se il responsabile scientifico di “Galileo”, la sede di Parma del Centro Ufologico Nazionale, è venuto a conoscenza della nuova formazione. La quale, in verità, del tutto nuova proprio non era, essendo in pratica la ripetizione esatta, anche se ipodimensionata, del “crop” apparso alla fine di giugno in un campo di frumento a Panocchia: come una fotocopia, ma in scala ridotta di un fattore 3, 3 periodico.

    Perché riteniamo si tratti di un ennesimo artefatto di fine estate ? E’ presto detto: sono assenti tutte quelle modificazioni (fisiche, chimiche e biologiche) che contraddistinguono un pittogramma “genuino”: piegatura delle pianticelle a livello dei nodi d’accrescimento; iperplasia dei nodi stessi, a volte accompagnata da “esplosione”; tracce di calcinazione, come risultato dell’azione di microonde. Non sono state rilevate né anomalie del campo magnetico né presenza di radionuclidi, anche se ad onor del vero, per quanto riguarda questi ultimi due parametri, la nostra indagine in loco è stata svolta ben oltre le canoniche 24/48 ore (dall’effettiva realizzazione del “crop”) che il protocollo d’intervento prescrive, al fine di ottenere dati attendibili. Senza contare l’effetto dilavante delle abbondanti precipitazioni avvenute la settimana precedente.

    Mai come ora, dunque, il motto di Orazio andrebbe mutato in «repetita taediant » : l’unica differenza consiste nel fatto che, nel caso di Coloreto, la prima emittente TV cittadina a divulgare la notizia è stata la diretta “concorrente” di quella che aveva veicolato l’informazione relativa all’agroglifo di Panocchia, per la serie “un crop per uno non fa male a nessuno”…

    Ma forse una ragione ci può essere, per giustificare il ripetersi in tempi così brevi di due espressioni di “land art” quasi identiche fra loro (caso assai raro nella casistica mondiale e sicuramente unico in Italia).

    Susseguentemente alla dichiarazione da parte di “Galileo” della non-genuinità del crop di Panocchia, anche alla luce delle analisi difrattometriche del terreno, ci fu chi ebbe a contestare le conclusioni tratte dal nostro centro esobiologico, affermando di avere la certezza (su quale base non è dato sapere) che il pittogramma in oggetto era di sicura matrice aliena (ognuno può pensarla come vuole, ci mancherebbe altro…).

    La certezza era tale da mettere in palio una discreta somma (200 o 300 euro, se ricordiamo bene), che sarebbe stata appannaggio di chi fosse riuscito a ripetere tal quale il medesimo agroglifo. Che la sfida sia stata raccolta da qualcuno dei nostri “ragass”, in vena di emulare il compianto Ugo Tognazzi in “Amici miei” e di assicurarsi l’autunno in discoteca ? Ma un dettaglio, di non trascurabile importanza, non era specificato nel “contratto”: la coltivazione, oggetto dell’attenzione dei “news artists”, poteva essere anche di erba medica, oppure il grano era imprescindibile ?

    Questo interrogativo, che può sembrare mera provocazione, in realtà sorge spontaneo alla luce di quello strano fenomeno che siamo usi chiamare “coincidenza” e che, secondo Carl Gustav Jung, va inquadrato nella “teoria della sincronicità degli eventi”. In soldoni: il giorno successivo al sopralluogo in quel di Coloreto, il nostro tecnico fotografico torna sul posto per scattare alcune istantanee, da pubblicare sul sito web di “Galileo” a corredo dell’indagine in corso (la sera precedente non era stato possibile farlo, incombendo il tramonto). Nel campo d’erba medica incontra due ragazzi (fortemente “sospettati”, insieme con altri, nel “caso Panocchia”), intenti ad osservare il crop. Fra i tre avviene il prammatico scambio di battute: «Cosa ne pensate, voi di “Galileo”?». «Falso», risponde tout court. Al che, con fare scocciato, il primo ribatte: «Certo che hanno poca fantasia, il “nostro” era venuto molto meglio…».

    Giorgio Pattera

    (18/12/2004 Tg0-positivo)