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Dice il saggio ...
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  • La casa del futuro sarà di legno

    La casa del futuro sarà di legno

    Un convegno nel Trevigiano

    La casa del futuro? Sarà di legno. Le nuove tecnologie applicate ai materiali da costruzione hanno trovato nel legno, infatti, la chimica giusta per raggiungere elevatissimi standard qualitativi, all’interno delle esigenze di sostenibilità e risparmio energetico richiesti oggi dal mercato. È quanto emerso dall’interessante convegno promosso da CasaWood by Prebag, con il patrocinio di Unindustria Treviso, “La casa del futuro? Sarà di legno”, il 31 maggio scorso, presso la sede stessa dell’azienda, antesignana nell’ambito dell’edilizia abitativa in legno. Questo nuovo modo di costruire sta prendendo infatti sempre più piede. Se nel 2006 in Italia c’erano poco più di un migliaio di edifici costruiti in legno, nel 2015 se ne prevedono circa 7.500. I vantaggi percepiti sono il costo minore rispetto ad altri materiali, l’eco compatibilità, la rapidità di esecuzione, il buon isolamento, il comportamento al sisma e la gestione economica (riscaldamento). Una prospettiva che fa ben sperare dunque, ricordando che tra il 2008 e il 2011 gli investimenti in costruzioni in Italia sono crollati del 17.8%: “La nostra speranza è che questo progetto sia uno strumento valido per tutti gli operatori - ha esordito il presidente di Prebag, Giorgio Bonotto – La situazione economica oggi è una delle più difficili del Dopoguerra. Impegnati e produrre e costruire, abbiamo ignorato l’operato della classe politica permettendo tutto questo. Il rilancio oggi dipende dall’incremento delle opere pubbliche. L’edilizia sarà sempre e comunque fondamentale nell’economia”. Sono necessarie dunque azioni di sistema che mettano insieme le forze di tutti, secondo Alessandro Vardanega, presidente di Unindustria Treviso: “Le nostre imprese devono modificare le strategie e approfittare della crisi. Devono puntare sulle competenze e sui nuovi mercati”. Ecco dunque che modalità di costruire come le case in legno aprono nuovi orizzonti di cui far tesoro velocemente: “Ci chiediamo quale sarà lo scenario del futuro... Potremmo immaginarci di tutto – ha spiegato Norbert Lantschner (Fondatore di CasaClima e direttore della fondazione ClimAbita) -, del resto 30 anni fa lo smartphone non esisteva neppure nell’idea dei cervelli più illuminati ma la casa non è solo un tetto da dare, è la terza pelle. E c’è anche una quarta pelle, la salubrità e il benessere. Oggi si fa un gran parlare di questa crisi, è vero, ma noi non possiamo più vivere in un sistema che ha un futuro usa e getta. Tra poco avremo bisogno di cinque pianeti Terra per avere tutta l’energia fossile che ci serve”. La casa, insomma, rappresenta più di ogni altra cosa un cambio ideologico epocale dal quale davvero potrebbe partire tutto. Casa Wood, per esempio, permette un risparmio fino al 70% rispetto alle tradizionali bollette per il riscaldamento, in quanto sono case altamente isolate in poco spessore, alle quali si integrano gli impianti più evoluti per riscaldamento e raffrescamento e la ventilazione interna, con pompe di calore, pannelli radianti, pannelli solari e altri ancora: “In Europa, oggi, il 60% dei rifiuti proviene dalle costruzioni. Noi vogliamo una casa a rifiuti zero con scarichi inquinanti zero. Il legno si può prendere e ridare alla natura. La Natura ci insegna a chiudere i cerchi. Noi, invece, oggi, per fare un esempio pratico, prendiamo del capitale e lo distruggiamo, invece di vivere degli interessi che ci da. Stiamo andando a toccare il ventre della Terra con iniezioni di altissima pressione fino a 6 mila metri di profondità, immettendo acqua, sabbie e cocktail di veleni perniciosi allo scopo di sprigionare il gas e il petrolio dalle rocce. Lo sapevate che oggi il più grande produttore al mondo di gas non è più la Russia, ma gli Usa? E che le grandi industrie si stanno trasferendo tutte lì, perché costa un terzo in meno che in Europa? Ma lo sapevate anche che tra Okhlaoma e Dakota il gas esce dai rubinetti al posto dell’acqua, perché ha contaminato le falde in modo irreversibile?” Cambiare rotta al più presto è dunque la parola d’ordine. La casa perciò dovrà diventare sostenibile e fornire energia, la società dovrà passare da un consumo attuale di 6 mila watt a 2 mila: “Il nostro fine è vivere bene – ha aggiunto Lantschner – Andiamo a lavorare per pagare il carburante che ci porta a lavorare... ma che senso ha? Il nostro nuovo stile di vita dovrà essere basato sull’eco-sufficienza e sull’efficienza tecnologica”.

    Paola Fantin

    (08/07/2013 Tg0-positivo)