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Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Codice della Guarigione di Alexander Loyd e Ben Johnson

Dice il saggio ...
Vivere è un processo di continua rinascita. Per molti di noi la tragedia sta nel fatto che moriamo prima ancora di essere nati del tutto (E.Fromm)

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  • Il coraggio di esser unici e creativi Autore: Osho.

  • Alberi millenari, distributori di saggezza

    Alberi millenari, distributori di saggezza

    LETTERA

    ALLA RICERCA DEGLI ALBERI PIÙ ANTICHI

    Ciao Valdo! Ho letto con piacere la lettera che ti ha scritto la giornalista Paola Fantin dopo che tu avevi pubblicato un suo scritto all'interno della tesina dedicata a Masaru Emoto. Tanto mi ha incuriosito questa persona speciale che ho voluto cercare più notizie su di lei. Così ho scoperto che Paola Fantin da oltre dieci anni viaggia per l'Italia, per l'Europa e anche solo fuori delle porte di casa, per cercare gli alberi più antichi, più belli, più strani o semplicemente più importanti per qualcuno. Da questa passione è nato il "Quaderno degli alberi antichi e leggendari", edito da Kellerman Editore.

    OGNI ALBERO MERITA ASCOLTO

    Paola, infatti, è andata ad ascoltare ciascuno di questi alberi, indicandoci poi come arrivare sotto le loro fronde, ricordando gli uomini e le comunità che l'hanno protetto e le leggende che la sua lunga vita ha ispirato. Così, si scopre, per esempio, che a Possagno resiste ancora un pino piantato da Antonio Canova nel 1780 e che, allontanandoci da Treviso, possiamo ancora vedere a Caprino Veronese un platano di oltre 400 anni, così grande e possente da poter nascondere tra le su sponde oltre 100 soldati.

    INTERAZIONE ARBOREA CON NOI UMANI A LIVELLO DI AURA

    So che anche tu, Valdo, in vari occasioni, hai parlato degli alberi e delle piante capaci di vibrare di energia e di prana al punto di interagire con gli uomini a livello bioelettrico (vedi la tua memorabile tesina dal titolo: Aura eterica, onde vibrazioni e sensibilità vegetale" del 26 marzo 2013). Ma ecco come si esprime magnificamente Paola Fantin, intervistata su questo suo libro. Con affetto.

    Elena

    *****

    CONVERSANDO CON PAOLA FANTIN, AUTRICE DEL QUADERNO DEGLI ALBERI ANTICHI E LEGGENDARI

    DATI ANAGRAFICI

    Paola Fantin è nata a Treviso dove vive nel 1970, si è laureata in Glottologia presso la Facoltà di Lettere Classiche di Venezia. Svolge la professione di giornalista, collaborando con alcuni periodici locali e nazionali e dirigendo dal 1999 il giornale-on line Tg0-Positivo. Il Veneto nel Web (www.tg0.it), dedicato alle notizie alternative. Fra i suoi libri Il Quaderno degli alberi antichi e leggendari (2009). La conversazione è stata pubblicata nel volume Homo Radix.

    UN VAGARE ALLA RICERCA DEI MONUMENTI DELLA NATURA

    Il mio viaggio ha radici molto antiche, quando a quattro anni i miei zii canadesi mi regalarono un quadretto che rappresentava le sequoie della California. Fu amore a prima vista e mi colmò di autentico stupore. Vivo in mezzo alla campagna da sempre e sono sempre stata in contatto con gli alberi dove continuo ad arrampicarmi anche oggi. La ricerca vera e propria è iniziata però intorno al 1998, quando ho incontrato il Faggio di Pian Formosa, nel Bellunese, casualmente, durante un'escursione con mio marito ed è proseguita qualche mese dopo nella foresta del Casentino, a Camaldoli dove ho fatto la conoscenza del favoloso Castagno Miraglia, seicento anni soltanto.

    COSA SI PROVA DAVANTI A QUESTE CREATURE SECOLARI?

    Il tempo si ferma e il mio cuore con esso. Tutto quello che sono diventa un tutt'uno con la creatura che mi sta davanti agli occhi. Credo che sia quello che provano le persone quando, meditando, raggiungono uno stato di profonda concentrazione che le avvicina al proprio centro. Abbraccio l'albero e lascio che legga nella mia mente tutti gli incontri che ho avuto, prima di lui, con altri saggi della Terra. Una volta un rapido pensiero mi ha colta. Diceva che è tempo di resistere, che c’è bisogno dell'aiuto di tutti, ognuno dalle sue radici, dalla sua terra. È stato un momento molto commovente.

    QUALI SONO GLI ALBERI CHE PIÙ L'HANNO IMPRESSIONATA?

