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Macrolibrarsi.it presenta il libro: La Pillola

Dice il saggio ...
Guardando cosa fanno gli altri, dobbiamo sempre ricordare che non è possibile giudicarli dalle azioni, poiché non riusciamo a vedere la vera intenzione che è nell'intimo loro, la vera ragione che li spinge ad agire (Cerchio '77)

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  • Questa luce in se stessi Autore: Krishnamurti

  • In bici sul Piancavallo vegano di 90 anni

    In bici sul Piancavallo vegano di 90 anni

    Trenta anni prima guarisce col digiuno e cambia alimentazione

    PORDENONE. Un compleanno speciale, per festeggiare il traguardo dei 90 anni. Niente torte per Marcello Nardin, che mercoledì lo celebrerà andando in bicicletta sino a Piancavallo. Tutto vero. Nardin, nato a San Donà di Piave, classe 1924, è tra i soci fondatori dell’associazione A ruota libera e sta per compiere un’impresa – ma per lui si tratta di routine – che di fatto è proibitiva anche per molti giovani. Per Nardin è un gioco da ragazzi. Punta ad arrivare a Piancavallo in circa tre ore e mezzo e non è affatto preoccupato della distanza (da casa sua sono circa 30 chilometri) o del dislivello di circa 1.200 metri.

    «La parte difficile è solamente all’inizio della salita, sino all’albergo Bornass, poi fila tutto liscio». Nessuna tecnologia e nessun aiuto per compiere questa impresa. Nardin salirà con una normale mountain bike, un po’ datata e piuttosto pesante, molto distante quindi dalle biciclette in alluminio che ormai usano molti amatori delle due ruote. Dire che Marcello gode di buona salute è un eufemismo. Non vede un medico e non prende un farmaco da 33 anni. L’ultima volta è stata nel 1981.

    «Ho avuto una grave malattia a 58 anni – racconta – e stavo per morire. Avevo deciso di lasciarmi andare e ho smesso di curarmi e di mangiare, ma paradossalmente questa è stata la mia salvezza, perché il digiuno mi ha depurato». Cominciando a mettere prima un piede a terra, poi l’altro, Nardin a piccoli passi ha ricominciato a camminare e, grazie all’aiuto di un vicino di casa, si è messo a correre, diventando campione regionale nel 1987. «E pensare che quando ho fatto il militare – sorride – ho scelto di andare in marina perché non volevo camminare».

    In realtà anche in divisa di strada ne ha fatta, perché, arruolatosi poco prima dell’8 settembre 1943, è rimasto in servizio per 36 mesi. L’elisir di lunga vita di Marcello è soprattutto a tavola. Non dice mai la parola vegano, ma si potrebbe riassumere con questo termine il suo regime alimentare ferreo. Sul piatto niente carne («Tutto quello che cammina non si mangia») né derivati.

    «Per stare bene – sottolinea – bisogna mangiare soltanto quello ci dà la terra: fiori, frutti e foglie». Olio, alcolici e pane? Banditi, fanno male anche loro. E parte dell’alimentazione di Nardin arriva dal suo orto. Nessun fertilizzante, nessun pesticida: la coltivazione è rigorosamente biologica.

    Una dieta di questo tipo, unita all’allenamento, ha creato un risultato che si potrebbe definire straordinario. Ma che non è niente di strano per gli amici di A ruota libera, tanto che uno di loro ha commentato: «Credo che mercoledì andrò anche io a Piancavallo in bici, ma non so se riuscirò a tenere il ritmo di Marcello».

    Questa idea vibrazionale è supportata nel libro da centinaia di studi scientifici che forniscono prove schiaccianti che l’abbracciare gli alberi non è una pazzia. Non solo fa bene alla nostra salute ma può anche far risparmiare molti soldi ai nostri governi offrendo una forma di trattamento alternativa e gratuita.

    L’indagine suddetta concludeva “spazi verdi e sicuri possono essere efficaci quanto una prescrizione medica nel trattare alcune forme di malattia mentale”.

    Non sarebbe bello sapere che d’ora in poi i dottori tratteranno alcune forme di malattia suggerendo una passeggiata nel parco piuttosto che una scatola di pillole?

    Fonte messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/05/19/news/in-bicicletta-a-piancavallo-per-i-90-anni-1.9259145

    (04/06/2014 Tg0-positivo)