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  • Camminare fa bene e non costa nulla

    Camminare fa bene e non costa nulla

    Abbiamo con noi ciò che ci serve: le gambe

    L’attività fisica è la medicina più naturale che esista.

    Non ha effetti collaterali se praticata con giudizio, previene le malattie e sviluppa una respirazione profonda, con buona pace dei cattivi e tristi pensieri.

    Zone come la ‘restèra’ di Treviso sono affollate ogni giorno da famigliole, coppie, persone sole, ragazzi delle scuole, artisti... tutti a camminare con buon passo, immersi nel verde cittadino, lungo le rive del fiume Sile. Tra tutte le attività fisiche possibili, la camminata a piedi rimane infatti la più ecologica, la più diffusa e la più ‘economica’.

    Se n’è parlato all’interessante incontro "Città e Territorio: un'opportunità di salute", organizzato qualche tempo fa a Venezia dalla Regione Veneto in collaborazione con l'Ulss 4, insieme alle Ulss 1 Belluno, Ulss 2 Feltre, Ulss 7 Pieve di Soligo, Ulss 8 Asolo, Ulss 9 Treviso, Ulss 18 Rovigo, Ulss 19 Adria. Tra gli obiettivi conoscere l’importanza dell’attività fisica sulla salute e come il luogo in cui viviamo ne influenzi la qualità, in modo da individuare così azioni concrete che le garantiscano.

    Una buona attività fisica, secondo i luminari di tutto il mondo, previene infarti, ictus, diabete, obesità, morbo di Alzheimer, cancro e, insieme all’ alimentazione e a una buona respirazione, è per eccellenza lo strumento di prevenzione più efficace di cui disponiamo, antico come la razza umana. Eppure, se i nostri antenati ci vedessero oggi non ci riconoscerebbero più come loro figli: da una specie in costante movimento per difendersi, accaparrarsi il cibo, spostarsi velocemente da una terra all’altra, siamo diventati pigri sedentari di fronte a monitor che si chiamano televisione, computer e cellulari in tutte le loro forme.

    L’esercizio fisico, vecchia o nuova terapia?

    Troppi sedentari in Veneto. È questo il risultato di una ricerca effettuata di recente nella nostra Regione. Tra i 18 e i 69 anni ci sono infatti 750 mila sedentari, con picchi maggiori tra i 50 e i 69 anni. Il 21% dei bimbi invece è sovrappeso e il 7% obeso. “Le nostre attività – ha commentato Francesca Russo della Direzione Prevenzione Regione Veneto – ci portano a livelli sempre inferiori di movimento fisico complessivo. Bisogna dunque modificare cultura e comportamento, come stiamo cercando di fare introducendo attività come il Pedibus per i ragazzi e i Gruppi di cammino per gli adulti, anziani in particolare”. Tra il 2011 e il 2012 ben 8586 bambini veneti hanno partecipato al Pedibus e il 40% di loro ha macinato oltre 15 minuti di camminata, cioè un quarto di quella necessaria per stare in salute. “L’esercizio fisico è come un farmaco – ha aggiunto Patrizio Sarto, Medicina dello Sport dell’Ulss 9 di Treviso – e ha un basso rapporto costo/efficacia. Basta camminare tre volte la settimana, per circa 45 minuti, a un passo svelto che ci consenta però di parlare con un’altra persona. I risultati sono noti da tempo alla medicina: c’è un miglioramento della sensibilità insulinica e prevenzione del diabete mellito di tipo 2; riduzione della pressione arteriosa; riduzione della mortalità da tutte le cause, in primis da quella di cancro al colon; c’è un incremento della densità ossea e riduzione delle fratture, con un evidente miglioramento del benessere fisico e della qualità della vita”.

    Girolamo Mercuriale, un medico e filosofo italiano, celebre per avere per primo teorizzato l'uso della ginnastica su base medica (1530-1606) scrisse nel 1569: “La ginnastica rappresenta un’inclinazione conforme alla natura umana e ha per fine quello di conservare la salute o di farla riacquistare a chi l’ha perduta”. (De arte Gymnastica). Ma la storia ci testimonia che da tempi ben più antichi l’essere umano pone attenzione all’esercizio fisico e alla salute, come dimostrano le Olimpiadi greche, disputatesi per la prima volta a Olimpia, nel 776 a.C.. Fu proprio una semplice gara di corsa a dare il via a questa manifestazione celeberrima, alla quale nel tempo si aggiunsero anche pugilato, lotta e pentathlon, fino a diventare un appuntamento mondiale attesissimo anche oggi. Tra i nostri avi, dunque, era così importante dedicarsi ai giochi e all’esercizio fisico che per tutta la durata della manifestazione (cinque giorni) venivano ovunque sospese le guerre e i vincitori considerati come esseri immortali.

