Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta Arcoiris: Sementi biologiche e biodinamiche

Dice il saggio ...
"Fare del bene a una creatura o ciò che si crede bene, è una cosa encomiabile da ogni punto di vista (Cerchio '77)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Hobbies » Sociale

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • Il miracolo più grande Autore: Osho

  • Un pane per chi ne ha bisogno

    Un pane per chi ne ha bisogno

    Un pane per chi ne ha bisogno. Parte da Treviso, la lodevole iniziativa della studentessa universitaria Elisa Baldissera che, su progetto di un gruppo di studenti della facoltà di Psicologia di Padova, ha proposto ai panificatori della città il progetto “Pane in attesa”. Dopo il caffè “sospeso” napoletano arriva dunque il pane “sospeso” trevigiano. Nella città partenopea lasciare un caffè pagato al bar per chi non può permetterselo affonda le radici nella generosità nobiliare ed è oggi una radicata abitudine. Ora, questa abitudine viene trasferita all’alimento più prezioso, il pane, a partire dallo scorso week end, a Treviso città (con l’auspicio di estenderla a tutto il territorio provinciale), grazie alla collaborazione del Gruppo provinciale panificatori Confcommercio. Una solidarietà concreta, di rapido effetto ed efficace che potrebbe essere anche estesa ad altri ambiti, come spiega la giovane Baldissera: “Già alcuni pasticceri si sono offerti per le colazioni e anche degli ortofrutticoli, ognuno di noi può essere solidale nel suo piccolo. Questa idea per Treviso nasce da un sentimento di solidarietà e di responsabilità sociale che ho appreso con gli scouts, dove il servizio è la parola chiave. Due anni fa ho scoperto l’associazione de “I senza fissa dimora” e a Treviso sono tanti, anche se non si espongono. Un pane che ci aspetta è un piccolo gesto che possiamo fare tutti. Il mio obiettivo è quello di contribuire a sensibilizzare la mia comunità che, in questi momenti di crisi, deve unire le forze e creare una rete solidale più diffusa. Possiamo fare molto insieme e creare una società diversa, con minori sprechi e più attenta”.

    Ma come funziona “Pane in attesa”? Chi va ad acquistare il pane può aggiungere delle pagnotte in più rispetto al suo acquisto, con l’intenzione di donarle a chi non può permetterselo. Il panettiere le metterà nell’apposita cesta “Pane in attesa” e il pane attenderà di essere ritirato da chi ne ha bisogno. Perché anche a Treviso, capitale del Nordest che “tirava” l’economia qualche anno fa, apparentemente platinata e senza problemi, ci sono persone nel bisogno: “Qualche migliaio di persone – ha spiegato l’assessore comunale Liana Manfio – ci chiedono aiuto per i buoni pasto, per i libri, per la scuola. Si tratta di famiglie e pensionati e non abbiamo visto a oggi alcuna riduzione del fenomeno. Questa iniziativa è molto lodevole”. “L’intenzione è di estendere questa proposta di Elisa ai comuni limitrofi e dell’intera provincia, attivando una rete di persone che ci aiutino. Da sempre, noi panificatori, al pomeriggio, aiutiamo chi chiede un aiuto e sappiamo bene, vivendo a diretto contatto con la gente chi, nel quartiere, ha bisogno di pane”. I panifici aderenti a oggi sono: Bosco Giovanni di Bosco Tiziano (viale Montegrappa); Il Fornaio srl (via Brigata); De Checchi Luca (via Borgo Mazzini); Delle Mule A & Marfia G. (Villaggio S. Liberale); Delle Mule A & Marfia G. (via S. Agostino); Gritti sas (via Montello); Casellato srl (via Campana); Casellato srl (viale Felissent); Casellato srl (via A. Diaz); Gatti (via M. Polo); Lombardi (via Ciardi).

    Paola Fantin

    (04/04/2015 Tg0-positivo)