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  • Agenda digitale Italia, il futuro è già qui

    Agenda digitale Italia, il futuro è già qui

    Non c’è dubbio che la diffusione delle tecnologie Internet abbia mutato profondamente la nostra esistenza, un po’ come accadde quando l’automobile si diffuse su larga scala. La nostra vita quotidiana sarebbe, ormai, inimmaginabile senza le applicazioni disponibili su Web.

    Tuttavia, pur tra tanti sforzi prodotti e impegni profusi da amministrazioni pubbliche e imprese, a oggi il territorio veneto non garantisce ancora in modo uniforme l’utilizzo delle tecnologie Internet.

    Se n’è parlato qualche giorno fa all’incontro “Agenda Digitale Italia”, organizzato da Unindustria Treviso e Camera di Commercio di Treviso per lo sviluppo dell’economia del Nord Est e di tutto il Paese. Un tema divenuto di grande attualità e di improcrastinabile attuazione anche alla luce del recente Decreto Sviluppo (denominato significativamente Crescita 2.0) che prevede un ampio intervento di innovazione digitale in molteplici ambiti del rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Nodo nevralgico della questione è proprio la diffusione di infrastrutture per telecomunicazioni a banda larga. Le reti a banda larga, infatti, sono essenziali, in un panorama di internazionalizzazione delle imprese venete e di attrazione di investimenti esteri. “Resta, però, il problema del digital divide, ovvero di una inadeguata disponibilità di banda in molte parti anche del territorio trevigiano – ha spiegato Nicola Tognana, presidente di Camera di Commercio -, un dato che penalizza le attività economiche e i cittadini e diventa un handicap per le nuove iniziative di sviluppo necessarie ad affrontare la crisi”. Lo sviluppo, però, volenti o nolenti, ormai passa proprio per di qui: “Lo Stato deve rinnovare se stesso – ha aggiunto Ennio Bianco, vicepresidente di Unindustria Treviso -, certo deve ridimensionare il proprio debito, recuperare la fiducia, posti di lavoro ma anche muoversi in questa direzione. Le tecnologie non sono il fine, ma il mezzo per uno sviluppo, perché il modello organizzativo per distretti non tiene più, c’è una polverizzazione di piccole aziende che trova difficoltà a esistere. Con queste nuove tecnologie, si potranno creare ‘nuovi’ distretti che comunicano tra loro. Le città cosiddette ‘intelligenti’ fondano la propria natura su di un modello di sviluppo sostenibile ma se si vorranno fornire nuovi servizi a prezzi accessibili si dovrà passare attraverso l’agenda digitale”. In Italia, il decreto legge 179 del 18 ottobre 2012 ha già fissato uno spartiacque che potrebbe davvero traghettare il nostro Paese al digitale, pur tra tante contraddizioni e scetticismi, in un futuro molto ravvicinato. Ma quali sono alcune novità? La legge prevede la creazione di un documento digitale unico che metta insieme la carta di identità e la tessera sanitaria dei cittadini italiani; l’attivazione di un domicilio digitale per il cittadino dove la pubblica amministrazione possa inviare specifiche comunicazioni; l’interoperabilità delle anagrafi italiane; il biglietto unico elettronico; un fascicolo elettronico dello studente con i suoi dati; l’adozione progressiva dei testi scolastici digitali; un fascicolo sanitario elettronico con i dati socio sanitari del soggetto, consultabili da qualsiasi postazione in qualsiasi momento; cartelle cliniche digitali; obbligo per la pubblica amministrazione di accettare i pagamenti in formato elettronico e tante altre disposizioni ancora.

    “Si tratta di una legge – ha dichiarato Roberto Scano, che al Ministero dello Sviluppo Economico partecipa alla cabina di regia per l’Agenda digitale italiana – che sostiene l’innovazione necessaria a far dialogare la cittadinanza e la pubblica amministrazione, attraverso novità che cambieranno il nostro modo di vivere”.

    (27/11/2012 Tg0-positivo)