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Dice il saggio ...
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  • Abbattere i muri con occhi da bambini

    Abbattere i muri con occhi da bambini

    Progetti didattici al Ponzano Children

    Abbattere i muri causati dalle diversità, ascoltando i bambini e guardando il mondo con i loro occhi. È il messaggio lanciato sabato 16 marzo 2013 da Ponzano Children, il Centro Infanzia di Benetton Group, nel corso dell’apertura annuale per raccontare principi e valori che ispirano il proprio approccio pedagogico e che quest’anno ha avuto come tema “I linguaggi espressivi come anticorpi contro l’odio e come spinta all’ascolto degli altri”. Centro per l’infanzia di Benetton Group, progettato dall’architetto spagnolo Alberto Campo Baeza, Ponzano Children è attivo dal 2007 e ospita circa cento bambini in età prescolare dai nove mesi ai sei anni, ripartiti tra i figli dei residenti del Comune di Ponzano e dei dipendenti Benetton.

    “Stavo attendendo mio nipote fuori dalla scuola – racconta Cristina Castelli, Facoltà di scienze della formazione all’Università Cattolica di Milano, intervenuta al dibattito del mattino – e c’era gran fermento per l’arrivo di un bambino africano. D’un tratto, sento una mamma chiedere a suo figlio: ‘Ma come ha la pelle questo bambino?’. Osservo il piccolo riflettere, sembra non trovare una risposta, ci pensa e ci ripensa e infine dice semplicemente questo: ‘Mah, un po’ come me, tutta intorno al corpo!’ Ho imparato molto da questa straordinaria risposta. I bambini hanno molto da insegnarci, basterebbe saperli ascoltare”.

    Non c’è dubbio, per la Castelli, che la nostra crescita sia possibile nei confronti dell’altro e che la nostra identità nasca dallo specchiarsi l’un l’altro, per un arricchimento vicendevole. Le immagini aiutano anche in questo, soprattutto in contesti difficili dove i bambini sono l’anello più debole: “Sto portando avanti un progetto in Sri Lanka che mi è molto caro – aggiunge - Lì c’è stata prima una guerra civile con 100 mila morti, poi lo tsunami e poi la guerra civile ancora. Nel 2010 si è siglata la pace ma è burocratica, perché le popolazioni vivono in odio reciproco. Si pensa dunque di ripartire proprio dai bambini con piccoli progetti, dove si stimola la creazione di immagini che rappresentano la guerra e che diventano veicolo comunicativo. Il disegno infatti aiuta a dialogare col bimbo e stimola lo stato di inibizione e chiusura per colpa di grandi traumi. I bambini ci insegnano che attraverso il fare, il creare ci si sente vivi e si può uscire da questo stato. Aumentano l’autostima e l’identità”.

    Il tema della giornata a Ponzano così è stato proprio l'ascolto degli altri e l'accoglienza delle diversità a partire dalle immagini (disegni, foto) con la presentazione della mostra “Oblò – sguardi sullo spazio”, allestita nel 2009, l’organizzazione di visite guidate all’interno del Centro, fino alla presentazione pubblica di progetti realizzati con i bambini nel corso degli anni con l'intento di evidenziarne e valorizzarne i processi conoscitivi fatti di teorie, domande, riflessioni, osservazioni: “L’incontro con la fotografia e i fotografi ha rappresentato un’occasione di certo importante per i bambini ma lo è anche per noi insegnanti e per tutti coloro che con i bambini cercano di confrontarsi ogni giorno, per mettere continuamente in discussione le idee che gli adulti hanno sull’infanzia - ha spiegato Stefania Zanardo - Lo stupore e la meraviglia con i quali i bambini guardano al mondo, agli altri e a se stessi sono simbolici del sentimento di accoglienza delle diversità e dell’ascolto di cui sono capaci”. “C’è una possibilità di rinascenza per questa umanità proprio attraverso i bambini” ha sottolineato Carla Rinaldi, presidente di Reggio Children.

    Paola Fantin

    (04/04/2013 Tg0-positivo)