    Amo moltissimo le farnie e comunque le querce in generale, ma ho una predilezione per i castagni. Mi sorprende come nonostante la Natura li scavi e li modelli, essi resistano al tempo e all’uomo continuando a produrre in modo mirabile frutti favolosi. In Italia ci sono alberi molto belli e molto antichi, ma credo che finché non avrò visto la Foresta Amazzonica o alcuni alberi asiatici difficilmente potrò dire se qualche albero mi ha impressionato. In effetti, qualsiasi albero che mi faccia sentire piccina piccina, per me cosa strana visto che sono altissima, mi ruba il cuore.

    ESISTE UN CRESCENTE INTERESSE PER GLI ALBERI

    Il libro è stato accolto con molto favore, per la sua semplicità e per la fantasia narrativa e grafica con cui vengono descritti gli alberi censiti. C'è sete di alberi e la sensibilità aumenta sempre più. Però, io credo che ogni albero vada conquistato da chi davvero ne è degno, quindi non sono d’accordo per una informazione capillare, che giunga a tutti. Credo sia giusto disseminare delle briciole di Pollicino e poi lasciare che arrivi chi è determinato e coraggioso. Una sorta di percorso iniziatico, se così lo vogliamo definire. Non ho mai conosciuto alcuni alberi perché, essendo troppo famosi, hanno attirato i malintenzionati e se ne sono andati letteralmente in fumo.

    DALL'ESPERIENZA FISICA ALLA DESCRIZIONE LETTERARIA

    È un momento molto intimo, dove le parole prendono forma per adattarsi all’esperienza. Ho cominciato a scrivere di alberi da subito, preparando degli articoli viaggio che proponevo nel giornale on line dedicato alle buone notizie che ho creato e che dirigo ancor oggi, Tg0-Positivo. Il libro non ha fatto altro che raccogliere tutte queste esperienze, dando loro una veste grafica pregevole e molto particolare che è quanto connota i Quaderni della Kellermann Editore.

    PERCORSO DI TREE-SCOUTING

    Abbiamo solo dato un nome a quello che sto facendo da quasi quindici anni, instancabilmente. Per anni, da studiosa del settore, ho amato i musei e i monumenti antichi. Ora quando traccio i miei viaggi, sono gli alberi a fissare le tappe e i soggiorni. Mi adatto, anzi ci adattiamo, perché mio marito mi accompagna da sempre in queste ricerche, a quello che c'è, prendendo come meta l'albero che vorrei incontrare. Le coincidenze della vita sono incredibili. Ricordo l'anno scorso, vicino al Lago di Garda, mentre cercavamo un gruppo di castagni secolari le cui indicazioni erano scarne e imprecise. Proprio mentre stavamo per arrenderci, è spuntata dal bosco una coppia alla quale abbiamo chiesto informazioni, solo per condividere con qualcuno il nostro problema. Era un collega veronese che aveva scritto libri sugli alberi e sapeva perfettamente dove si trovavano i castagni. Credo che neppure col cellulare o con il satellitare avremmo potuto meglio metterci d’accordo circa il luogo e il momento in cui scambiarci queste informazioni. È proprio vero il detto che i simili si incontrano. Attraverso la piattaforma su facebook di Treebook della Kellermann Editore che io stessa amministro, si sono iscritte molte persone che condividono questa comune passione e se ne aggiungono sempre di più. Però, se un albero non vuol farsi trovare da qualcuno, non c’è niente da fare. Questa è la magia più sorprendente per un Treescout. È il prezzo da pagare.

    COME STA IL PATRIMONIO ARBOREO MONUMENTALE ITALIANO

    È difficile dare un giudizio. L’Italia è un Paese comunque privilegiato rispetto ad altri, ricco di boschi e di foreste, di storia, di tradizioni legate al culto dell’albero. In altri Paesi, tutto questo non esiste già più. L'intensa urbanizzazione e l'edificazione selvaggia però stanno mettendo a dura prova quanto abbiamo ereditato dai nostri avi. Scompaiono boschi e prati, le città si espandono e devono liberarsi di alberi antichi ma ormai ingombranti. L’albero è diventato una sorta di manichino non vivente, che può essere tranquillamente sostituito da una siepina artificiale. Un albero si taglia, insomma, perché non c'è più tempo per raccogliere le foglie cadute. Credo quindi che finché non partirà dal basso una consapevolezza diversa fatta di amore verso quello che è nel proprio, non nel giardino del vicino, il nostro patrimonio arboreo sarà ogni giorno più in pericolo. In tal senso, l'impegno profuso da Homo Radix e da moltissimi altri cercatori d’alberi ha la funzione di tenere desta l'attenzione sul problema per controllare che non degeneri.

