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  • Il miracolo più grande Autore: Osho

  • Sono sbarcati sull'isola cubana i primi 'prigionieri' di guerra talibani o di 'Al Qaeda'

    Per non dimenticarli

     

    Riportiamo degli articoli ripresi dal sito on-line www.rai.it/news. Al di là di tutti i giudizi possibili, vorremmo che questo ricordo fosse un piccolo passo per riportare l’attenzione sulle aberrazioni della nostra “evoluta” società.


     

    Sono sbarcati sull'isola cubana i primi 'prigionieri' di guerra talibani o di 'Al Qaeda'

    I dannati di Guantanamo

    Gli Usa hanno costruito per loro 'X-Ray' un campo di prigionia con luce artificiale 24 ore al giorno
    A Guantanamo le telecamere non sono ammesse per lo spettacolo di venti uomini in processione, tuta arancione e capelli rasati, tappi alle orecchie, maschere chirurgiche sulla bocca che scendono da un aereo militare e scompaiono inghiottiti nel nuovissimo "X-Ray' il campo di prigionia costruito apposta per loro, i nemici principali degli Usa, militanti talebani o fedelissimi di 'Al Qaeda', l'organizzazione del miliardario saudita Osama Bin Laden

    Arrivati dall'Afghanistan a bordo del C-141 sono sbarcati sull'avanposto cubano a stelle e a strisce di Guantanamo, ad attenderli, oltre ai marines, solo i curiosi giornalisti con taccuino, per uno spettacolo che dura mezz'ora, trenta minuti che passano lenti e noiosi sotto migliaia di occhi curiosi di vedere che faccia hanno i dannati di Guantanamo, il peggio del peggio scelto tra i nemici principali dell'America di J. W Bush.

    "Le loro condizioni di vita saranno umane, ma non comode - avverte il comandante del campo, generale Michael Lehnert - abbiamo chiesto di avere i più cattivi per primi". ed eccoli, i peggiori, che scendono uno ad uno dal colossale velivolo che li portati a Guantanamo da una base segreta in Europa, dove erano giunti da Kandahar.

    Il primo ospite di 'Camp x-ray' zoppica e ha una vistosa fasciatura a una gamba. il secondo cerca di resistere all'imponente agente della polizia militare che lo scorta; il sesto deve essere trascinato in ginocchio. "Alcuni di loro - dice il colonnello Bill costello - non sono mai saliti su un aereo". Gli occhialini sono oscurati per ragioni di sicurezza, mentre la mascherina e' stata imposta perché alcuni prigionieri sono risultati positivi alla tubercolosi. il cappellino, infine, e' servito a proteggerli dal freddo a bordo dell'aereo. Si sentono delle urla: sono le disposizioni in arabo, gridate perché i prigionieri hanno i tappi alle orecchie per reggere per 12 ore al rombo del c-141.

     

    A vigilare sulle operazioni di sbarco ci sono quattro fuoristrada corazzati con mitragliatrici; un plotone di 40 agenti della polizia militare in tenuta antisommossa e un elicottero che ronza sulla scena. Uno ad uno i prigionieri vengono identificati da due impiegati dell'esercito e fatti salire su due pullman bianchi con i finestrini oscurati. quando l'operazione e' conclusa, il convoglio si imbarca sul Ferry che porta all'altra sponda della base, dove sorge il campo vero e proprio. Ad attendere i prigionieri ci sono gabbie d'acciaio di un metro e ottanta per due metri e quaranta con il pavimento di cemento e il tetto in legno. Avranno tre pasti al giorno, due dei quali caldi. non avranno coperte, ma due asciugamani, uno per l'igiene personale e un altro per la preghiera e poi un sapone, shampoo, spazzolino e dentifricio, uno strofinaccio e un paio di ciabatte.

    Sulle 100 gabbie di x-ray (presto saranno 220, nell'attesa che sia costruita una prigione di massima sicurezza per 2.000 detenuti) non sarà mai buio: al tramonto si accenderanno le fotoelettriche. Se anche qualcuno riuscisse a fuggire dalle gabbie, dovrebbe scampare al fuoco delle mitragliatrici pesanti montate sulle torrette di avvistamento, superare due recinzioni di filo spinato e la ronda dei marines in tenuta da assalto per poi perdersi in una radura di cactus o finire tra le braccia del guardie di confine di Fidel castro. che non ha fatto mistero di non nutrire alcuna simpatia per gli uomini di Osama Bin Laden.


