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  • Lettera a un carnivoro

    Lettera a un carnivoro

    Ti rispondo ora ad alcune domande che anch’io mi sono posto prima di iniziare questa strada. Spero che le mie risposte ti siano utili, indipendentemente dalla decisione che tu prenderai. Tieni conto che cercherò di giustificare quanto scrivo sulla base della personale esperienza. Se infatti citerò anche altri casi, preferisco sempre portare come esempio quanto ho verificato di persona perché su questo so di non poter essere smentito.

    1.     Essere vegetariani è una scelta che vale per tutti?

    No, perché se una persona vuole diventare un lottatore di sumo e campione di body-building allora non può prescindere dall’assumere molte proteine che concorrono a sviluppare la sua massa muscolare.

    2.     Perché allora scegliere di diventare vegetariani?

    Mangiare sano aumenta la probabilità di:

    ·         Non contrarre malattie gravi o degenerative

    ·         Terminare la propria vita in età avanzata e in maniera meno dolorosa.

    3.     Essere vegetariani significa mangiare sano?

    I vegetariani non mangiano carne né bevono alcolici. Entrambi questi alimenti sottopongono a stress i nostri organi digerenti.

    4.     Ma il resto è sufficiente per fornire le energie richieste da una normale giornata?

    Un vegetariano usa un sapiente mix del “resto” in modo da assimilare le sostanze vitali necessarie. Il mix di un vegetariano contempla però dosi più ridotte di proteine: la medicina ufficiale consiglia un grammo per kg di peso corporeo al giorno, mentre la dieta vegetariana non va oltre il 30 g per un adulto, metà per un bambino.

    5.     Come si può controllare che la dieta funziona?

    In molti modi:

    ·         Prima di tutto un senso di benessere immediato, in quanto i pasti sono più leggeri e digeribili, quindi non lasciano un senso di pesantezza o sonnolenza dopo averli consumati

    ·         Spariscono “aliti pesanti” e “lingue bianche”

    ·         Il corpo tende ad assumere il peso corrispondente a quello ideale, evitando quindi inutili se non pericolosi “ingrassamenti”

    ·         Le analisi dei liquidi corporei rientrano nella norma. In particolare il ph delle urine, che per i carnivori è acido (5-5,5), diventa neutro (7). Questo indica che il corpo non è interessato dalla pericolosa “acidosi” che tanti problemi arreca a fegato, intestino ecc.

    6.     La tua dieta com’è?

    E’ un sottoinsieme di quella vegetariana, potrei dire crudista-vegana, in quanto mi nutro prevalentemente di cibi crudi (frutta e verdura). Oltre alla carne ho escluso anche i formaggi.

    7.     Come mai hai apportato queste varianti?

    I cibi migliori sono quelli non trattati, perché non gli è stato tolto nulla delle loro sostanze nutritive. Certo è che alcuni (tipo riso, patate ecc.) vanno bolliti. I latticini (a parte qualche rara ricotta) non fanno parte della mia dieta in quanto contengono caseina che è una specie di collante per niente consigliabile al nostro prezioso intestino. Il latte, quando necessario, viene sostituito da quello di soia.

    La prassi è quindi quella di mangiare più naturale possibile, togliendo anche tutti i prodotti raffinati (zucchero e farina solo integrali).

    8.     Ma che gusto c’è a mangiare così?

    Non uno solo, ma tutti i gusti dei prodotti offerti dalla natura. Quando non si mangia carne si perde anche la voglia di ritornare a mangiarla. La frutta, ma anche alcune verdure, contiene già le sostanze che deliziano il nostro palato. Bisogna solo riscoprirle. E i dolci non li ho certo banditi, soprattutto se fatti in casa…

    9.     Non trasgredisci mai il tuo regime alimentare?

    Rarissimamente, ovvero quando esco e non posso dettare il menù. In quel caso mi tocca mangiare qualche pietanza con formaggio o mozzarella. Ma di solito avverto prima: cuoco avvisato mezzo salvato. E anche ai gelati non si rinuncia…

    10.                       Hai trovato difficoltà a cambiare dieta?

    Non è un’operazione immediata e bisogna fare continuamente ricerca in modo da confrontarsi con altre esperienze. Perché, soprattutto all’inizio, i dubbi ci sono e la mente tenderebbe a fare dietrofront. Ma i riscontri positivi del nuovo regime alimentare sono dei buoni motivi per non desistere e continuare senza incertezze.

