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Dice il saggio ...
La gelosia e l'amore sono gemelli ma credo che la gelosia sia venuta al mondo prima. La gelosia corre lungo l'amore come un binario: perciò fa anche uscire dal binario molti treni di piacere! (F.De Croisset)

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  • L’egoismo è una colpa?

    L’egoismo è una colpa?

    Di Mario Ruffin

    Una grande parte della cultura occidentale, immersa e connaturata nel grande alveo del cristianesimo, vàluta la storia e i relativi eventi umani su misure etiche distribuendoli nei regni del bene o in quello del male, e il comportamento di ciascuno, tra le colpe o tra le virtù. Gli uomini perciò sono o cattivi o buoni, da condannare o da esaltare, da punire o da premiare. Per i reprobi vi sono punizioni in “questo mondo” e inferni nell’”altro mondo”. Per i buoni vi sono decorazioni, glorie e fortune “terrene” e “paradisi” dopo la morte.

    Da tantissimi anni osserviamo che la ricerca scientifica, sempre più spesso, scalfisce molte delle verità e sicurezze che la civiltà occidentale aveva indotto nel mondo “civilizzato”.

    Non è una novità il ricordare che la scienza nella sua innata modestia viene costruita sulla relatività delle certezze e tiene aperta la modificabilità delle sue affermazioni, che sono sempre provvisorie e cancellabili, o ancor più spesso perfezionabili e completabili. Buona parte di esse diventa stabile nel tempo, come se quelle scoperte fossero nate complete. Per lo più le invenzioni più stagionate diventano base per loro ulteriori avanzamenti e allargamenti e, come ci ricorda il più degli scienziati, come per esempio il biofisico Edoardo Boncinelli, diventano con il tempo anche certezze. Nessuno oggi per esempio, si sognerebbe di negare la sfericità della terra, la circolazione ematica o l’esistenza dei globuli rossi. Tutte queste nozioni e tantissime altre sono state col tempo approfondite e allargate, mai smentite.

    Il dubbio è l’enzima della conoscenza scientifica, ed è esattamente l’opposto della fede. Esso apparve a tutte le religioni estremamente colpevole e da condannarsi con la massima severità, perché pericolosamente alternativo alle sicurezze delle rivelazioni dogmatiche religiose e talvolta anche di molte sintesi filosofiche.

    Pochi oggi osano dire che ormai alcune moderne ricerche scientifiche, di pertinenza biologica, stanno scalfendo alcune sicumere riguardanti persino il principio della responsabilità etica individuale.

    Studi condotti all’Università di Bonn da Martin Reuter & Coll. avevano portato alla conoscenza della presenza nel codice DNA cellulare, nel cormosoma 22 di due varianti del Gene che codifica la COMT (Catecol-O-metiltransferasi): la COMT-VAL e la COMT-Met. La prima delle due codifica un enzima disattivante i recettori di alcuni fondamentali neurotrasmettitori catecolaminici cerebrali, come la dopamina, con conseguenze sul comportamento e sui rapporti sociali.

    In un altro importante recente studio, di cui ha dato ampia informazione la stampa, pubblicato su “Genes, Brain and Behawior” condotto da Ariel Knafo dell’Università di Gerusalemme, viene segnalata l’identificazione di varianti inefficenti del gene Avpr1a (codificatore dei recettori dell’arginina-vasopressina situato nel locus 12q14–15 del cromosoma n. 12). Questo gene rilascia normalmente dei neurotrasmettitori simili alla dopamina che provocano come, diremo di essa, piacere e gratificazione nel donare. Una ricerca simile condotta all’Istituto di Psicologia alla Hebrew University, sotto la guida del professor Reut Avinum, ha confermato il risultato. Queste varianti si sono riscontrate quasi esclusivamente nei cromosomi di una minoranza di bambini (molto piccoli) sperimentalmente riconosciuti non socievoli e refrattari a donare ad altri. Un’altra ricerca, condotta indipendentemente nella Università di Washington con risonanza magnetica, che consente di visualizzare in immagini molto significative il biochimismo di strutture cerebrali, su un campione di bambini addirittura di 15 mesi, lo conferma. La Risonanza Magnetica ha mostrato che nei portatori del gene Avpr1A avviene la increzione di sostanze “dopaminosimili”. Non così succede per coloro che hanno la variante minoritaria del gene suddetto.Diversi studi analoghi sono stati riferiti anche su adulti giovani consenzienti e i risultati confermano l’assunto. Circa 2/3 erano i generosi, i socievoli e i desiderosi di veder gioire gli altri.

