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Dice il saggio ...
In ogni sforzo verso le cime, in ogni ascesa è contenuta una gioia indicibile. Un impulso interiore chiama irresistibilmente verso le altezze (Nicholas Roerich)

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  • Le tracce fisiche della memoria

    Le tracce fisiche della memoria

    Ogni parte di noi è una risorsa.

    Anche ciò che potremmo definire un ‘difetto’, che a volte tentiamo di correggere a tutti i costi, per non essere diversi, o che ci fa soffrire perché non possiamo “liberarcene”.

    Diventarne consapevoli significa lavorare con ciò che si ha e non con ciò che magari non si può avere. Significa potenziare ogni aspetto di noi stessi, certi che tutto ciò che ci serve è da sempre con noi e non a caso.

    Se n’è parlato diffusamente al V Congresso Semiste, “Le Tracce Fisiche della Memoria”, organizzato dal Metodo Lucia Torri Cianci il 28, 29 e 30 marzo scorsi, presso l'hotel NH Laguna Palace di Venezia Mestre, alla presenza di illustri ospiti che hanno portato le proprie esperienze e ricerche.

    Il Metodo Lucia Torri Cianci

    Il Metodo Lucia Torri Cianci - Lucia, donna 76enne, ideatrice del metodo che unisce riflessologia plantare, i cinque elementi del Tao e l'esperienza di 40 anni - è un sistema di insegnamento basato sulla interpretazione del linguaggio del corpo, su come un individuo si pone, quali sono le disarmonie, i disagi non solo fisici ma anche emotivi, comportamentali ed esperienziali. Da tempo la ricerca nel MLTC spazia oltre i confini della pelle e dei vari tessuti per cercare risposte che non siano fisiologiche o cliniche, seppur alternative.

    “Il Metodo si sviluppa da una passione grande di Lucia – spiega Elena Cianci, sua figlia – Lei nasce come estetista e, nel corso della sua professione, si è fatta molte domande. Si è chiesta cosa ci fosse in realtà dietro un inestetismo. Solo un problema fisico? Oppure un disagio che riguarda tutto l’Essere? Così ha raccolto, dalle molte persone incontrate, dai professionisti e dalle esperienze vissute, tante informazioni nelle quali ha infuso una diversa lettura, tutta sua e che sta alla base del suo Metodo: far emergere che nel difetto c’è la risorsa. Così quando vediamo una scoliosi, non vediamo solo il difetto fisico, ma comprendiamo il dolore che ha portato l’essere a piegarsi su se stesso e l’accogliamo e diamo a esso il benvenuto attraverso le mani. Questo ci permette di non sentirci sbagliati, ma di essere le persone giuste al momento giusto al posto giusto. Noi intendiamo togliere la discriminazione, per stare nel qui e ora con quello che c’è. Lo sentiamo come un servizio e le mani sono uno strumento per aiutare noi stessi non solo gli altri”.

    Del resto, tutto il mondo fuori di noi ci dimostra che la bellezza e l’armonia risiedono proprio nella ‘diversità’, requisito per eccellenza dell’adattabilità, con la quale le specie di tutti i tempi si sono evolute. Nel mondo c’è un brulichio di opportunità e possibilità, spesso invisibili agli occhi fisici: la vibrazione di una parola, la metafisica, l’energia, sono solo alcuni esempi di quelle dinamiche che caratterizzano l’umano in modo “diverso”, “altro”, meno fisico, poco tangibile. E per “altro” si intende la qualità del pensiero, non quello cerebrale ma bensì quello cellulare, che trasmette impulsi e induzioni diverse da quel modello chimico e funzionale riconosciuto come unico dal mondo della scienza. Nel pensiero di una cellula vi è una memoria speciale, che non è solo quella formatasi dalle esperienze consce e riconoscibili dal cervello, ma piuttosto dal frutto di desideri che negli anfratti cellulari hanno inondato il tessuto interstiziale di progetti lasciati in sospeso.

    Tutti quei progetti che nella vita non hanno preso forma ma che nella memoria molecolare delle cellule attendono un segnale di invio e di partenza.

    Ogni percorso di vita ha un significato ben preciso che si dovrà ricondurre non al destino o al fato, ma piuttosto all’ ”altro” progetto che in sospeso attende l’ardore del nostro coraggio e la libertà della nostra mente più arcaica. Siamo allora certi di camminare sul sentiero della nostra scelta? Solo osando potremmo conoscere la nostra verità.

    Il I Premio Lucia Torri Cianci a Rupert Sheldrake, scopritore della Risonanza Morfica

    Prendendo spunto dallo spirito innovatore e visionario dimostrato da Lucia Torri Cianci, Semiste ed Alius hanno deciso di istituire il “Premio Lucia Torri Cianci” che una giuria assegna a uno o più personaggi che nella loro professione si sono distinti in una visione “ALTRA”.

