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Macrolibrarsi.it presenta Argital: Cosmetici naturali senza conservanti

Dice il saggio ...
Voi dovete seguire l'ideale più alto che la coscienza vi suggerisce, ma non con l'intento di migliorare la società nella quale vivete e verso al quale avete un tributo di doveri, non per farsi dei privilegi, non quello di attendersi una qualche forma di ricompensa, di premio per la proprie azioni ma quello di vivere in modo giusto e retto secondo un ideale di giustizia e di rettitudine che, se lo si vuol vedere instaurato nel mondo, lo si deve in primo luogo instaurare nell'intimo nostro (Cerchio '77)

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  • La meditazione con i Mudra Autore: Andrea Christiansen

  • Noi e l'acqua, riflessioni dal Cadore

    Noi e l'acqua, riflessioni dal Cadore

    Operare in prima persona per diffondere una cultura che tuteli l’acqua soprattutto tra i più giovani, ma anche controllare strettamente le istituzioni e gli organi di competenza affinché attuino iniziative in tal senso. E’ quanto emerso dall’importante convegno dell’8-9 novembre scorsi “Noi e l’acqua: una convivenza da rifondare”, organizzato in occasione dell’Anno Internazionale dell’Acqua alla Casa Soggiorno Alpino a Laggio di Vigo di Cadore (Bl), grazie alla collaborazione tra l’Associazione “Premio letterario Mazzotti” di S. Polo di Piave, “Famiglie rurali Sinistra Piave” di S. Giacomo di Veglia e il Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua di Mogliano Veneto. Molti i relatori che si sono succeduti in due giornate di lavori intensissime, tra cui anche docenti universitari ed esperti del settore, ma anche grande il coinvolgimento delle numerose famiglie presenti.

    “L’essere più evoluto del pianeta – ha introdotto Roberto De Martin, vicepresidente dell’Associazione Mazzotti – si serve oggi dei suoi mezzi di evoluzione per distruggere anziché preservare. Ecco il perché parlare dell’acqua, dei fiumi, del Piave grazie ai quali la nostra civiltà si è sviluppata nel tempo”. In alcuni Paesi, come parte dell’India, della Cina, dell’Asia occidentale, inclusa la Penisola arabica, l’Ex Unione Sovietica e la parte occidentale degli Usa, i livelli delle acque freatiche stanno infatti calando a causa dell’uso eccessivo mentre agenti inquinanti stanno compromettendo le acque freatiche nell’Europa Occidentale e negli Usa.

    Serve dunque una nuova coscienza che passi per un uso appropriato del denaro a fini non distruttivi e per il recupero delle tradizioni ataviche: “Basterebbe prelevare un centesimo di dollaro dai soldi stanziati per gli armamenti – ha spiegato Domenico Luciani, presidente del Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua – per ricavare ben 9 miliardi di dollari annui da dedicare a ricerca e progetti per diffondere una nuova coscienza che tuteli un bene primario come l’acqua che si sta inquinando ed esaurendo. Esistono inoltre tecniche tradizionali per recuperare e conservare l’acqua, almeno 78 in tutto il mondo: i nuraghe sardi, costruiti nel III millennio, erano semplici captatori d’acqua nell’aria attraverso gli interstizi dei muri a secco, fino alle cisterne di raccolta”.

    Un obiettivo per cui è possibile impegnarsi tutti adottando nel proprio piccolo accorgimenti quotidiani: non lasciare i rubinetti aperti, servirsi del miscelatore ‘freddo-caldo’ per tutti i lavandini di casa, usare la pentola a pressione più spesso con un risparmio doppio sia di acqua che di gas, riutilizzare l’acqua di lavaggio e di bollitura delle verdure, ottima per annaffiare le piante, utilizzare lavastoviglie e lavatrice a pieno carico, riutilizzare l’acqua della pasta che essendo molto ricca di amido è ottima per sgrassare le stoviglie, raccogliere l’acqua piovana per irrorare serre, giardini e per scarichi di gabinetto.

    Ma che non varrà a nulla senza la piena responsabilità di chi sta ‘in alto’, chiamato ad attuare le giuste soluzioni a nome di tutti. Per far sì che tutti cooperino secondo il proprio ruolo, come emerso dai gruppi di lavoro, i cittadini dovranno collaborare strettamente con istituzioni scelte bene, pensare a progetti a lungo termine, formare i più piccoli all’uso cosciente dell’acqua magari attraverso cartoni televisivi o giochi al Pc, responsabilizzare la famiglia e pretendere un uso della televisione per divulgare questi importanti messaggi, fare incontri nelle scuole, fermare la cementificazione e pretendere una programmazione edilizia che miri a conservare le acque, istituire maggiori controlli e far applicare le leggi Merli e Galli, sanare le tubature dell’acquedotto che ogni anno si perdono in Italia almeno il 35% dell’acqua.

    Infine bere l’acqua di rubinetto e impedire la privatizzazione dell’acqua che come l’aria è un bene vitale e primario di cui hanno diritto tutti gli uomini, senza distinzione alcuna.

    (30/11/2003 Tg0-positivo)