    Anche secondo autori che pubblicano nella prestigiosa “PloS”, una rivista scientifica che che si basa sul metodo “peer review” (cioè della “Rete Paritaria”), l’egoismo è dovuto a una anomalia genetica.

    Altri studi ancora in fase di ricerca hanno messo in giuoco per esempio la fedeltà coniugale, l’innamoramento e altre caratteristiche individuali.

    La Dopamina (una fenilalanina parente della adrenalina) secreta nel gangli della base, soprattutto nel telencefalo, nell'accumbens, nel tubercolo olfattorio, nel nucleo centrale dell'amigdala nell'eminenza mediana nell’ipotalamo e in alcune zone della corteccia frontale, è uno dei neuroormoni coinvolti in questi studi.

    La dopamina è ritenuta essere alla base del sistema della sensazione del piacere, e perciò della “motivazione” della persona a svolgere determinate attività, della “premiazione”. La dopamina viene rilasciata naturalmente da esperienze gratificanti come il cibo, sesso, droga e altri stimoli piacevoli che diventano ad esse associate. La dopamina stimola anche la ricerca dell’attrazione d’altri a se stessi, del possesso, della vicinanza, del contatto, desideri questi maggiormente evidenti nell’innamoramento e nel desiderio sessuale (Vien distinto però che mentre la dopamina accende l’amore, l'ossitocina lo fa durare a lungo.). La dopamina cioè è il principale ormone emozionale. Ha molte funzioni nel cervello, gioca un ruolo importante in tema di comportamenti, nella voglia di cognizioni, nel movimento volontario motivato al proprio godimento. Essa agisce sul Sistema nervoso simpatico causando l'accelerazione del battito cardiaco e l'innalzamento della pressione sanguigna. Essa è perciò un neuromodulatore coinvolto nella generazione della soddisfazione, del piacere della gioia, dell’euforia, della perseveranza.

    Attraverso la disregolazione della increzione di sostanze dopaminoattive da parte di quelle varianti geniche anormali sunnominate e di altre ancora in fase di ricerca e studio, si verificano effetti negativi sul normale contegno altruistico, associativo, e amorevole verso gli altri, spingendo invece i sentimenti e le attività umane all’egoismo.

    D’altra parte è noto agli studiosi che fin dai primordi l’ambiente selezionò specie viventi dotate di una marcata tendenza alla socializzazione tra individui, a formare popolazioni sovrabbondanti e perciò capaci di sopravvivere grazie al numero, o poi anche colonie e società, e successivamente organismi pluricellulari, nella quale gli individui persero parte della loro autonomia, con l’effetto di una maggior sopravvivenza nel far fronte comune contro le predazioni. Tutti i viventi non dotati di queste tendenze sociali e anche di altri dispositivi (come l’autoccultamento, la mimetizzazione o le armi di difesa), vengono predati da organismi più attrezzati nei loro confronti.

    La vita di tutte le specie è prodotta e rifornita, dalle predazioni sui corpi di altri viventi, di principi biochimici vitali (come per esempio le proteine).

    La tendenza all’unità all’interno della stessa specie di gruppi, o di tutti gli individui componenti, è una delle strategie vincenti selezionatesi nei viventi dalla pressione selettiva della rispettiva nicchia, con il risultato della sopravvivienza.

    Il mantenimento invece della predazione all’interno della stessa specie può portare, sia alla riduzione dei componenti eccessivi di una comunità, oppure al suicidio finale di quella specie. Questi studi, trovano conferma e conforto in numerose ricerche internazionali di biologia, di zoologia, persino di botanica e anche di antropologia culturale, come anche dalla evidenza storica umana.

