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  • Giù le mani dall'acqua. Autore: Alex Zanotelli

  • Da tutto il mondo… ridere fa bene!

    Da tutto il mondo… ridere fa bene!

    Qualche tempo fa alcuni scienziati hanno annunciato di aver scoperto che i muscoli del viso utilizzati dall’uomo per assumere espressioni serie sono molti di più di quelli adoperati per farsi una grossa risata. Come a dire che l’essere umano sarebbe più naturalmente portato a ridere che a essere crucciato. La saggezza popolare di antica memoria del resto ci soccorre in tal senso ricordando che “il riso fa buon sangue” mentre il prof. Susumo Tonegawa, premio Nobel per la medicina, citando gli antichi Ippocrate e Galeno, asserisce che “chi è musone, triste, depresso, non riesce a tener lontane le malattie”.

    Ridere insomma fa bene. In qualsiasi modo la si chiami allora (“comicoterapia”, “terapia del ridere”, “risoterapia”) non c’è dubbio che dopo aver riso il corpo sta meglio: è più rilassato, la digestione è facilitata e sostanze come le endorfine, che servono ad aiutare il sistema immunitario, entrano ben in circolo. Durante una bella risata impegniamo qualcosa come più di 60 muscoli del corpo, mentre per piangere ne usiamo solo una ventina. Tutto l’organismo dunque viene coinvolto e stimolato: la respirazione è modificata, si rinnovano le riserve di aria nei polmoni, si utilizzano le fasce muscolari più profonde, soprattutto quelle del ventre, finendo col creare una specie di automassaggio rilassante. Non solo: da tempo si è scoperto anche che molte noie alla salute avrebbero cause nervose (malattie psicosomatiche), collegate allo stress, alle emozioni negative, alla depressione e alla costante tentazione di vedere della propria vita solo il bicchiere mezzo vuoto. Ridere aiuta a far fuggire queste brutte sensazioni. Ma come mai oggi si parla sempre con più interesse della ‘comicoterapia’? Circa vent’anni fa, vi fu un caso che fece molto scalpore negli Usa. Norman Cousins, noto giornalista scientifico, venne improvvisamente colpito da spondilite anchilosante, una grave alterazione delle articolazioni che porta progressivamente alla paralisi e alla morte. E il giornalista, per niente arreso a quella che pareva essere un’inevitabile fine, decise di curarsi seguendo un'insolita terapia: la risata alimentata con la visione di film comici per almeno quattro ore al giorno e la vitamina C. A dispetto di ogni previsione catastrofica visto il male che lo affliggeva, nel giro di un anno egli guarì completamente. Questo caso indusse alla riflessione molti scienziati, medici e amministratori al punto che alcuni ospedali francesi e americani decisero di introdurre clown e film comici tra i mezzi usati per stimolare il sistema immunitario e potenziare il processo naturale di autoguarigione. Ne sa qualcosa per esempio Hunter "Patch" Adams, invitato qualche tempo fa dal Comune di Mogliano Veneto (Tv) a portare la sua esperienza tra la gente. Hunter "Patch" Adams è un medico americano che l’Italia ha conosciuto grazie al film interpretato da Robin Williams. La sua fama si deve all’aver letteralmente rivoluzionato il rapporto medico/paziente convinto che “la salute si basa sulla felicità – dall’abbracciarsi e fare il pagliaccio al trovare la gioia nella famiglia e negli amici, la soddisfazione nel lavoro e l’estasi nella natura e nelle arti”.

    Patch Adams è nato il 28 maggio 1945 a Washington, ma si è subito trasferito con la famiglia nella Virginia del Nord dove ha frequentato la George Washington University, laureandosi brillantemente nel 1967. Deciso a fare il medico, si rese conto che l’Università era più interessata alla malattia del paziente che non alla sua stessa persona. Realizzare i sogni dei malati, secondo Patch Adams, poteva invece aumentare l'emissione di endorfine e accelerarne così la guarigione raggiungendo il risultato che da sempre si pone un bravo medico. I malati, gli anziani infatti reagiscono bene allo humour perché la risata rilassa, allenta la paura e rende l'ospedale meno opprimente Fu allora che mise insieme il medico e il clown negli ospedali fino a fondarne uno proprio, il Gesundheit Institute nel West Virginia, meta di quanti vogliono recuperare la salute rendendosi felici e rendendo felici gli altri. Qui infatti vive una comunità medica olistica dove si esercita una medicina che tiene conto di tutti gli aspetti dell'essere umano - quindi anche quelli psicologici ed emotivi - e che dal 1971 ha fornito medicine e assistenza gratuite a migliaia di pazienti. Ridere, essere sereni e ottimisti è infatti uno stato dell’essere di cui ogni uomo dovrebbe poter godere. Difficile però in un mondo dove oggi si stanno combattendo almeno 30 conflitti… Patch Adams ha deciso allora di girare per il tutto il Pianeta parlando del suo progetto e collaborando alla nascita di nuove iniziative che rendano gli ospedali più umani. Un nasone buffo e rosso, un vestito largo e colorato e un palloncino tra le mani, stretto con coraggio intorno al suo esercito di clown, schierati tra pericoli, paura e ospedali di dolore. Questi sono gli ingredienti della sua ‘terapia del sorriso’: “Nella storia noi studiamo la guerra, non l’amore. In 35 anni di lavoro come medico ho speso ore per ogni paziente perché l’amore è importante – ha affermato Patch nel corso della sua visita a Mogliano – E allora ho chiesto alle persone: qual è la vostra strategia d’amore? Il 95 per cento non lo sapeva, ma molte donne sì. I mass media non parlano d’amore, ma se l’amore è la cosa più importante perché nessuno insegna una strategia? Manca una strategia d’amore dall’inizio della civiltà dominata dal maschio che ha fatto propri il potere e il denaro. Quando un bambino piange una donna non pensa, accorre e lo consola, agisce col cuore. Vi sto chiedendo dunque che ogni giorno, in modo cosciente, scegliate per questa strategia d’amore o non avremo più futuro, né acqua e aria pulite, né nazioni. I clown non sono speciali, applicano solo la loro strategia d’amore e vogliono difenderla in ogni modo”. Egli ritiene infatti che siamo tutti legati come le onde in un oceano: quando un'onda scivola, muove anche le altre e così tutte insieme. Quello che una persona singola può fare è dunque di vitale importanza: un sorriso, una risata e una mano pronta ad aiutare provocheranno una reazione a catena che avvolgerà il Pianeta. Ne è certo.

    E come lui lo sono molti altri nel mondo: le suore del St. Joseph Hospital di Houston che raccontano barzellette ai pazienti o Marcus McCausland in Sud Africa che mette a disposizione degli ammalati di cancro 'reparti di terapia del riso' con nastri video, audio, libri ed esperti comici. In Italia di recente Jacopo Fo, uno dei più grandi sostenitori italiani della ‘comicoterapia’, ha inviato una lettera al ministro della Sanità chiedendo l'istituzione di un ticket farmaceutico per l'acquisto a prezzi scontati di libri e videocassette comiche da vendere in farmacia; la mutuabilità degli spettacoli umoristici, l'istituzione di un esame universitario in comicità e tecnica della barzelletta e la creazione di una nuova figura professionale: il clown da corsia. Come dargli torto? Gli studiosi hanno calcolato che ridere anche per un solo minuto al giorno equivale a 45 minuti di completo relax psicofisico, con gran benessere sulla salute. Quindi, che aspettate?

    (15/12/2004 Tg0-positivo)