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Dice il saggio ...
I ricchi hanno una quantità superflua di cose di cui non hanno bisogno e che perciò sono sciupate e trascurate mentre milioni di individui muoiono di fame per mancanza di sostentamento. Se ciascuno possedesse soltanto quello che gli occorre, nessuno sarebbe nel bisogno e tutti vivrebbero soddisfatti. Così come stanno le cose i ricchi sono insoddisfatti non meno dei poveri (Gandhi)

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    Mini guida per visitare Expo 2015 in base alle vostre possibilità

     

    Oramai, alla data in cui stiamo scrivendo questo articolo (17/09/2015), manca circa un mese e mezzo alla chiusura dei battenti dell’Expo 2015 a Milano. La cronaca ci assicura che i visitatori passati per la Fiera internazionale hanno raggiunto il numero di 20 milioni. Sono certamente molti ma potrebbero diventare anche di più. In effetti, ancora moltissime persone sono indecise, se non addirittura scettiche, se andare a vedere o meno questa grande mostra a cui partecipano tanti Paesi da tutto il mondo.

    Sono numerosi i motivi per non perdere l’appuntamento e ve ne spiegheremo alcuni, attraverso le domande che più sorgono naturali.

     

    Posso visitarlo in 1 giorno solo? Arrivo all’Esposizione ad una certa ora e me ne torno in giornata, appena voglio

    Se ragionate in questi termini, evidentemente il costo del biglietto per voi non è un problema. Probabilmente siete anche dei VIP, in quanto l’accesso ai padiglioni per voi avviene senza passare per le code e quindi senza perdere tempo. A queste condizioni probabilmente avete anche degli amici che vi hanno invitato in qualche padiglione particolare e non vi interessa vederne altri. Quindi, questa mini guida non fa per voi, avete già deciso tutto.

     

    Se ho solo 1 giorno, a che ora arrivare e ripartire?

    Expo Milano 2015 è immenso, quindi in un giorno potrete vedere molto parzialmente quello che vi è esposto. Quando infatti avrete finito il giro direte: “Ci vorrebbe almeno un’altra giornata, e forse neanche basta”. Ma voi ne avete una sola, quindi sfruttatela appieno.

    All’apertura degli accessi (ore 9:00) vi conviene essere già pronti, biglietto o pass alla mano. Per il ritorno è assurdo stare una giornata intera senza fermarsi allo spettacolo di musica e luci dell’Albero della Vita che comincia 12 ore dopo, ovvero alle 21:00 di sera, e dura circa un quarto d’ora.

     

    Ho a disposizione 2 giorni: si riesce a vederlo tutto?

    Noi abbiamo visto Expo in 2 giorni (lunedì/martedì). Ma anche in questo tempo possiamo dire di averlo potuto apprezzare solo per metà. Ripetiamo: Expo 2015 è veramente immenso e solo diversi giorni di permanenza (una settimana?) consentono di godere di tutti i padiglioni e i cluster.

    In ogni caso questa è la lista dei padiglioni che siamo riusciti a visitare:

    Afghanistan, Angola, Argentina, Azerbaigian, Bahrain, Bangladesh, Belgio, Brunei Darussalam, Burundi, Cambogia, Camerun, Cile, Cina, Congo, Costa d'Avorio, Cuba, Ecuador, El Salvador, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Etiopia, Federazione Russa, Francia, Gabon, Gambia, Ghana, Guinea, Haiti, Indonesia, Irlanda, Kazakhstan, Kenya, Marocco, Messico, Moldova, Mozambico, Myanmar, Nepal, Oman, Polonia, Qatar, Regno Unito, Repubblica del Kyrgyz, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica dominicana, Repubblica Islamica dell'Iran, Repubblica Popolare Democratica del Laos, Repubblica Unita della Tanzania, Romania, Santa Sede, Sao Tomé e Principe, Sierra Leone, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Sudan, Timor-Leste, Togo, Turchia, Turkmenistan, Uganda, Ungheria, Uruguay, Uzbekistan, Vanuatu, Venezuela, Vietnam, Yemen, Zambia, Zimbabwe.

     

    È vero che ci sono tante code da fare?

    Due sono i motivi perché si formano code:

    -         il padiglione offre spiegazioni tramite supporti multimediali che richiedono l’afflusso contingentato di pubblico;

    -         il padiglione è famoso per qualche motivo e quindi tanti vogliono vederlo.

    Il primo motivo è di solito quello preminente. Ma vale la pena fare anche 2-3 ore di coda per vedere un video di 3-4 minuti e poco più? È una questione di scelta, che noi avendo solo due giorni a disposizione abbiamo deciso di non fare.

     

    Se non faccio le code mi perdo delle cose belle?

    Ovviamente, ogni padiglione offre cose proprie del Paese da cui è allestito. Quindi non vedere un padiglione significa già essersi perso qualcosa di originale.

    Ma di padiglioni con belle cose da vedere ce ne sono tanti e senza la necessità di fare code che durano più di qualche minuto.

     

    Quali sono allora i consigli per la visita migliore possibile?

    Oltre a quelli di essere puntuali per sfruttare al meglio il tempo a disposizione, vi aggiungiamo i seguenti:

    -         Studiatevi un po’ il piano di viaggio, ma senza pensare di predeterminarlo in ogni particolare. Le sollecitazioni sono tantissime e durante la visita sarete sicuramente presi da un sacco di attrazioni che non pensavate d’incontrare

    -         Cercate di arrivare con abbigliamento comodo, soprattutto nelle scarpe

    -         Evitate di percorre la fiera a zig zag da un lato all’altro della via principale (il cd. “decumano”) oppure avanti e indietro da est ad ovest. Vi stancherete inutilmente, mentre vi conviene cominciare da un lato e darvi un tempo per completarlo ritornando dall’altro.