    L’”altruismo sociale” di molti individui nelle specie viventi rientra perciò in quella tendenza all’unità riscontrabile fin nelle Specie primordiali. Nell’uomo come in quasi tutte le Specie la tendenza alla socializzazione è abbondantemente presente. Questa tendenza è ben evidente nello spirito iniziale di molte religioni. In questo ambito dovrebbe essere annoverato l’amore cristiano. Non lontano da esso è la pretesa di giustizia sociale riscontrabile anche nel “Corano”. Come avvertono Piero Martinetti (Ragione e fede, Gallone, Milano, 1997), Ambrogio Donini (Breve storia delle religioni, Roma, Newton Compton, 1991) e tanti altri, le religioni vengono cooptate nei poteri politico ed economico del quale diventano protettrici, e spostano l’attesa messianica di un “Regno di Giustizia” da questo mondo ad un “altro mondo” (il Paradiso). L”’amore” cristiano non è dunque una novità “rivelata” per la salvezza, ma è codificato nel DNA.

    Nel ricordare appunto che l’”egoismo” si colloca alla base dell’individualismo, mi sento di evincere, sulla base delle ricerche neuroendocrine e psicologiche surricordate, che esso è tutto sommato più una malattia che una colpa. Chi lo pratica, perché detentore di varianti geniche aberranti, non verrà punito da Dio e non andrà all’inferno. Però egli potrebbe essere ucciso in una operazione chirurgica rivoluzionaria, assieme a quelli come lui, da sani esasperati come successe nel 73 a,C. a Roma con il tracio Spartaco, in Francia nel 1789, in Russia nel 1917.

    La esaltazione delle “libertà” individuali è considerata la base delle dottrine “liberali” e ancor più della loro variante liberistica. L’individualismo raramente è esente da egoismo ed è abbastanza spesso incapace di sentimenti “sociali”, di solidarietà e di altruismo. L’individualismo è di fatto considerato una virtù dai liberali, con il viatico etico di alcune religioni riformate (come il protestantesimo e l’anglicanesimo).

    L’egoista infatti è spesso un predatore, egli pare riuscire meglio appunto negli “affari”. Viceversa un affarista non va molto bene se non è egoista.

    E’ stato affermata però anche la interazione di altri procedimenti di natura psicologica, a causa dei quali in realtà “altruisti si nasce”, e che talvolta “egoisti si diventa”, specialmente se portatori di geni come l’Avpr1a e il COMT aberranti. Ciò avviene certamente soprattutto ma non solo nell’infanzia quando essa sia pervasa, attraverso meccanismi più o meno freudiani, da un ”imprinting” grondante di disvalori prodotti dal sistema-mondo individualista, nel quale poi il nuovo nato andrà a crescere. Anche la eventuale rivalità infantile per l’accapparramento della protezione materna, tra i Caino e gli Abele, dovrebbe essere studiata correlandola con l’apporto genetico dei contendenti.

    E’ evidente che i “generosi” sono portati a vedere in tutti gli altri la stessa disponibilità, e che essi sono anche propensi a tollerare più facilmente le predatorie aberrazioni degli egoisti. Questo fatto perciò facilita la possibilità del dominio dei secondi sui primi, delle loro angherie del loro sfruttamento e persino delle più feroci dittature. Così, per fare un esempio, Hitler presentatosi come “buono” tutto propenso al bene sociale, riesce a ipnotizzare nel profondo una popolazione in realtà “debole” e tendenzialmente “sociale” come quella tedesca (Caratteristica questa più evidente nei popoli nordici dove impera il freddo e il buio), fino a trascinarla, nella viltà succube dei deboli, alle mostruosità che conosciamo. Ricordo infatti come da noi durante l’occupazione molti dicevano: “il tedesco quando è da solo è buono, generoso e altruista”, e aggiungevano: “sono duri e obbedienti agli ordini più crudeli solamente quando sono in gruppo organizzato”. (Appunto!). Il buono è geneticamente tendenzialmente capace di socializzare e persino amare il suo padrone, e di credergli anche oltre la prova contraria: Tipico il comportamento suicidiario di fedeltà dei nazisti e dei gregari assediati dall’Armata Rossa a Berlino, perfino anche nel bunker di Hitler. Non vuol dire che i sani siano sempre stupidi e che i patologici non possano usare la cattiveria per ottimi fini, magari di emergenza (Come forse il Col. Von Stauffenberg che mise la bomba cercando di ammazzare il Fuerer senza problemi per tutti gli altri presenti). Ma il Col. Von Staufenberg era geneticamente un “cattivo”? (Potremmo far una ricerca sul DNA dei suoi resti, se ce ne sono). Ma forse sono cattivo io!

