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Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: No Impact Man - Mt0

Dice il saggio ...
L'aquila vola sola, i corvi vanno in schiera: lo sciocco ha bisogno di compagnia, il saggio di solitudine (J.M.F Ruckert)

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  • Come realizzare i propri sogni Autore: Aldo Mauro Bottura

  • Lasciano tutto e si dedicano alla terra

    Lasciano tutto e si dedicano alla terra

    Storie di giovani di successo e di grande cultura che ritornano ai ritmi naturali

    Annamaria ha sentito il richiamo una mattina d’estate, quando è tornata dalla natia Sicilia con un volo low cost ed è entrata nel suo appartamento milanese dove la aspettava Nike, la sua gatta. In due giorni ha svuotato casa, salutato gli amici e messo nel cassetto la laurea magistrale in giurisprudenza e le ambizioni da notaio. Destinazione Pollina dove ora, da un anno e mezzo, coltiva la manna. A casa di Chiara, 35 anni, pare essere un vizio di famiglia: suo padre prima, lei e suo fratello vent’anni dopo, hanno preferito l’agricoltura alla carriera. Idem per Roberto, 33 anni, laureato al politecnico di Torino in ingegneria meccanica. Anziché andare a lavorare alla Fiat come tanti suoi compagni di studi, ha preso in mano le redini dell’azienda di famiglia trasformandola in un’impresa agricola multifunzionale. No, la crisi non c’entra niente. Per questi ragazzi è stato il richiamo della terra a trasformare le loro vite. A passo lento è in atto un processo di rinnovamento nell’agricoltura italiana: un’azienda su tre è nata negli ultimi dieci anni e molte di queste imprese sono gestite da giovani.

    Secondo un’elaborazione Coldiretti su dati Swg, sono ben 58.663 le aziende agricole guidate da under 35. Di queste, circa il 70% opera in attività multifunzionali: si va dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio. Prodotti che d’ora in avanti potranno essere venduti senza complesse procedure burocratiche.

    Il recente decreto del fare ha infatti semplificato non solo l’avvio dell’attività agricola, ma anche la commercializzazione dei prodotti che potranno essere venduti (e consumati) più facilmente. Oltre alla vendita diretta, il decreto facilita anche la «somministrazione»: dal produttore al consumatore sarà possibile l’acquisto e la consumazione in loco, a contatto con la natura. Come ha scelto la sua vita Annamaria Musotto, 28 anni di Palermo. La famiglia ha tre ettari e mezzo di terreno dove produce agrumi, olio, miele e manna. Ma lei a 19 anni ha deciso di andarsene al Nord.

    «Mi sono trasferita a Milano per studiare giurisprudenza e così ho fatto — racconta divertita al telefono mentre ricorda gli anni dell’università —. Ho conseguito la laurea triennale, poi la specialistica e non mi sono mica fermata. Ho fatto pratica legale, sono diventata avvocato e infine ho seguito i corsi notarili per il concorso nazionale». E poi? «Poi nel 2011, a fine maggio, sono tornata in Sicilia e ho trascorso un bellissimo week end in campagna. C’era un’esplosione di colori incredibile che mi riportava ai ricordi più belli della mia infanzia. Il lunedì sono tornata a Milano con il cuore a pezzi, ho messo la chiave nella toppa del mio appartamento e dopo dieci minuti ero al telefono con mio padre. “Papà io torno a casa”».

    Il mercoledì Annamaria era già a Palermo. E oggi, dopo due anni, si dedica alla coltivazione della manna, la linfa estratta dalla corteccia del frassino.

    «Un dolcificante naturale a basso contenuto di glucosio e fruttosio» ci tiene a specificare lei. Nel periodo di raccolta la sua sveglia è puntata alle 4 del mattino. «Ma devo ancora imparare molto» sottolinea. Rimpianti? «Nessuno, anche se la gente non ci crede e mi prende per matta».

    Nella famiglia di Chiara De Miccolis, pugliese, 35 anni, sono invece tutti abituati a questi cambi repentini di rotta. «Mio padre era un ufficiale dei carabinieri — spiega Chiara — ma a un certo punto ha lasciato l’Arma e ha deciso di comprare una masseria del 1600». Che ora è diventata un’azienda agricola a tutti gli effetti dedita, tra le altre cose, alla produzione di olio extravergine di oliva. Chiara sei anni fa ha seguito le orme paterne. «Avevo uno studio di grafica editoriale che mi dava anche un bel po’ di soddisfazioni. Ma non riuscivo a non occuparmi della masseria quindi finiva sempre che facevo il doppio lavoro — sottolinea —. Alla fine ho deciso di dedicarmi anima e corpo ai nostri prodotti e la stessa cosa ha fatto mio fratello avvocato che nel frattempo aveva avviato uno studio legale». Tutti a Pezze di Greco, pochi chilometri da Fasano, dove Chiara si occupa dell’agriturismo e dei cosmetici naturali realizzati con l’olio extravergine dei suoi ulivi secolari.

    «Mi sono accorto che i miei valori non coincidevano con quelli di una classica azienda dove devi timbrare il cartellino» spiega con semplicità Roberto Moncalvo che oggi porta avanti la sua piccola impresa agricola a Settimo Torinese con la sorella Daniela e i rispettivi compagni. Quindici ettari di terreno dove si fa ortoterapia, inserimento lavorativo per ragazzi portatori di handicap e dove Roberto produce lattuga, cicoria, pomodori, melanzane. Prodotti venduti al dettaglio, anche con consegna a domicilio. E pensare che fino a qualche anno fa, la sua strada sembrava destinata all’ingegneria. «Avevo la passione per la meccanica — spiega — e dopo la maturità mi sono iscritto al politecnico». Gli studi di Roberto si concludono con successo: 110 su 110 con una tesi sui cambi robotizzati e un’offerta di lavoro nell’azienda in cui aveva svolto il tirocinio. Ma il tarlo dell’agricoltura aveva già iniziato a scavare.

    «Mia mamma produceva cereali su questo piccolo terreno di famiglia, ma di anno in anno le cose andavano di male in peggio. Avevamo iniziato a ragionare su una svolta e sulla possibilità di dedicarmi a quest’attività. Poi un incidente stradale ce l’ha portata via per sempre». Da quel momento i dubbi sono diventati certezze. «Ho deciso di investire tutto su quest’attività — precisa Roberto — puntando sull’ortofrutta: abbiamo rinnovato e attivato anche una cooperativa agricola». Ai momenti alti si contrappongono ovviamente anche i bassi, soprattutto dal punto di vista economico. «Ma la mia più che una scelta è stata quasi un’esigenza — sottolinea Roberto — un richiamo».

    di Corinna De Cesare

    Corriere

    (16/09/2013 Tg0-positivo)