    11.                       Qual è l’età migliore per diventare vegetariani?

    Ci sono famiglie che sono vegetariane da sempre, ovvero genitori che hanno allevato così i loro figli. Quindi prima si inizia meglio è, perché anche un bambino e un giovane, per quanto con organi ancora all’inizio della loro attività, non devono rovinarsi in anticipo inutilmente.

    Di solito però si diventa vegetariani non appena ci si accorge di frequentare la farmacia come fosse un comune negozio di alimentari. Questo accade spesso nell’età in cui arrivano acciacchi importanti, che da giovani non avevamo sperimentato. Il cocktail di carne, latticini, alcolici e medicine è il nemico primo delle difese immunitarie del corpo. Le medicine (spesso associate a interventi chirurgici) diventano inutili visto che non viene tolta la causa principale dei danni al corpo, ovvero il cattivo cibo che alimenta non il suo benessere ma il suo deperimento.

    Spesso non resta altro che rimodulare l’alimentazione.

    12.                       Il fatto che i vegetariani siano in minoranza non vuol dire che hanno torto?

    Per mia natura, e formazione culturale, sono uno “sperimentalista”, cioè voglio verificare la teoria con la pratica. A parte altre persone da cui ho appreso questo cambiamento, posso affermare senza ombra di dubbio che il sottoscritto è in migliori condizioni fisiche ora, alimentato in maniera crudista-vegana, che quando era carnivoro. L’ho scoperto osservando i sintomi sopra elencati (cfr. 5), ma anche con pressione arteriosa. Fin dalla prima volta che l’ho misurata, a 16 anni, la mia era sempre dell’ordine dei 90-130. Negli ultimi anni era arrivata a 95-140, valori che prospettavano l’uso delle famose pastiglie per controllarla, che già qualche mio amico (convinto carnivoro) deve prendere. Da quando ho cambiato dieta il valore si è abbassato, senza bisogno di pastiglie, a 80-120!

    Insomma la salute non si certifica con i sondaggi “a maggioranza”. Un bell’elenco di persone vegetariane (o vegane, e comunque composto anche di famosi atleti sportivi) si trova qui http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Vegetariani.

    13.                       Ma si è aiutati nel cambiamento del regime alimentare?

    Subentrano vari fattori, non ultimo il fatto che in tema di alimentazione possono sorgere gli stessi contrasti che vedi tra tifosi politici, religiosi e sportivi. Perché alla fine ci si trova a discutere con le persone che “vogliono il nostro bene”, di solito famigliari o amici preoccupati del nostro deperimento fisico qualora non ci nutrissimo con la famosa “bistecca rossa”. Chi inizia un percorso alimentare vegetariano deve affrontare anche questi ostracismi e saperli vivere senza voler convincere gli altri ma allo stesso tempo senza farsi trascinare indietro rispetto alla propria mèta.

    14.                       La dieta è sufficiente per una corretta salute?

    Direi che è fondamentale ma non è l’unico elemento per vivere bene: “Mens sana in corpore sano” va letta anche a rovescio.

    Per tonificare il corpo e migliorare la concentrazione aggiungerei anche lo yoga, che personalmente adoro. E ovviamente frequentare posti in cui si respira aria pulita e si vedono bei paesaggi...

    15.                       Ci sono testi che spiegano in dettaglio quanto mi hai scritto?

    Moltissimi. Ti consiglio il seguente che sto leggendo: “Alimentazione Naturale” di Valdo Vaccaro. E’ divulgativo ma contiene dettagli precisi sulla dieta vegetariana e una buona dose d’informazioni ben catalogate.

    Lodovico Mazzero

    www.macrolibrarsi.it/libri/__alimentazione-naturale-libro.php?&pn=352

    (28/11/2012 Tg0-positivo)