    Il modello cooperativo solidale allora, sulla base delle assunzioni che ci vengono fornite, appare essere del tutto congeniale all’umanità sana, ed essere più salutare (e persino più “redditizio”) del barbaro modello competitivo a cui siamo abituati e rassegnati. Esso può addirittura “rendere” molto di più, secondo ”Plos”, solo se rispettato e nutrito nel tempo e non osteggiato e represso.

    Per questo non si può non processare il capitalismo, sia perchè come sistema economico è ormai fallimentare, sia soprattutto perchè è un sistema patogeno capace di contrastare l’azione naturale di Geni maggioritari, “sani”, come il COMT e l’Avpr1a, e far numericamente selezionare e magari prevalere, attraverso l’individualismo, le loro varianti aberranti, con il malaugurato trionfo della evoluzione egoista predatoria e suicidiaria già in atto per la specie umana. Gli arsenali atomici capaci di distruggere più volte tutte le specie viventi compresa l’umanità, e lo scriteriato saccheggio sovrapproduttivo della vivibilità ecologica del pianeta, (secondo me immodificabile e irrinunciale da parte del capitalismo specialmente quello finanziario), ne sono la prova.

    Conseguenza dell’egoismo individualista “liberale”, sono anche le tragiche guerre genocidiarie, succedutesi nei tempi sempre per motivi che hanno a che fare con la proprietà egoistica. Cioè con l’”avere”, feudi, stati, materie prime, oro, schiavi, religioni, mascherando i veri inconfessabili motivi, con pretesti etici, come: “per la patria”, “per fedeltà al Re”, “per la bandiera”, “per Dio e Cristo”, per le “sante crociate”, per “creare ricchezza” e simili facezie, facilmente accettabili da spiriti ingenui e acriticamente generosi, poco adusi al sospetto, meno attenti, e…per nulla egoistici.

    Attualmente biologhi evoluzionisti moderni, come Rchard Dawkins, ammettono ormai che ora la Specie Umana subisca effetti selettivi, anche sociali, dovuti un poco meno alla pressione dell’ambiente sui geni (per i quali c’è bisogno di lunghi periodi), ma invece in buona parte anche alla memoria indotta, o “ereditata” culturalmente nella nicchia culturale nella quale esperimentiamo la vita. Esiste cioè una trasmissione sia “genica” che “memica”. Il “Meme” è il costituente della civilizzazione, mediante modelli autopropagantesi, generati nelle culture dalle locali precipue condizioni di sviluppo.

    Lo sviluppo incontrollato individualista è in pratica indotto anche dalla pressione ambientale che agisce sulla grande leva ancestrale della paura della predazione: essa è la vera suprema Dea governante la vita delle specie e dell’uomo, con il risultato di validare e selezionare atteggiamenti memici, amorevol e utili, oppure negativi, che sia. La paura è la levatrice delle nostre strategie vitali finalizzate alla sopravvivienza e spesso anche dei nostri errori. Mi è chiaro che tutto ciò che è successo nella vita nel mondo, giacchè è avvenuto, doveva avvenire, ma la mente umana può intravvedere, nel realizzarsi delle nuove realtà offerte dalla storia, eventi causali o conseguenze diverse, da riconoscersi e da ricordare per essere evitati o viceversa perseguiti. La memoria perciò adempie a un nuovo e diverso meccanismo selettivo . Il trionfo della memoria e delle sue protesi, inventate dal genio umano, come le lapidi, i libri, le biblioteche e i mezzi elettronici, adempie alle esigenze di un nuovo regno aggiuntivo a quello dei geni cromosomici: il regno dei “Memi”. La memoria allora permette all’”Homo Sapien Sapiens” di l’elaborare teorie e utopie. La mente umana cioè, abituata alla grande traccia neuronica cerebrale del “principio di causalità”, nel mentre è costretta ad accettare i fatti in quanto già avvenuti, non può esimersi dal cercarne le cause e verificarrne la fruibilità e la progettabilità o viceversa la necessità di evitarli, forte dell’esperienza; così come è sempre successo per ogni conquista della scienza con le dovute lentezza o incertezza (seguite dalla verificabilità galileiana). La mente dei Memi ha capito e lottato contro predatori come il virus del vaiolo, il bacillo della Peste, il vibrione del colera ecc. La mente umana può controllare le nascite contro la sovrapopolazione, e abolire le predazioni dei cattivi sui buoni per il trionfo della nostra specie.

