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Dice il saggio ...
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  • I Segreti Rivelati nei Rotoli di Maria Maddalena

  • Nuova Via, autosufficienza e sostenibilità

    Nuova Via, autosufficienza e sostenibilità

    Un progetto a Mogliano Veneto

    Un passo indietro verso il futuro, un passo in avanti verso il passato. Nasce a Bonisiolo di Mogliano Veneto “Nuova Via”, associazione no profit per promuovere l’autosufficienza attraverso la coltivazione, la produzione e il riciclo. La crisi economica che attanaglia anche il trevigiano, dunque, diventa un valore aggiunto per ripensare il proprio stile di vita, senza nulla togliere al progresso raggiunto. Ed è l’occasione per rilanciare vecchie strutture che hanno ancora molto da dare, come l’ex azienda agricola “Callegari” di Bonisiolo messa a disposizione dal proprietario Manuele Malenotti, già titolare della Belstaff e sostenuto dall’amministrazione comunale, dalla Provincia, dalla Regione, da Coldiretti, dalle Università e dalla Comunità europea per quanto riguarda l’istruzione e la riqualificazione di persone disoccupate. Qui si potrà praticare l’orticoltura, la silvicoltura, l’allevamento, compresa la trasformazione e la vendita dei prodotti correlata anche ad un punto di ristorazione. Uno strumento per sviluppare saperi e tecniche di un tempo per superare la crisi di oggi. Si confronteranno anziani esperti, bisognosi di integrare un reddito pensionistico, e giovani desiderosi di imparare un fare, se non una futura professione, che consenta un incremento del proprio reddito. I primi a partire già ci sono: sono otto persone, età media 30-40 anni e due over 60: “Hanno appena iniziato questa Scuola – ci racconta Tiziano Spigariol, cultore di tradizioni e usi veneti, fabbricante di tabarri, poeta e molto altro ancora – ma le prime impressioni sono già positive. Il progetto è finanziato da donazioni provate che hanno già creato un fondo e si avvale anche di finanziamenti comunitari. È prevista inoltre anche una borsa di studio di circa 1.500 euro a testa, per un corso con 136 ore teoriche e 400 pratiche. Gli sbocchi professionali? Anche qui – aggiunge Spigariol. Noi abbiamo due ettari e mezzo di terreno a disposizione e ne stiamo acquistando altro. Non mancheranno le opportunità. È un progetto su cui credere e da sostenere”. Autosufficienza dunque che si impone su di un consumismo che ha fallito e che vuol riprendersi, in piena era di progresso, il suo giusto spazio: “Puntiamo a una rinascita sociale – ha sottolineato Spigariol – laddove potremo togliere tanti giovani dall’istupidimento. L’uso delle mani per un saper fare li renderà persone libere. E questo non significa disconoscere il progresso, ma certo non farne un’abitudine. Il rapporto umano diretto, il contatto, il respirarsi riattiva i nostri meccanismi sensoriali, che sono gli stessi legati alla Natura. Questo ci restituirà la nostra identità e quindi la libertà”. Tra le tematiche che la Scuola – perché di una Scuola alla fine si tratta – proporrà la conservazione del prodotto orticolo, la preparazione di composte e confetture, la preparazione di pane dolci biscotti, il far legna, l’allevamento di animali da cortile, l’allevamento di bovini e ovini, la cucina tradizionale e naturale, i mestieri antichi come l’impagliatore, il cestaio, l’autosufficienza energetica, lo sfruttamento razionale delle risorse idriche.

    Accanto ai fabbricati dell’azienda agricola, sorgeranno gli orti, i cui prodotti verranno venduti in loco a privati cittadini e con il sistema on-line denominato “L’Orto di casa tua”. Il ricavato servirà all’autofinanziamento del progetto così come il servizio di ristorazione con la degustazione “in loco” dei cibi tradizionali con prodotti propri.

    Paola Fantin

    (24/10/2013 Tg0-positivo)