    (Pubblicato il 12 gennaio 2002 16:37 )
    (Aggiornato alle ore: 16:53 )


    Non hanno diritto ad assistenza legale e potranno restare in stato di prigionia fino alla fine delle operazioni militari. E' categorico il Dipartimento di Stato americano sulla condizione dei 299 talebani e dei guerriglieri di Al-Qaeda (provenienti da 33 paesi), detenuti nella base militare americana di Guantanamo sull'isola di Cuba.

    Era stata la commissione per i diritti umani dell'Organizzazione degli Stati Americani (Osa) a chiedere all'amministrazione Usa un chiarimento sullo status legale dei detenuti di quello che è ormai meglio noto come "Camp X-Ray", per la presenza al posto delle celle di gabbie in rete metallica che consentono ai militari di sorvegliare a vista i prigionieri.

    Secondo il Dipartimento di Stato: "è chiaro che i prigionieri sono combattenti irregolari, che possono essere detenuti almeno per tutta la durata delle ostilità". Come tali, non compete loro assistenza legale, nè devono presentarsi di fronte a un tribunale. Se verranno elevate accuse criminali nei loro confronti, avranno diritto ad assistenza legale e godranno delle fondamentali garanzie procedurali. La dichiarazione afferma anche che i prigionieri vengono trattati con umanità" e non sono sottoposti ad abusi fisici o mentali, o trattamenti crudeli". Possono anche ricevere pacchi di viveri e vestiti: ma nessuno di loro ha mai ricevuto nè posta nè pacchi di alcun genere. I detenuti hanno più volte protestato per le loro condizioni con lo sciopero della fame, che al momento tre di essi continuano ancora a condurre.

    Intanto, anche le richieste di Zacarias Moussaoui sono state respinte. Il francese, accusato di legami con la rete terroristica Al-Qaeda e detenuto negli Usa, si era lamentato di non poter preparare correttamente la sua difesa a causa dell'eccessivo isolamento nel quale è tenuto dal giorno del suo arresto. Il governo americano ha chiesto ieri a un giudice di opporsi alle richieste di Moussaoui. L'uomo, che rischia la pena di morte, aveva chiesto: una cella più grande, un computer portatile, un tavolo e una sedia, dei Cd-Rom non ispezionati, un accesso a un telefono dal quale poter parlare con i suoi avvocati senza essere ascoltato. Moussaoui vorrebbe anche che i suoi libri, i suoi quaderni, il suo computer e il resto del suo materiale di difesa non sia ispezionato, come pure che non vengano registrate le sue conversazioni con i suoi consiglieri. I procuratori hanno parzialmente risposto alla richiesta di Moussaoui di potersi servire di un computer, proponendogli di mettergliene uno a disposizione in un posto sicuro, ma non nella sua cella, come vorrebbe lui.


    (Pubblicato il 18 aprile 2002 12:57 )




    Ci sarebbero stati vari tentativi di suicidio tra i talebani e i presunti affiliati ad Al Qaeda rinchiusi nella base Usa

    Antidepressivi per i prigionieri di Guantanamo

    Formata una task force di psicologi per assisterli
    Farmaci antidepressivi e psicologi per curare gli estremisti islamici rinchiusi nella base militare americana di Guantanamo.

    Alcuni dei 598 detenuti accussati di avere con il vecchio regime di Kabul e con l'organizzazione terroristica Al Qaida hanno cercato di togliersi la vita tra luglio e agosto e altri tentativi di suicidio si sono avuti nelle ultime settimane.

    Il capitano Al Shimkus, che lavora all'ospedale della base afferma che tra il 3 e il 5% dei detenuti soffre di depressione e che circa 26 di loro ricevono regolarmente medicine anti depressive e farmaci per curare la psicosi. Inoltre è stata formata una taskforce di psicologi e psichiatri per assistere i detenuti.

    Il capo della struttura, il colonnello Joe Hoey, ha ammesso i tentativi di suicidio ma non ha fornito ulteriori particolari. Nessuno dei 598 detenuti ha ricevuto accuse formali.