    Un marxista ci ripeterebbe che la schiavitù nacque in epoca immemorabile in svariate latitudini come naturale conseguenza dell’invenzione della agricoltura, della conseguente proprietà privata del fondo, e degli armenti, delle successive gerarchie politiche e religiose. Egli direbbe inoltre che la colonizzazione non avviene mai nell’interesse del colonizzato, ma sempre di quello del colonizzatore; ai colonizzati sono consentite solo due changes o perire per essere sostituiti dai colonizzatori, oppure diventare una copia dello straniero usurpatore (come prevedevano il Gen. Oreste Barattieri per le genti etiopi, in tempi più recenti Hitler per gli “Untermeschen” slavi, i Generali Roatta, Robotti, per gli Sloveni, il poglavnik Anton Pavelic per la minoranza ortodossa croata, i colonialisti inglesi per gli indiani in America, ecc.).

    Mi convince la tesi che la causa di tutti questi eventi sia riconoscibile in quella introduzione (molto recente rispetto all’origine dell’umanità: cioè solo circa 12 000 anni fa) del possesso (arbitrario), del podere agricolo, e dei territori di pascolo come mezzo di prouzione. Resta il fatto ripeto che tutto ciò è avvenuto, e perciò doveva avvenire, e che lo sviluppo della civiltà umana deve molto, nel bene e nel male, a quella invenzione della proprietà, anche se essa si è affermata attraverso continue guerre, genocidii, schiavitù, sfruttamento belluino, fame, oppressioni inimmaginabili. Le crisi drammatiche di quel meccanismo sono però, credo da più un secolo diventate insopportabili alla stessa conservazione e sopravvivenza della nostra Specie. E’ diventato poi da molti anni evidente che l’istituto della proprietà privata, completamente evolutosi ormai in un disperato imperialismo predatorio, (ora anche nella forma finanziaria capitalista) è diventato anche causa di combattutissime rivoluzioni, come quella comunista (che poi non fu altro che un parto delle catastrofiche avventure capitaliste). E’ ormai convinzione generalizzata che la proprietà capitalista sta portando il globo terracqueo e i suoi abitanti alla fine. Questo avviene anche a causa dello strabocchevole accumulo di capitali (crisi di sovraproduzione di denaro virtuale) che li sta portando a un minaccioso degrado etico, e forse alla fine dell’habitat, e anche attraverso la combustione in poche decine di anni di immense riserve di combustibili fossili formatisi nel corso di circa 160 milioni di anni nel periodo carbonifero oltre all’esaurimento delle risorse minerarie necessarie. Se l’umanità non rinsavirà si verificheranno probabilmente micidiali guerre mondiali. Non diversamente in antichità crollarono imperi come quello romano che esaurì la possibilità di spadroneggiare le assogettate nazioni, miniere di rifornimento di prigionieri schiavi (che erano energia succedanea allora del petrolio). Già ora stiamo assistendo a una grave crisi planetaria che riguarda e coinvolge e minaccia non solo l’economia ma proprio la sopravvivenza della specie umana, a causa dello spreco ottenuto mediante devastazioni ecologica ed etologica animale e umana di interi continenti. La concorrenza mercatile ha indotto inimicizie, al fine dell’accaparramento dell’energia, attraverso gravi ingiustizie non solo tra le classi sociali ma anche tra popoli, religioni e nazioni del pianeta. In definitiva vinceranno i minoritari geni patologici dell’egoismo predatorio sulla maggioranza di quelli sani produttori di amore sociale all’interno della Specie e l’umanità avrà fine? Oppure i sani (utilizzando alleati “cattivi”: icomunisti bolsceviki) faranno finalmente fuori i predatori?

    Mario Ruffin

    (08/07/2013 Tg0-positivo)