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La prima delle cose necessarie è non spender ciò che non si ha (M. D'Azeglio)

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  • Progettare spazi verdi Autore: AAVV

  • Riqualificare e rigenerare per inquinare meno

    Riqualificare e rigenerare per inquinare meno

    Il nostro Paese, con 10 milioni di case realizzate tra il 1946 e il 1971, è in cima alla classifica europea per numero di abitazioni costruite negli anni ’50 e ’60. È un patrimonio immobiliare sempre più inadeguato, sia sotto il profilo tecnologico che del risparmio energetico, a tutto svantaggio del suo stesso valore. Secondo dati Istat, il 37% del costruito dal 1947 a oggi ha infatti standard modesti e privi di risparmio energetico, con i costi che ne conseguono per i cittadini. In Veneto, per esempio, ci sono numerosi edifici pubblici con queste caratteristiche: scuole, uffici, alloggi Ater che spesso versano in condizioni strutturali pessime e presentano standard energetici bassissimi.

    Riqualificare, rigenerare e intervenire sull’esistente per rilanciare allo stesso tempo anche un settore come quello edile in completa crisi è l’intento comune raggiunto nell’assemblea annuale dell’Ance trevigiana, convocata qualche tempo fa al Castello di S. Salvatore di Susegana.

    Le aree urbane, in primis, rappresentano un fattore strategico per la crescita e la competitività del nostro Paese, a patto però che si miri a raggiungere anche una diffusa qualità di vita.

    Edilizia in bonaccia

    “Siamo nella bonaccia più opprimente – ha dichiarato Claudio Cunial, presidente di Ance Treviso, aprendo i lavori -, senza approdi e senza forza per remare. Questa crisi ha chiuso un ciclo economico e sociale, che non tocca solo il settore delle costruzioni. E sta arrivando un nuovo ciclo. Come ci presentiamo noi oggi?”

    La parola d’ordine è ripensare una ‘nuova città’ e puntare a una riqualificazione sostenibile. Le istituzioni infatti, fino a oggi, non hanno sviluppato strategie comuni sulla qualità urbana e sulla politica dei trasporti, tenendo conto dei costi dell’abitare e delle tipologie edilizie: “Servono oggi case più piccole e ad alta efficienza energetica, con servizi comuni” ha sottolineato il presidente dell’Ance trevigiana. Ma non è facile, se si pensa che il Veneto è la sola regione del Nord a non aver disposto un sistema di certificazione energetica regionale, mentre Lombardia e Piemonte sono già ben più avanti. Un passaggio obbligatorio per creare un mercato diverso bastato sulla riqualificazione e sulla sostenibilità, dove ognuno deve mettere la propria parte, banche in primis: “Le banche hanno beneficiato delle agevolazioni della Bce, ma al territorio non è arrivato il corrispettivo. Servono banche specializzate e vicine al territorio stesso, alla sua gente. Se non vi è produzione di reddito, lo Stato non avrà risorse per reggersi. Il Governo sta cercando di aggiustare il bilancio per evitare la procedura fallimentare” ha aggiunto Cunial.

    La Germania intanto, mentre la crisi dilaga, è ovviamente già avanti anni luce. Ragionando sul consumo deleterio del suolo, la Merkel ha preteso lo 0% di costruito all’anno: “Il nuovo non funziona più, non è più interessante – ha spiegato Sara Marini, docente Iuav Venezia – Si ricicla tutto, ci si guarda intorno. Le terre nuove da colonizzare, in sostanza, sono quelle che esistono già”.

    Detroit, una città fantasma che insegna

    Fino al 1960, Detroit era una delle città più importanti d'America, una metropoli industriale con una popolazione di quasi due milioni di abitanti. Nella prima metà del XX secolo i suoi edifici sono stati monumenti al suo successo e alla sua vitalità. Ora, all'inizio del ventunesimo secolo, quei monumenti sono in rovina: sembra quasi che una bomba sia stata sganciata su "Motor city" lasciando le rovine di una civiltà ridotta ormai a meno di 800 mila abitanti. “Detroit è una delle tante grandi città del mondo ‘che si restringono’, dopo aver visto un enorme sviluppo e una grande ricchezza, alle quali hanno fatto seguito una crisi economica – ha spiegato Alessandro Coppola del Dipartimento Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano, autore di “Apocalypse Town” (Laterza Editore) – L’economia in contrazione, classe medio-alta che se ne va, collasso del mercato immobiliare laddove il 33% delle unità immobiliari costa meno di 50 mila dollari, con un ritorno alla natura dove prima c’era la città... Oggi Detroit è tutto questo e ci deve far riflettere profondamente”.

    Torino, una città che si ripensa

    Seimila metri quadrati di destinazione terziaria vicino al centro di Torino, con edifici in parte rimasti al grezzo e in parte diventati uffici nel 1978. Il piano terra è stato di recente ristrutturato e suddiviso in spazi che sono diventati come dei piccoli ‘Lingotti’. “È una sorta di ‘fabbrica del futuro’, una toolbox per appunto, una scatola per attrezzi dove si trova tutto quello che serve, ben composto e ordinato – ha commentato Aurelio Balestra, responsabile del Progetto “Tool Box Coworking” di Torino – In questa area si sono create delle interessanti e flessibili offerte di affitto ai lavoratori autonomi, sia per tempo che per spazio. Si affitta la scrivania a 250 euro al mese e si condividono la connessione a banda larga, il fotocopiatore, la reception, luoghi per telefonare ma anche spazi ricreativi come il calcetto, il ping pong, la cucina, la hall e spazi per i convegni, oltre a un laboratorio con stampanti 3D dove è possibile costruirsi letteralmente il prototipo oggetto della propria idea progettuale”. La “Tool Box Coworking” di Torino, però, si è ripensata anche come spazio sostenibile con uso dell’acqua pubblica, della raccolta differenziata, di prodotti equo solidali, di fonti rinnovabili e di collegamenti attraverso blog, Facebook e Twitter per citarne alcuni. “Sono arrivate anche delle multinazionali – ha aggiunto Balestra –, alle quali piaceva l’idea di un luogo così dinamico”.

    Primi passi in Veneto

    Anche nel Veneto ci sono esempi così ‘evoluti’ che puntano a recuperare l’esistente, reinventando spazi e attività: la Filanda di Campocroce con un terziario direzionale e un centro per manifestazioni pubbliche; l’Antiruggine di Castelfranco Veneto dove si incontra la gente in modo diverso dai teatri ufficiali; il Lanificio Conte di Schio; la Fornace di Asolo, un incubatore di impresa dove nascono e si sviluppano nuove idee imprenditoriali.

    Riadattare e riutilizzare, una sapienza antica

    La gente trevigiana ha fatto la sua fortuna anche grazie al risparmio e alla capacità di recuperare e riutilizzare il più possibile. I grandi successi che ottiene, per esempio, la raccolta differenziata dimostrano come i trevigiani siano particolarmente sensibili a non gettar via, ma a recuperare il più possibile anche dai rifiuti. Spingersi verso quella direzione, dunque, non è impossibile: “Per molto tempo abbiamo coltivato il sogno che il ciclo green ed ecologico – ha sottolineato Stefano Micelli, docente universario a Ca’ Foscari di Venezia – si sostituisse a quello hi tech, tecnologico. Ma sarà difficile. Riutilizzare e riadattare, ad esempio, può essere invece una frontiera di miglioramento tutt’altro che insignificante. Iniziamo, infatti, a intravedere segnali molto interessanti di trasformazione del tessuto urbano e delle costruzioni”.

    (01/10/2012 Tg0-positivo)