    (Pubblicato il 03 ottobre 2002 16:42 )
    (Aggiornato alle ore: 16:47 )


    Negato lo status di prigioniero di guerra anche ai talebani rinchiusi nella base americana di Guantanamo non godranno

    Bush, no alla Convenzione di Ginevra per gli uomini di Al Qaeda

    Insorge Amnesty International e si appella all'articolo 5 della Convenzione. La portavoce Colucci: "Linea arrogante di scelte unilaterali nell'ambito del diritto di guerra"

    Sconcerto da parte di Amnesty International per la decisione annunciata dalla Casa Bianca sull'applicazione della Convenzione di Ginevra agli ex talebani catturati in Afghanistan. Vienna Colucci, portavoce della sezione americana dell'organizzazione umanitaria, ha dichiarato che "la convenzione deve applicarsi a tutti i prigionieri di Guantanamo e a quelli detenuti in Afghanistan" contrariamente a quanto dichiarato dal presidente Bush che, ferma restando l'intenzione di non riconoscere a nessuno lo status di prigioniero di guerra (tale riconoscimento consentirebbe loro di rifiutarsi di rispondere sotto interrogatorio), non intende tenerne conto per i terroristi di Al Qaeda.

    La motivazione tecnica di questa decisione è stata enunciata dal portavoce della Casa Bianca Fleischer con un richiamo all'articolo 4 della Convenzione, in base al quale i talebani non hanno diritto allo status di prigionieri di guerra "poiché non aventi i requisiti contemplati dal trattato come indossare in guerra l'uniforme e le insegne dell'esercito per il quale si combatte, ovvero combattere secondo 'le leggi e le usanze di guerra'".

    In sostanza, Bush "fa una distinzione fra i talebani e i terroristi di Al Qaeda". Fleischer ha comunque assicurato che ciò "non comporterà alcun cambiamento nel loro trattamento in prigionia". Continuerano a essere "trattati bene" con alimentazione regolare e assistenza medica e questo anche per garantire analoghi trattamenti ai militari statunitensi che dovessero cadere prigionieri dei combattenti talebani.

    Amnesty insorge e si appella invece all'articolo 5 della Convenzione di Ginevra che indica come debba essere un tribunale a determinare caso per caso chi abbia o meno il diritto di essere considerato prigioniero di guerra. "Questa adesione parziale è una mezza misura che porta avanti una linea arrogante di scelte unilaterali nell'ambito del diritto di guerra" ha detto Vienna Colucci.

    Nella base americana di Guantanamo sono detenuti quasi 190 talebani e membri di Al Qaeda.


    (Pubblicato il 08 febbraio 2002 08:59 )
    (Aggiornato alle ore: 09:43 )



    E' il terzo nel mese di agosto. Nella prigione sono rinchiusi sospetti terroristi legati ad Al Qaeda

    Guantanamo, 32esimo tentativo di suicidio

    Sale a 32 il numero complessivo dei tentativi di suicidio nel campo di detenzione americano di Guantanamo. Un terzo detenuto nella base-prigione Usa di Guantanamo Bay ha cercato di togliersi la vita nel mese di agosto.

    Un portavoce militare Usa non ha rilevato né il nome né la provenienza del prigioniero, uno dei circa 660 reclusi del contestato campo di prigionia riservato ai presunti membri di al Qaeda o ad altri terroristi arrestati nel corso della "guerra al terrore" decisa dagli Usa dopo gli attentati dell'11 settembre.

    Nel campo di Guantanamo sono rinchiuse persone provenienti da 42 paesi diversi. L’aspirante suicida, dice il colonnello Pamela Hart, è attualmente sottoposto a cure mediche. L'uomo, dice la Hart, "sarà visitato attentamente per fare luce sul suo stato mentale e psicologico. Fisicamente, comunque, sta bene".

    Dall'apertura del campo di Guantanamo nel gennaio 2002, questo è il 32esimo tentativo di suicidio. La maggior parte dei tentati suicidi si è verificato in ogni caso nel corso di quest'anno, segno evidente dei duri effetti che lo stato di detenzione a tempo indefinito a cui sono sottoposti sta ormai avendo sui prigionieri.

    La settimana scorsa, le autorità Usa hanno aperto un quinto campo di detenzione a Guantanamo. Quest'ultimo campo potrà ospitare circa 100 prigionieri portando la capacità del complesso carcerario di Guantanamo a qualcosa come 1000 posti.


    (Pubblicato il 27 agosto 2003 12:01 )

    (09/10/2003 Tg0-positivo)