    -         Fermatevi a gustare anche gli spettacoli e le sfilate proposti da mattina a sera. Sono molto belli e vi partecipano artisti stranieri di grande abilità, che difficilmente potrete apprezzare dal vivo, qui, in Italia.

     

    Quali sono i padiglioni assolutamente da non perdere?

    Tutti e nessuno. Se dopo la visita vi confronterete con altre persone, vedrete che ognuno avrà dei pro e dei contro per quello che ha visto, ma anche dei punti in comune con il vostro, nonostante abbia visto dei padiglioni diversi.

    Grosse differenze si notano poi tra i padiglioni dei Paesi ricchi e quelli poveri. I primi danno molto spazio alla multimedialità, mentre i secondi sono dei bazar in cui vengono messi in mostra (eventualmente da comperare) prodotti di artigianato locale. Ma vi sono delle eccezioni.

    Noi vi consigliamo di visitare i seguenti padiglioni, tenuto conto che quando li abbiamo visitati l’attesa in coda era nulla o non superava i 5 minuti:

    -         Angola: molto grande e su più piani, belle presentazioni multimediali, affascinanti gli scenari e paesaggi proposti.

    -         Argentina: da non perdere il video che spiega il legame tra immigrazione e agricoltura.

    -         Bahrain: in 10 spazi vengono esposte le piante con i frutti tipici del Paese.

    -         Cina: padiglione molto grande a cui si arriva passando in mezzo ad una nutrita flora, si apprezza la storia del riso ibrido e una costruzione di luci di particolare effetto scenico.

    -         Ecuador: qui la coda può durare anche mezz’ora. In compenso vi verranno spiegate le straordinarie biodiversità di questo paese

    -         Federazione Russa: maestoso l’atrio con i tasselli di tutte le piante raccolte dai botanici russi per preservarne le specie.

    -         Francia: l’accesso avviene su un percorso immerso in un orto coltivato con molte varietà di piante. All’interno video catturano l’attenzione sulla sostenibilità dell’alimentazione umana.

    -         Irlanda: uno dei pochi Paesi in cui viene data enfasi alla sostenibilità dell’agricoltura tramite pannelli e ausili multimediali.

    -         Repubblica Islamica dell'Iran: come per Francia e Cina, anche qui si passeggia in mezzo ad un profumato giardino con varie essenze, visita che ha l’apice nella visione di un filmato sulla storia e la cultura dell’Iran.

    -         Spagna: encomiabile il lavoro dell’artista Antoni Miralda, che culmina nel gioco di immagini nella stanza rivestita di soli piatti.

    -         Uruguay: piacevole e originale il video proiettato da schermi continuamente in movimento. Un po’ meno piacevole la coda per entrare

    -         Venezuela: affascinanti gli spettacoli olografici. Forse l’unico padiglione in cui vengono offerti gratuitamente degli assaggi di prodotti locali.

     

    Ma Italia, Giappone e altri?

    Lo spirito con cui noi abbiamo affrontato Expo 2015 era quello di acquisire più informazioni possibile. 4-5 ore di coda davanti ai padiglioni di Giappone e Italia avrebbero consumato il tempo necessario per visitare anche una ventina di altri padiglioni. Ne valeva la pena? È una scelta e a ognuno la sua.

     

    Cosa vi ha colpito di più?

    In positivo, sicuramente la biodiversità presentata, unita alla molteplicità delle idee poste in campo per esporla. In questo senso colpisce la rappresentazione che ne ha fatto la Federazione Russa, ponendo l’attenzione sull’importanza della conservazione dei semi raccolti da tutto il mondo. Altrettanto affascinante abbiamo trovato gli orti e giardini allestiti dall’Iran, dal Bahrain, dalla Cina e dalla Francia, perché permettevano di gustare quasi con ogni senso proprio la varietà di piante e frutti che ci offre la Terra.

    È stato altrettanto toccante percepire lo sforzo dei Paesi più poveri per allestire spazi sicuramente meno “imperiali” rispetto a quelli delle nazioni ricche, ma che tanto parlavano di loro stessi. Questi Paesi sono (purtroppo) tantissimi, e per questo li abbiamo visitati (0 code!) e ricordati più sopra.

    Ma si è percepito anche qualcosa che non andava nell’Expo 2015 di Milano. Come non accorgersi infatti dell’assenza dell’India, mancanza che difficilmente non si può non collegare a ritorsioni non tanto diplomatiche legate alla vicenda Marò? Oppure dell’assenza della Siria, martoriata dalla guerra che la sta dissanguando in ogni senso?

    Sui vari messaggi colti ci pare che quello lanciato dai Paesi arabi produttori di petrolio sia ancora velleitario. Il loro stile di vita, altamente energivoro, è lontano dall’ideale di sostenibilità che tentano di divulgare con le loro, seppure avveniristiche, rappresentazioni multimediali.

     

    E in conclusione?

    Se la vostra visita all’Expo 2015 si deve concludere in modo memorabile, allora non perdetevi lo spettacolo dell’Albero della Vita. Un oggetto di cui la luce del giorno mette in evidenza la goffaggine che un vero albero non avrebbe mai di sua natura; ma che le luci della notte rendono mirabile, soprattutto quando abbinate ai giochi d’acqua che danzano sulle note di Roberto Cacciapaglia. Dopo aver ammirato questo mirabile connubio d’arte e tecnologia, allora potrete lasciare l’Expo felici, anche senza aver visitato i padiglioni che i vostri amici vi avevano assolutamente consigliato di vedere.

     

    Per info su orari, biglietti ecc.: http://www.expo2015.org/it/

     

    (17/09/2015 Tg0-positivo) Paola Fantin e Lodovico Mazzero