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  • Al diploma e alla laurea con la dislessia Autore: AAVV

  • Meditazione e azione nella vita

    Meditazione e azione nella vita

    Una conferenza di Fabio Battilana

    La meditazione Vipassana buddista non abbraccia dogmi, incontra l'essere umano scevro da ogni struttura.

    Uno dei principi fondamentali è divertirsi, incontrare se stessi, ma per arrivare alla gioia incondizionata, è necessario superare tutto ciò che non ci fa aprire. Ne ha parlato Fabio Battilana, medico e psicoterapeuta, profondo conoscitore della meditazione Vipassana, qualche settimana fa al Centro Estrada di Treviso, nell'ambito del ciclo di conferenze "Non solo Asana...".

    "Anche se uno segue un percorso spirituale, non è facile aprirsi, perché ciò che ci aspetta è l'incontro con il dolore di quando era bambino" ha spiegato Battilana a una folta platea intervenuta al suo incontro.

    "La maggior parte di noi pensa di non poter sopravvivere all'apertura. Così viviamo chiusi ed è bene, perché dobbiamo sapere rispettare le nostre resistenze. Esser contenti di voler essere chiusi è già molto. Voler cambiare vuol dire che non è contenti di quello che si è. E' come pensare: io voglio diventare migliore... perché sono una schifezza! Questo è un passaggio fondamentale da comprendere".

    Secondo Battilana, dunque, incontrare il dolore è un punto cruciale per ognuno di noi e per ognuno di noi è diverso. Nell'incontrare il dolore, l'individuo comprenderebbe che questo dolore nasce nel momento in cui ha ceduto per la prima volta ai genitori, abdicando a se stesso per proteggersi.

    "L'adulto scarica sull'essere indifeso tutte le sue nevrosi, finché il bimbo cede. Il bimbo infatti pensa: se la mamma ce l'ha con me = io sono sbagliato, quindi mi adeguo e quindi CEDO. Questa nostra resa ci crea dolore e proprio per questo noi la teniamo ben nascosta, al punto da non accedervi nemmeno più consapevolmente o, addirittura, di rifiutarci di farlo".

    Ecco dunque che la meditazione diventa un percorso essenziale per metterci in contatto con noi stessi.

    Ci si trova in un gruppo e c'è il contatto anche con l'Altro.

    E quando nel nostro campo energetico entra una persona, qualcosa si muove. E' importante essere consapevoli di queste modifiche entro di noi. Questa è ENERGIA e abita ogni essere.

    Nasce così una forma di fratellanza e di compassione: "Più vedi le tue sofferenze e le tue resistenze, più ti apri all'Altro - ha spiegato Fabio Battilana - Come ragioniamo invece noi di solito? Quando qualcuno mi sta antipatico, QUELLO E' ANTIPATICO! Non la vedo come una energia che mi crea questo stato d'animo che mi fa chiudere e fa chiudere l'Altro. La verità è che è un disastro per noi se l'Altro si apre. In questa maniera, così, siamo al sicuro. Non dobbiamo temere nulla per noi, non dobbiamo aprirci. Quando usciamo dalle nostre abitudini e dal nostro modo di pensare, invece, non siamo più così tanto al sicuro. La meditazione ti permette di toglierti le maschere".

    Fabio Battilana porta subito un esempio pratico, cioè se stesso: "Sono venuto a questa conferenza per incontrare l'Altro. Attraverso lo stare con Me e ascoltando le mie intenzioni, posso smascherare me stesso e rapportarmi in modo diverso all'Altro, mostrandomi come sono, anche sgradevole, malvagio, maleducato. Sì, me lo posso permettere! Attenti, eh? :-) Non devo comportarmi sempre nella stessa maniera!!! E la meditazione ti fa vedere tutti i condizionamenti che abbiamo! In realtà, noi non vediamo per davvero l'Altro, lo vediamo con gli occhi che abbiamo in quel momento, proiettando su di lui aspirazioni e problemi. Queste vengono dette PROIEZIONI e non sono facili da scoprire."

    Secondo Battilana, noi siamo alla continua ricerca di essere accettati dall'Altro, che è cosa ben diversa dall'INCONTRO, nel quale una persona si apre all'altra mostrando le parti buone e quelle meno buone.

    Per riuscire in quest'ultima azione, bisogna essere molto concentrati su di Sé e avere molta autostima di se stessi. "Il corpo, in tal senso, ci aiuta, ci guida - ha aggiunto Battilana - e lo possiamo proprio sperimentare nella meditazione. Restando sul proprio corpo, si impara ad ascoltarsi e ad accettarsi per quello che si è. Corpo e mente sono la stessa cosa, ma il corpo è più facile da sentire. Percepire un pensiero è invece meno facile. Bisogna sempre essere coscienti e consapevoli della propria intenzione. Invece noi siamo bimbi capricciosi, perché manca chi tira le fila in modo intelligente".

    C'è anche chi ha paura di restare solo e, in base a questo terrore, programma tutte le sue scelte: "In realtà, più ti diverti con le tue resistenze - perché le resistenze vanno onorate, non c'è nulla dentro di noi che sia sbagliato -, più assapori le sensazioni e stai con quello che c'è, minor paura hai dell'Altro, perché sai stare con te stesso. Se Tu non mi vuoi, è un problema tuo, non mio".

    La meditazione ci riporta dunque su di noi e ci dà la possibilità di stare con le nostre paure. Per Battilana, ci sono vari modi per lavorarci:

    ·        lasciar scorrere questa Paura;

    ·        capire da dove viene e, dunque, quale è quella parte di me che mi rende così pauroso e conformista; cosa ci guadagno o temo di perdere a restare così...

    A volte si è costretti a scegliere il male minore, dice Battilana, per non cadere in un marasma peggiore: "Più ti contrai per non sentire il dolore, più lo senti. Puoi sperimentarlo in qualsiasi momento e in qualsiasi occasione. Prova! Se ti rilassi invece puoi trovare gioia, almeno per un attimo. Così un po' alla volta, sperimentando anche questo, ci abituiamo a non legarci ai nostri stati mentali, perché essi cambiano continuamente. Scopriamo allora che quando è presente la consapevolezza di Sé, è possibile l'espressione del Sé e quindi si arriva alla padronanza. Non si è più così succubi dello stato mentale negativo di passaggio ma lo si usa quando serve, anche mai".

    La meditazione è dunque essere attenti a Sé e aprirsi all'Altro.

    L'Altro si apre, se io mio apro. L'importante, aggiunge Battilana "però è non conformarsi all'idea del buon meditante, che fa così e fa colà, che è così o cosà. In realtà la meditazione avviene 24 ore su 24. Quella che facciamo insieme, quella formale intendo, è un allenamento per trasportare questa energia nella vita quotidiana".

    Paola Fantin

    (17/06/2016 Tg0-positivo)