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Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Scopri il Segreto della Guarigione di Joachim Faulstich

Dice il saggio ...
La prima delle cose necessarie è di non spendere ciò che non si ha (M.d'Azelio)

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  • PNL per la Persuasione (Persuasion Engineering)

  • Ma le piante parlano?

    Ma le piante parlano?

    Di fronte alla maestosità di alberi plurisecolari visibili non solo in Veneto ma anche a Treviso (il Castagner di S. Giusto a Fregona vecchio di 500 anni, il Rovere della Madonna della Rocca di Cornuda di 150-200 anni, il Pino del Canova di 210 anni piantato dal Canova nel parco della Gipsoteca di Possagno, il Morer secolare dell’Osteria a Fontane di Villorba ma anche il Faggio di Chies d'Alpago a Belluno, il Grande Maronaro vicentino di Piana Cattiva a Trissino 370 anni e il più vecchio platano di Italia di 400 anni a Caprino Veronese) è difficile continuare a pensare che le piante siano solo automi o, peggio, semplici oggetti di ornamento. E anche se ci vien da sorridere vedendo qualcuno parlare con le piante, da tempo la scienza ha scoperto che il mondo vegetale respira, comunica e ha una propria speciale personalità.

    Quella notte del 1966 Clee Backster, il più noto esperto di macchine della verità, aveva addestrato alcuni agenti di sicurezza al rilevamento delle menzogne. Ora se ne stava lì stanco e pensieroso nel suo appartamento in Times Square a New York. Spinto da un irrefrenabile impulso, decise a un tratto di applicare alcuni elettrodi della sua macchina della verità a una foglia di dracaena tropicale. In realtà voleva solo vedere se essa avrebbe reagito all’acqua versata sulle radici. Non appena la pianta ebbe assorbito il liquido, il galvanometro mostrò una reazione simile a quella di un uomo sottoposto a un piccolo stimolo emotivo. Stranissimo, si disse Backster ormai incuriosito. Sapeva anche che l’uomo lascia nella macchina tracce molto più evidenti delle proprie emozioni se in pericolo di vita. Decise perciò di immergere nel suo caffè bollente una qualsiasi foglia della dracaena. Questa volta nulla si mosse. Allora pensò di peggio: avrebbe bruciato la foglia dove stavano appesi gli elettrodi della macchina. E a quel punto successe l’inimmaginabile: non appena ebbe formulato nella sua testa questa intenzione e prima di muoversi per prendere il fiammifero, il disegno sul grafico ebbe un’impennata pazzesca. Era possibile che la pianta gli avesse letto nel pensiero? Altri dopo di lui raccolsero nuovi dati per dimostrare questa intuizione. Pierre Paul Sauvin, un tecnico elettronico del New Jersey, scoprì che le piante reagiscono molto vivacemente alla morte di cellule viventi nell’ambiente in cui si trovano, in primis se cellule umane. Grandi contributi giunsero da Marcel Vogel, un chimico della California. Un giorno chiese a un amico scienziato di pensare con intensità al philodendron poco distante. La pianta di colpo diventò ‘come morta’. Quando Vogel chiese a cosa l’amico avesse pensato, l’uomo gli rispose che aveva mentalmente paragonato la pianta al philodendron di casa sua, giudicando quest’ultimo molto più bello. La pianta di Vogel reagì ‘dimostrandosi offesa’ e rifiutandosi per tutto il giorno di dare segni di vita alle macchine. Poi ‘tenne il broncio’ per oltre quindici giorni.

    Altri studi ed esperimenti si aggiunsero dimostrando lo stesso: le piante sono sensibili ai pensieri e alle emozioni umane. Si deprimono vicino ad atteggiamenti violenti e cattivi, reagiscono positivamente ai sentimenti gioiosi. Quanto ci circonda è dunque ricco di vita e di personalità, per cui nulla di quel che facciamo o pensiamo può restare senza conseguenze. Non siamo soli e piccoli in questo Pianeta.

    Basta aprire gli occhi.

    (15/12/2004 Tg0-positivo)