Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: Geni fuori Controllo - Mt0

Dice il saggio ...
Conosci te stesso (Chilone (uno dei 7 saggi))

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Riflessioni » Sociale

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • La medicina sottosopra Autore: Mambretti - Seraphin. Editore: Amrita Edizioni.

  • Il luogo e il sacro

    Il luogo e il sacro

    Una conferenza alla Fondazione Benetton di Treviso

    Il luogo e il sacro. Un’esperienza universale dell’Uomo di tutti i tempi che lo ha sempre messo in viaggio, alla ricerca nei luoghi intorno a lui di quel mistero profondo che infine giace sacro nella sua anima.

    Se ne è parlato a Palazzo Bomben di Treviso in occasione della presentazione del volume “Il luogo e il sacro. Contributi all’indagine sul linguaggio simbolico dei luoghi” (edizioni della Fondazione Benetton Studi Ricerche), a cura di Domenico Luciani. “Il luogo e il sacro – scrive Luciani nel volume - ci appaiono entrambe come figure di speciale complessità concettuale, ma entrambe fanno parte dell’esperienza umana quotidiana, prendono senso a partire da ingredienti molto ordinari e da domande universali che premono in qualsivoglia condizione esistenziale. Infinitamente vari, multiformi, mobili nella storia e nella geografia, sono invece i segni, i simboli e i significati attraverso i quali quelle domande vengono inseguite o intercettate, spiegate o esorcizzate”.

    Molti gli ospiti presenti a dare il proprio contributo come Gabriella Caramore (saggista, autrice Rai Radio 3), Guido Dotti (monaco del monastero di Bose, delegato della diocesi di Biella per l’Ecumenismo e il Dialogo), Glauco Gresleri (fondatore e direttore di «Chiesa & Quartiere», 1956-1968 e di «Parametro», 1970-2007), Luigi Zanzi (docente di Metodologia delle scienze storiche, Università di Pavia) e un vivacissimo gruppo di studenti del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Treviso (coordinati dalla professoressa Paola Bellin) che ha presentato, per buona parte dell’incontro, riflessioni davvero degne di nota. “La crescita dell’individualismo pone degli interrogativi – afferma Francesco Alberto della V A – e rileva delle contraddizioni: quale importanza ha il sacro per l’individuo rispetto al sacro per la dimensione collettiva? Ognuno in realtà può percepire il sacro, si parli di una chiesa o di un paesaggio. Ma luoghi come S. Pietro sono sacri solo perché riconosciuti tali da una collettività? E i Testi Sacri o tutti quegli oggetti quotidiani che trasmettono un’eredità generazionale e per questo si dicono sacri?” Definire ‘sacro’ dunque non è affare così semplice: “Libri, album di fotografie, cellulari, computer... sono potenzialmente tutti oggetti sacri – aggiunge Tommaso Bonacini della IV E – Per un ragazzo e un manager dire che un cellulare è sacro non è blasfemia, perché un cellulare crea interazione, un libro fa evadere, però un cellulare può anche tagliarti fuori. Come conciliare l’idea di sacro nel Web? Lo Web è un luogo, seppur un non luogo, abitato da miliardi di utenti. E se noi pensiamo il luogo multimediale come sguardo sul mondo, sì, allora è sacro”.

    Sacri sono anche i luoghi, le esperienze, i cammini compiuti alla ricerca di se stessi nel mondo, dal Cammino di Santiago (“Diventa sacro quando il pellegrino comincia a dialogare con se stesso” afferma Rossella Cescon della V A), alla Muraglia Cinese la cui imponenza trasmette sacralità e superiorità, fino alla sacralità spaventosa del campo di concentramento di Dachau. “I ragazzi hanno vissuto un’esperienza molto toccante nel riflettere sulla tematica del sacro – racconta la professoressa Paola Bellin -, preparata da uno studio approfondito di Ugo Foscolo e dei suoi I Sepolcri, con provocazione sforata nel mondo digitale di Facebook. Una ricerca che ha permesso loro di cogliere il senso del sacro e il suo simbolismo nelle sue più ampie sfaccettature”.

    I luoghi come portatori dunque del sacro che l’Uomo coglie con la sua anima e la sua sensibilità come dimostra anche l’esperienza vissuta dall’architetto Glauco Gresleri, quando nel 1970-1972 progettò il nuovo cimitero di Erto, dopo la tragedia del Vajont. Con un andamento antropomorfo, il cimitero dall’alto del clinale, apre le braccia e scende verso il lago. Successivi terrazzamenti realizzano così, in sequenza progressiva, il muro di spalle, la seduta del visitatore in un’atmosfera suggestiva che urla nel silenzio di quella terribile tragedia ma che non viola il ricordo: “C’era energia in quel luogo – racconta Grisleri – Un architetto non può fare nulla in contrasto con quello che il luogo già esprime. Avevo 40 anni quando andai a Erto e fissai dritto negli occhi il Monte Toc. Dissi al mio compagno di tacere perché non disturbasse la sacralità di quel luogo. ‘Ascolta!’ gli dissi e rimasi incantato dallo spazio. Se questo non è un luogo sacro, non lo è nessun altro, mi dissi. Sentivo che il silenzio della valle era diventato il mio silenzio e capii che il cimitero non doveva assolutamente alterare questa energia... Il luogo esprimeva una sua sacralità inviolabile”.

    (08/02/2013 Tg0-positivo)