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Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: Warology - Mt0

Dice il saggio ...
Il guinzaglio è una corda che permette a un cane di condurre il padrone (J.Moy)

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  • Le forme pensiero Autore: Anne Givaudan. Editore: Amrita Edizioni.

  • Alla ricerca dell'acqua perduta

    Alla ricerca dell'acqua perduta

    Entro il 2015 secondo recenti statistiche Unesco l’80 per cento delle acque potabili nel mondo proverrà da aree carsiche esattamente come quella di Cuatro Cienegas, in Messico dove il 28 settembre scorso si è recata la spedizione trevigiana La Venta in collaborazione con il National Geographyque americano e GeD Cucine. Una zona fitta di misteri e di nodi da dipanare. Nonostante l’ambiente desertico infatti in questa valle messicana sono presenti numerose pozze con acqua sorgiva la cui origine e provenienza restano a tutt’oggi ancora irrisolte.

    Si tratta di ben 165 pozze le cui acque vengono drenate superficialmente dal Rio Mezquite attraverso una fitta rete di canali naturali e artificiali per una portata complessiva stimata in oltre 5 mila litri al secondo captati per usi idropotabili nella vicina Monclova, importante centro minerario. Ma da dove vengano e come si formano ancora buio fitto. Un’esplorazione alla quale il gruppo di ricercatori della Venta non è certo nuovo. Nata per organizzare e gestire spedizioni con particolare interesse verso i mondi sotterranei in aree remote e di difficile accesso, l’associazione trevigiana a ragione si definisce ‘il gruppo dei geografi del buio’.

    L’obiettivo infatti non è solo studiare fonti alternative all’acqua che oggi beviamo (oggi alcuni progetti nel mondo riguardano anche l’estrazione dell’acqua dal ghiaccio) ma trovare luoghi incontaminati dove la fauna e la flora di milioni di anni fa abbiano potuto conservarsi in tutte le sue caratteristiche: “Vogliamo innanzitutto capire se quest’acqua dipende dalla montagna o dalla falda, forse queste acque potrebbero essere il relitto di un antico mare e vorremmo saperlo, per misurare il ritmo di ripristino dell’acqua e il suo limite nel tempo. La spedizione però ci darà anche l’occasione da una parte di studiare ambienti che risalgono addirittura al Precambriano (circa 700 milioni di anni fa, ndr) – spiega uno dei soci, Antonio De Vido – con le prime forme di vita ospitate dalla Terra sì da capirne l’evoluzione nel tempo, dall’altra di analizzare batteri che sono sopravvissuti a diversità termali, così negli intenti della Nasa, perché potrebbero essere simili a quelli oggi sui fondali di Marte.” A partire alla volta del Messico sette ricercatori che ritorneranno il 29 ottobre prossimo. Per informazioni www.laventa.it oppure info@laventa.it.

    (10/10/2002 Tg0-positivo)