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Macrolibrarsi.it presenta il libro: Il Meglio di Te con il Coaching

Dice il saggio ...
"Che cosa dunque ti inquieta? La cattiveria degli uomini? Pensa che gli esseri ragionevoli son fatti gli uni per gli altri, che la pazienza è una parte della giustizia, che le loro colpe sono involontarie (Marco Aurelio (Pensieri))

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  • Fiabe per grandi... Piccini Autore: Paola Fantin

  • Ricetta "contro la crisi"

    Ricetta "contro la crisi"

    Da una ricerca di Betoday, presentata ad Ascom Confcommercio Treviso

    Disoccupazione ai massimi dal 1977 e spesa alimentare ai livelli di 20 anni fa. L’Italia non accenna ad uscire dalla crisi. BETODAY raccoglie la sfida e propone alla gente comune una ricetta per aiutarsi ad uscire dalla crisi (che non è certo solo economica).

    Età media 34 anni, donna, occupata e soddisfatta del proprio lavoro. Ottimista riguardo il proprio futuro (alla domanda “Da qui al prossimo anno credi che la tua personale situazione lavorativa..” risponde “migliorerà”), consapevole dell’importanza che rivestono le relazioni lavorative e private nel determinare la qualità della propria vita e forse proprio per questo non troppo soddisfatta di esse.

    Questo il profilo medio emerso da una ricerca effettuata tra un campione rappresentativo di chi ha partecipato al BETODAY, il corso “contro la crisi” organizzato negli scorsi mesi da Business Channel.

    La ricerca, pur positiva, non restituisce un sentimento di sollievo perché i dati delle ricerche nazionali quali il tasso di disoccupazione, il livello dei consumi, l’aumentare di separazioni e suicidi, confermano un’Italia in piena crisi economica e dei valori, allontanando qualsiasi ipotesi di ripresa a breve.

    E allora perché questi risultati da parte di chi ha partecipato al BETODAY? Emerge il profilo di una società che si divide tra chi la crisi la subisce e non agisce in modo proattivo per uscirne e chi, forse perché più attento al miglioramento di sé e alla ricerca di nuovi stimoli, li cerca anche in una situazione di “benessere” psicologico e lavorativo. Ma allora come aiutare chi sta così male da aver smesso di chiedere aiuto? E, quindi, cosa può fare il semplice cittadino per superare questo momento?

    Ecco la ricetta contro la crisi targata BETODAY

    Innanzitutto “no panic”. La situazione è grave ma ogni problema, per non diventare peso opprimente che blocca e immobilizza, deve essere visto come opportunità di miglioramento. La mente gioca un ruolo fondamentale in queste situazioni ed è importante mantenerla sul pezzo e impedirle di sprofondare in pensieri autodistruttivi.

    Smettere di correre in circolo, fermarsi e ripartire col piede corretto: porsi delle domande concrete sull’efficacia di ciò che si sta facendo per trovare lavoro, per superare un momento di crisi famigliare, per riallacciare i rapporti con familiari e amici o per trovare la strada giusta per il futuro. “Sto cercando lavoro nel modo corretto o lo faccio in modo automatico, come ho sempre fatto, anche quando c’era abbondanza di lavoro?” “Guardo il rapporto e il problema con il partner tenendo conto dei tempi attuali o lascio che sia “il pilota automatico” influenzato dal rapporto dei miei genitori a parlare e agire al mio posto?” “Sto scegliendo l’università giusta per me o quella che credo mi farà trovare lavoro e sicurezza?” “Il posto fisso ha ancora valore?”

    Darsi degli obiettivi concreti nel breve periodo. Quanti cv ho inviato? Quante telefonate ho fatto? Come ho gestito quel rapporto “teso”? Ho ascoltato quello che mi ha detto il partner? Quali risultati ho ottenuto? Mettere per iscritto ciò che facciamo per capire dov’è l’errore e pretendere da noi stessi obiettivi ambiziosi, ma raggiungibili.

    Perdi la battaglia, non perdere la lezione. Da ogni colloquio non andato a buon fine o cv senza risposta chiedersi quali sono le cose che potevano essere fatte meglio. E non ripetere gli errori fatti.

    Lavorare su se stessi. Solo noi possiamo fare qualcosa per noi.

    (24/10/2013 Tg0-positivo)