    Una giuria tecnica ha assegnato suddetto premio a Rupert Sheldrake, biologo inglese, di fama internazionale che ha sviluppato la teoria della “Risonanza morfica” in cui viene delineata una nuova visione della vita, dove la propria memoria intrinseca crea un nuovo universo. “Fino agli anni Sessanta pensavamo che l’Universo fosse eterno, con leggi eterne – ha sottolineato lo scienziato – Nel 1976 la teoria del Big Bang ha cambiato tutto.Tutto è iniziato miliardi di anni fa da qualcosa grande come una capocchia di spillo. Ecco. E Tutto evolve in Natura. E le leggi? Evolvono? Le leggi sono antropocentriche, solo gli uomini le hanno definite. L’Universo potrebbe avere ‘abitudini’ in evoluzione, invece che leggi. Io ipotizzo che esista qualcosa che definisco risonanza morfica”. Secondo Sheldrake, vi è una risonanza che accomuna ciò che è successo in passato con quello che avviene nel presente, attraverso gruppi organizzati. Un embrione di giraffa segue ciò che accomuna tutti gli individui da cui proviene e se un chimico inventa un nuovo composto che cristallizza, ci saranno nuovi cristalli. Ma se la cosa verrà ripetuta in più parti del mondo, la cristallizzazione sarà semplificata perché sfrutterà la risonanza morfica. “Se insegniamo un esercizio nuovo a un ratto e si ripete in altre parti del mondo, l’apprendimento per la sua specie diventerà sempre più facile. Ci sono evidenze e dovrebbe funzionare così anche per gli esseri umani”.

    Roger Bannister, per esempio, fu il primo uomo al mondo che, nel 1954, riuscì a coprire di corsa la distanza di un miglio (circa 1.600 metri) in meno di quattro minuti, contro l’opinione della comunità scientifica che dichiarava che l’uomo non potesse percorrere un miglio in meno di quattro minuti.

    Solo 46 giorni dopo, il record di Bannister venne battuto e si succedettero decine di record in un solo anno.

    Ma non solo: “Tutta l’ereditarietà può essere interpretata in modo diverso, utilizzando la risonanza morfica – ha aggiunto lo scienziato – Gli organismi ereditano caratteristiche dai genitori, ma fino al 2000 l’ereditarietà di certe peculiarità era vista come un tabù. Si parlava solo di ereditarietà epigenetica. Nel 2014, venne invece pubblicato nella rivista Nature un particolare esperimento sulla ereditarietà dai padri. Presi dei topi ed esposti a sostanze chimiche, vennero indotti alla paura di scariche elettriche, quando annusavano la sostanza. Poi, inseminarono topi femmine, senza che esse incontrassero i maschi e sia i figli che i nipoti, sorprendentemente, manifestarono lo stesso gran terrore di fronte a questa sostanza chimica. La nuova idea dell’evoluzione dunque è: non solo geni, ma anche adattamento a ciò che abbiamo appreso dai genitori, con ruoli ben più creativi”.

    Secondo lo scienziato, c’è la risonanza morfica che agisce su noi stessi, ma anche quella dell’inconscio collettivo. La prova? “La nostra memoria, ovvero i nostri ricordi, non è immagazzinata nel cervello. Il cervello è come un ricevitore televisivo, se funziona bene trasmette bene, altrimenti non si vede nulla, ma ciò non significa che non ci sia nulla. Gli scienziati non hanno mai capito dove sono immagazzinati i nostri ricordi, continuano a cercare. Secondo me non sono nel cervello. È il dogma del materialismo che ci spinge a pensarlo e ci condiziona e ci porta a essere atei. Sono stato anche io ateo, ma ora non più. In tutte le religioni si dice che i ricordi sopravvivono alla morte. La reincarnazione, il giudizio per le nostre azioni richiedono la memoria e il ricordo. Con la risonanza morfica la memoria sarebbe possibile, non ci sono prove ma è una ipotesi. Un cambiamento della scienza potrebbe mutare i confini con la spiritualità. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che con le malattie degenerative o un incidente i ricordi possono scomparire e quindi sono nel cervello, ma il fatto che il televisore non funzioni non vuol dire che non ci siano onde che aspettano di mostrarci il nostro programma televisivo. Tutto dipende dallo strumento che riceve. Io penso che sia la nostra Mente a vedere ed essa si estende su tutto che quello che vediamo”. Per Sheldrake, le nostre menti si estendono in campi al di fuori del nostro cervello. “Siamo abituati a campi esterni a oggetti solidi: la gravitazione della Terra per trattenere i pianeti intorno a essa; il campo di una calamita; il campo di una cellula che si estende invisibilmente. Io penso che così avvenga anche per le menti, in campi che si estendono al di là del cervello. Penso anche che sia possibile testarlo. In un esperimento che tutti hanno provato almeno una volta nella vita: la sensazione di essere spiati da dietro. Capita con gli animali ed è probabilmente una strategia che si è verificata con prede e predatori”.