    COSA FAREBBE SE FOSSE MINISTRO DELL'AMBIENTE?

    L’Italia diventerebbe un vero e proprio Paese verde. Dall’alto, non si vedrebbero più città e megalopoli grigie, ma un tappeto uniforme di verde e marrone. Le città, le strade e tutti gli edifici in genere sarebbero a tal punto armonizzati con i boschi e i giardini da sparire alla vista di chiunque.

    Può segnalarci alcuni scrittori interessanti, italiani o internazionali, che hanno scritto dei libri per lei fondamentali riguardanti gli alberi? Ce ne sono due che considero fondamentali per chiunque ami gli alberi, e sono Lo spirito degli alberi di Fred Hageneger (Edizioni Crisalide, 2001) e La vita segreta delle piante di Tompkins Peter e Bird Christopher (Edizioni Il Saggiatore, 2006), un vero must quasi divenuto introvabile. homoradixnew.wordpress.com/2012/01/27/i-cercatori-di-alberi-paola-fantin/

    *****

    RISPOSTA

    ZUCCHE DA 800 CHILI NON SONO UNA RARITÀ

    Ciao Elena. Che Madre Natura sia generosa lo sappiamo tutti. Che ci regali anche dei prodigi che hanno dell'incredibile lo dimentichiamo troppo spesso. Sentivo ieri l'intervista televisiva di un coltivatore di zucche, veneto o emiliano non ricordo, che presentando le sue decine di esemplari coltivati, nelle più svariate forme, colori e dimensioni, si rammaricava che la sua zucca più pesante fosse di soli 300 chili. Un'inezia a confronto di alcuni coltivatori che hanno vinto una competizione con zucche da 800 kg! Parliamo di zucche mangerecce ovviamente, anche se il gusto delle varietà piccole è di sicuro più vivace e concentrato.

    ANGURIE DA UN QUINTALE NONCHÉ MELONCINI KOREANI STRIATI E PROFUMATISSIMI

    Nel mondo delle cucurbitacee ci sono pure le angurie e i meloni. Angurie da 100 kg, capaci di nutrire e dissetare un'intera squadra di calcio o di rugby. Angurie rosse e angurie gialle. I meloni poi, sono reperibili anche in tempo invernale, deliziosi e protetti da una formidabile scorza gialla. In Korea ci sono dei meloncini a scorza liscia e striature nerastre sul fondo giallo, grandi quanto una mela grossa e di sapore intenso e unico. Chissà quante altre varietà esistono che non conosciamo nemmeno.

    QUERCIA CALIFORNIANA DI 13000 ANNI E CASTAGNO CATANESE DI 3000 ANNI

    Quanto agli alberi, la quercia Palmeri scoperta nel 2009 dai ricercatori della Davis University in California, ha la veneranda età di 13000 anni. Il cipresso di Montezuma in Messico, chiamato Àrbor de Tule, è il più grosso del mondo con i suoi 35 metri di diametro. Sta nello stato messicano dell'Oaxaca e ha 2000 anni. Nel Madagascar adorano i Baobab secolari e millenari, portando loro doni di ogni genere. Si crede infatti che gli spiriti degli antenati trovino dimora nelle foreste e nelle piante più antiche e pacifiche. Nel National Park di Svezia, c'è un abete rosso di 8000 anni, con un apparato radicale di 9500 anni. La quercia di Abramo sta a Hebron in Cisgiordania, e vanta 5000 anni. Nel Parco dell'Etna, in zona Catania, c'è il castagno dei Cento Cavalli, di 2-3000 anni, attorniato da altri esemplari ultracentenario. A Steinfurt-Germania c'è il Tanzlinde o albero della danza, un tiglio millenario. Ad Ayutthaya in Thailandia c'è un fico sacro di 2600 anni.

    UN INSEGNAMENTO COSTRUTTIVO ED ESEMPLARE

    Fin quando esistono persone attente e sensibili, disposte a dedicare la propria esistenza a mantenere lo stretto ed indissolubile legame che ci lega alla Natura nei suoi migliori aspetti, possiamo di sicuro guardare al domani con un senso di speranza e di gratitudine. L'insegnamento della Paola Fantin è di stratosferica importanza, poiché induce la gente a pensare e a riflettere, a rispettare le piante amiche e sagge che ci circondano, donandoci non soltanto aria ossigenata, profumi, aromi, fiori e frutti, ma anche una massiccia mole di radiazioni rosse e rivitalizzanti, di incalcolabile valore per i nostri organismi corrosi e debilitati spesso dalle altalenanti vicende della vita.

    Valdo Vaccaro

    (04/04/2015 Tg0-positivo)