    Città e territorio, un’opportunità di salute

    La ginnastica diventa dunque un modo per dedicarsi a se stessi, ma anche l’occasione per vivere gli spazi in cui ci si muove. Ed ecco per l’appunto una ‘nota dolens’, rilevata anche al convegno di Venezia. In Veneto non mancano iniziative per incoraggiare tali pratiche, ma ogni giorno facciamo i conti con lo smog, le polveri sottili, le piste ciclopedonali senza continuità da un comune all’altro, i centri aperti al traffico dove le persone non possono camminare liberamente per raggiungere negozi e uffici. Eppure la problematica non è nuova: “Alla fine del XIX secolo – ha raccontato a Venezia l’architetto Andrea Lauria, Ufficio igiene urbana e ambientale Ulss 20 di Verona – la questione urbana emerge prepotente sul piano legislativo e vengono studiati strumenti per l’indagine, il controllo, la trasformazione degli agglomerati urbani. Nel 1942, lo Stato italiano sancisce il diritto, che poi diverrà obbligo, di ogni città a migliorare il proprio assetto. Padova è una delle città italiane percorsa da un’alta percentuale di biciclette in movimento, un 17% che per il 2018 dovrebbe toccare il 25%. Venezia dal canto suo ha varato il Pum Av, il Piano urbano della mobilità di area vasta per una mobilità di tipo sostenibile”. Ma in Europa le nostre nazioni sorelle ci dimostrano che si può fare anche di più: Barcellona (Spagna), per esempio, ha destinato ai cittadini una superficie pedonalizzata pari a 400 mq ogni mille abitanti, mentre città come Milano ne ha meno di 100 mq. A Graz (Austria), dagli anni ’90, è in vigore il limite dei 30 km/h ovunque, tranne sulle strade principali, cosicché l’inquinamento da ossidi di azoto nelle zone residenziali è diminuito del 24%. Parigi, nel 2013, ha ampliato queste zone a traffico limitato portandole al 37% della rete strade, mentre Londra entro il 2020, le estenderà a tutte le zone residenziali e strade commerciali. “Così isole ambientali e pedonali – ha sottolineato Lauria – greenways o strade ‘verdi’, trasporto pubblico, piste ciclabili, parchi, giardini, esercizi commerciali e servizi raggiungibili a piedi con mezzi pubblici e bici garantiscono una migliore salute ai cittadini”.

    I Gruppi di Cammino in provincia di Treviso

    L’ex maratoneta Steven Blair, medico di 73 anni, oggi cammina un’ora al giorno e si è prefisso l’abitudine di fare almeno 5 milioni di passi ogni giorno. Tutto quello che ci serve per star bene dunque ce lo portiamo semplicemente con noi: le nostre gambe. Bastano solo buona volontà e spazi adeguati per muoversi. È quanto si propongono i Gruppi di cammino dell’Ulss 9, una splendida ed economica opportunità per “mettersi in movimento” e socializzare, rivolta a persone adulte sia in buona salute che con presenza di fattori di rischio o patologie croniche che consentano lo svolgimento di attività motoria ad intensità moderata. Camminare con altre persone oltre a migliorare la salute stimola la socializzazione e favorisce l’autostima portando benefici a livello psicofisico. Dall’indagine di gradimento è emerso che il 98% degli iscritti è soddisfatto dell’attività e segnala l’importanza dei risvolti relazionali dell’esperienza. I Gruppi sono costituiti da 20-30 persone che si incontrano due volte alla settimana per camminare per un’ora lungo percorsi prestabiliti. Nel primo semestre le uscite sono guidate da un laureato in scienze motorie, in seguito i gruppi diventano autonomi e coordinati da un walking leader, formato e supervisionato nel lungo termine. Dal Luglio 2010 sono stati avviati 69 gruppi di cammino in 34 dei 37 Comuni dell’Ulss 9, per un totale di circa 1800 persone (età media 54 anni). L’iniziativa attrae maggiormente le donne: quattro donne per ogni uomo iscritto.

    I gruppi di cammino sono realizzati grazie ad un lavoro in rete con i Comuni, Associazioni di promozione sociale e sportive, Distretti socio-sanitari e Medici di medicina generale, Provincia di Treviso.

    Manuale del buon camminatore

    Prima di partire è importante praticare semplici esercizi di mobilità articolare e di riscaldamento generale, e poi si può iniziare a camminare lentamente. La buona camminata richiede una postura appropriata per allineare testa e schiena. Bisogna tenere la schiena dritta, le braccia sciolte con i gomiti leggermente piegati, i piedi in linea con le anche e con le ginocchia, l’addome

    risucchiato. Poi si cammina ad un ritmo moderato per almeno 30 minuti, con una intensità moderata che aumenti il respiro e il battito del cuore, ma che permetta di parlare. In caso di vertigini, indolenzimento, dolori ai muscoli, battito irregolare, nausea, dolore al petto, dolori addominali, mancanza di coordinazione, è preferibile fermarsi e camminare più lentamente. Quando si decide di smettere di camminare, è meglio rallentare 5 minuti ed eseguire semplici esercizi di allungamento muscolare per altri 5 minuti dopo la camminata. Anche una adeguata alimentazione è una componente fondamentale per ogni tipo di attività fisica: adottare una dieta varia ed equilibrata durante l’arco della giornata e della settimana; evitare di saltare i pasti e mangiare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno; prediligere cibi integrali e con pochi grassi ed evitare, o quanto meno moderare, il consumo di alcolici. Se si va a camminare dopo un pasto principale, è bene stare un po’ leggeri e bere molta acqua prima, durante e dopo la camminata, per prevenire la disidratazione.

    Per info 0422 323704/0422 323716 oppure guadagnaresalute@ulss.tv.it, www.azioniperunavitainsalute.it

    Paola Fantin

    (24/10/2013 Tg0-positivo)