    Questi campi sono visibili anche con gli animali, con i banchi di pesci e i grandi stormi in grado di muoversi senza mai scontrarsi. “Il campo morfico è vivo e comunica con la telepatia, che non è una dote paranormale ma normale, solo sopita negli esseri umani. In un esperimento tra madri e figli da me stesso seguito, è emerso come madri al lavoro all’improvviso abbiano sentito arrivare la montata lattea e, telefonando a casa, abbiano scoperto che il figlio piccolo piangeva per la fame. La telepatia si sta evolvendo, seguendo la tecnologia moderna. Ed è diventata più frequente dopo l’invenzione dei telefoni. Suona il telefono ed ecco che avevamo pensato a quella persona. La nostra intenzione si è estesa nel campo ed è stata captata”.

    La nostra epoca può essere dunque la fucina di numerose consapevolezze, a patto però che si lascino andare zavorre e dogmatismi: “Se si va al di fuori dei dogmi della scienza tutto diventa più interessante. Al di fuori dei limiti del materialismo, la scienza può evolvere. Del resto, tante certezze stanno crollando proprio nella scienza. Il dogmatismo e fondamentalismo rigido trattengono i cambiamenti ma ci sono ambiti che si stanno aprendo a grandi velocità. Ci saranno enormi cambiamenti e io sono molto ottimista”.

    www.shledrake.org

    Rendere la propria vita un capolavoro

    Tra gli ospiti presenti con la propria esperienza anche Oscar di Montigny, con la teoria de “L’economia 0.0”, con la quale promuove la condivisione del senso di responsabilità che, unita alla gratitudine, fa sì che ci sia un'evoluzione collettiva. “Stiamo vivendo cambiamenti d’epoca o un’epoca di cambiamenti? – ha chiesto Di Montigny – Certamente un cambiamento di epoca. Non si crede più ai governi, alle religioni e anche le famiglie non sono più un punto di riferimento. La scuola, la tecnologia, i modi di socializzare... tutto è cambiato. Per essere utili a questo cambiamento d’epoca, è vitale convertire al nuovo mondo che sta avanzando il nostro paradigma, conoscere le regole per infrangerle. In un mondo dove tutti i riferimenti stanno crollando c’è una enorme opportunità: diventare un punto di riferimento per quello che noi siamo e da dove siamo. Siamo il ponte che sta velocizzando il cambiamento. Nell’economia 0.0 la gratitudine è l’ingrediente principale. Mi ricordo di quello che hai fatto per me e sono pronto a parlare di te. Traggo profitto, tu sei più felice e ambedue ci muoviamo in modo che anche la collettività tragga vantaggio”. E dunque fare del bene e farlo bene: “Fare della nostra vita un prodotto e fare di questo prodotto qualcosa di significativo per l’insieme. E’ una nuova idea: un’Economia sostenibile che esprime la capacità di esistere insieme, nella relazione col tutto e non soltanto come parte a sé stante. E’ un’economia basata sul capitale creativo culturale, capace di riconoscere nell’Amore l’atto economico per eccellenza. L’Amore è l’espressione più efficace dell’economia del futuro: un atto spontaneo, che esalta la centralità della relazione fra te e l’altro e produce ricchezza perché basato sulla logica del dono. Dono che chiunque desidera ricevere e offrire, spesso senza pretendere nulla in cambio”.

    Di grande emozione il contributo di Simona Atzori, la farfalla senza ali, che con la sua semplicità ci ha incitati a guardarci dentro, a scovare e trovare nella parte più intima di noi, senza scuse, le capacità emotive e poi fisiche per rendere la propria vita un capolavoro. “Dobbiamo vivere al meglio delle nostre potenzialità, non per fare quello che gli altri ci dicono che possiamo o non possiamo fare. Può non piacere agli altri, ma piace a noi e questo ci basta – ha spiegato Simona Attori, con la gioia di vivere che la caratterizza – I miei genitori avrebbero potuto scegliere di piangere per tutta la vita perché la loro bambina non aveva le braccia, invece decisero di guardare a ciò che lei aveva: i piedi. I miei piedi sanno di essere mani”. Ora i suoi piedi l’aiutano a dipingere, a scrivere, a danzare, a mangiare, a bere, ad accarezzarsi, a pettinarsi, a guidare l’auto: “Ho moltissime cose – aggiunge Simona – ma prima di tutto ho Me!”. www.youtube.com/watch?v=tnyQXxtxRY0 www.youtube.com/watch?v=E8BN8H5UYyU

    Paola Fantin

    (04/04/2015 Tg0-positivo)