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Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Tesla lampo di genio di Massimo Teodorani

Dice il saggio ...
Il pericolo del passato è che gli uomini divenissero schiavi, il pericolo del futuro è che diventino robot (E. Fromm)

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  • Anche se non sei perfetto Autore: Glenn Schiraldi

  • Come il cibo influenza corpo, mente e spirito

    Come il cibo influenza corpo, mente e spirito

    Le reazioni ossidative innescate dai processi metabolici, lasciano nel corpo umano dei residui chiamati radicali liberi, ovvero dei frammenti di molecole con uno o più elettroni spaiati.

    Ogni giorno se ne producono moltissimi. A causa di tale squilibrio, i radicali liberi causano nell’organismo reazioni negative, come alterazione del DNA, invecchiamento precoce, abbassamento delle difese immunitarie, Alzheimer e Parkinson, patologie cardiovascolari, tumori, artrite reumatoide, diabete, sclerosi laterale atrofica, ansia, depressione, calo di energia, formazione di rughe e macchie sulla pelle.

    Lo stress ossidativo può essere misurato con un esame ematico. I fattori scatenanti possono essere svariati: farmaci, droghe, fumo, alcol, inquinamento, raggi UV, campi elettromagnetici, microonde, malattie infettive, vaccini, depressione, ansia, stress cronico, dieta scorretta. Gli enzimi antiossidanti della frutta e della verdura, come il glutadione, la melatonina e la catalasi, sono in grado di arginare i danni prodotti dai radicali liberi. Al contrario, un eccesso di grassi animali, compresi i pesci grassi, favorisce il processo ossidativo; non bisogna eccedere neppure con gli oli vegetali e con la frutta secca, perché gli oli per loro natura tendono ad alterarsi, a irrancidire anche nel nostro organismo, formando radicali liberi. Inoltre, bisogna ricordarsi che la cottura tende a distruggere gli antiossidanti benefici della frutta e della verdura. Mentre la presenza di vitamina E rappresenta una valida protezione nei confronti dei radicali liberi. Da non trascurare poi gli eccessi calorici, maggiore è la produzione di calorie, più ossigeno si brucia, più si formano i radicali liberi.

    La verità è che la salute non rende, mentre la malattia crea dipendenza medica e quindi guadagni per le case farmaceutiche e le strutture ospedaliere. I mezzi d’informazione inoltre non fanno nulla per aumentare la consapevolezza delle persone, e dare informazioni corrette riguardo a queste tematiche. Si può quindi tranquillamente affermare che questa mancanza di informazione sia voluta e incentivata, allo scopo di tenere la gente all’oscuro e nell’ignoranza.

    La necessità di pascoli per gli animali d’allevamento e il conseguente consumo di carne generano aggressività e conflitti armati; è anche causa della fame nel mondo, perché l’allevamento costa molto in termini di risorse utilizzate e terreni impiegati, mentre l’alimentazione vegetariana, proporzionalmente, sfamerebbe molte più persone. Se tutti i terreni coltivabili fossero utilizzati per produrre prodotti vegetali, si potrebbe sfamare una popolazione molte volte superiore all’attuale.

    Il 70% delle malattie umane è correlato all’alimentazione animale e il 75% della spesa sanitaria è assorbito dalle cure per neutralizzare gli effetti di questa cattiva alimentazione; l’industria della carne è quella che produce maggiore inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria. La desertificazione è in gran parte dovuta alla distruzione delle terre fertili e delle foreste abbattute per adibirle a pascolo, il che causa anche l’estinzione di specie animali e vegetali. Nel mondo, oltre un miliardo di persone non usufruisce di acqua potabile, mentre il quantitativo necessario di acqua per produrre un solo chilo di carne di manzo va da 50.000 a 100.000 litri; l’industria della carne assorbe un terzo dell’energia disponibile in Occidente.

    L’alimentazione vegana è idonea al nostro organismo e oltre a dare all’individuo buona salute corporea, favorisce lucidità di pensiero e l’armonia generale; il termine “vegetariano” deriva dalla radice sanscrita “Vag”, che significa gagliardo, da cui deriva il sostantivo latino Vigor, che significa vigore, salute, e l’aggettivo Vegetus, che significa sano, pieno di vita. Il termine vegetarianesimo fu coniato nel 1847 in Inghilterra dalla Vegetarian Society, fondata da William Cowherd; nel 1920 nacque il fruttarismo, mentre nel 1944 fu coniato il termine vegan da Donald Watron, che fondò a Londra la Vegan Society.

    Ci sono popoli sulla terra che vivono solo di vegetali, come gli Hunza del Kashmir e i Vilcabamba del Perù, che vivono oltre 100 anni, godendo di ottima salute; gli indigeni del Monte Hagen, nella Nuova Guinea, che godono anch’essi di ottima salute e compiono notevoli sforzi fisici; i Carani Guarani dell’America del Sud, che vivono con gioia e letizia, i russi del Caucaso, gli indiani del Toda (India) e gli indios dello Yucatan nel centro America. Questi popoli hanno in comune un’esistenza all’aria aperta, aria pura, un’intensa attività fisica, sufficienti ore di sonno, un’alimentazione frugale, cioè povera in calorie, proteine e grassi, con largo consumo di frutta, verdure crude e cibi integrali; non assumono farmaci e non soffrono di stress particolari.

    Come confermano gli studi della più recente ricerca biomedica effettuati dal dott. Giuseppe Jerace, il nostro comportamento sarebbe significativamente influenzato dal tipo e dalla qualità della nutrizione; una dieta vegetariana favorirebbe forme comportamentali più armonicamente socializzanti, come risultato di un migliore equilibrio degli aminoacidi e delle vitamine apportate dal regime vegetariano.

    La malattia si genera dall’intossicazione dell’organismo, cioè dall’avvelenamento progressivo del corpo. Quando le tossine accumulate superano le capacità dell’organismo di smaltirle e di neutralizzare i loro effetti negativi, la parte geneticamente più debole è colpita e insorge la malattia, con uno stato d’intossicazione cronica che avvelena non solo il corpo ma anche la mente...

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    (15/04/2014 Tg0-positivo)