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Macrolibrarsi.it presenta Argital: Cosmetici naturali senza conservanti

Dice il saggio ...
"Se nel tempo della passione siamo tentati di chiamare nostro bene ciņ che si oppone al bene altrui, all'ordine, non possiamo perņ persuadercene (S.Pellico)

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  • Il dottor Max Autore: Dego Giuliano. Editore: Rizzoli. Medicina alternativa

  • acqua

    Quale futuro per l'acqua potabile?

     

     

    Gli scenari che da tempo si prospettano per quanto riguarda la disponibilità di acqua per il futuro dell'umanità ritraggono la medesima afflitta da carenze - spesso drammatiche - di risorse idriche. Una carenza che, di fronte allo sviluppo demografico ed economico di vaste regioni della terra (spesso poi quelle più povere di acqua) si rivela in tutta la sua attuale e potenziale drammaticità. Purtroppo, a onta di quanto affermano tutti i manuali scolastici (che parlano della superficie del nostro pianeta per lo più ricoperta d'acqua), solo il 2,5 per cento di quest'acqua è "potenzialmente" potabile (e potenzialmente significa che allo stato attuale delle cose non lo è "necessariamente"). Recente allarme per un fenomeno di fusione ritenuto anomalo riguarda i ghiacci dell'Artico: la recente rivista "TIME" del settembre scorso riporta una piccola ma eloquente foto, inserita in un articolo che associa tale fenomeno all'aumento della temperatura del globo: subito certi scienziati hanno cercato di ridimensionare la gravità del fatto asserendo che "la fusione dei ghiacci dell'Artico è un fenomeno che si è sempre verificato". Sta il fatto comunque che il "lago" creatosi alla latitudine 90° non lo si era mai visto fino a ora... L'inquinamento delle falde che scorrono sotto gli agglomerati urbani, così come quello dovuto ai pesticidi utilizzati in agricoltura e altri derivati industriali pericolosi (es.: alogeno - derivati organici) contribuisce ad aggravare la situazione. Nel mondo attualmente circa un miliardo e duecento milioni di persone sono prive di acqua potabile; nel 2025 potrebbero diventare due miliardi e mezzo.

    Le malattie legate in qualche modo alla cattiva qualità dell'acqua si portano via ogni anno quasi tre milioni di esseri umani, soprattutto bambini: e dicendo bambini anche il cuore più indurito non può non sussultare. Contemporaneamente i 25 milioni di "profughi ambientali" che si aggirano per il globo alla disperata ricerca di cibo e acqua eccedono di gran lunga i cosiddetti profughi di guerra. E d'altra parte nel determinare gli equilibri geopolitici di vaste aree del globo (e quindi le stesse sorti della pace e della guerra) le risorse idriche hanno un rilievo certo non marginale. Rammentate lo stato di tensione che si innesca tra Turchia e Iraq ogni qualvolta la Turchia accenna al progetto di ridurre le portate dell'Eufrate per la costruzione di centrali idroelettriche? La diminuzione e il degrado qualitativo delle acque costituiscono in sintesi una delle più gravi minacce del secolo entrante. E proprio al significato da attribuire alla parola "gestione" delle risorse idriche sono state dedicate discussioni avvenute al secondo "World Water Forum", tenutosi a fine marzo all'Aja, con la partecipazione di 115 delegazioni nazionali e 34 rappresentanti di organizzazioni internazionali e non governative. Finora in realtà ne sono sortite solo indicazioni di carattere generale, riassumibili nell'esigenza di trattare l'acqua come una "risorsa economica" a tutti gli effetti.

    A. Saragosa su "Le Scienze" di alcuni mesi fa riferisce interessanti progetti che riguardano il rifornimento idrico della città di Los Angeles in California. Il "Los Angeles Department of Water and Power" (Ladpw) che si occupa di fornire acqua potabile ai quasi 4 milioni di abitanti della città di Los Angeles, ha iniziato la costruzione di due impianti molto particolari: riceveranno acqua potabile dagli scarichi degli impianti di depurazione delle acque nere. Los Angeles, costruita in zona semidesertica, ha sempre avuto grossi problemi ad approvvigionarsi di acqua: giganteschi acquedotti portano il prezioso liquido dalle Montagne Rocciose, ma il continuo aumento della popolazione, l'impiego da parte dell'agricoltura e, ultime arrivate, le richieste degli ambientalisti di utilizzare parte dell'acqua di alcuni bacini per ripristinare gli ecosistemi naturali, stanno rapidamente portando la situazione a livelli di emergenza.. D'ora in poi quindi gli scarichi delle fogne di Los Angeles non saranno più sommariamente depurati e scaricati in mare, ma verranno raccolti e riutilizzati. Nell'impianto in costruzione vicino all'aeroporto di Los Angeles, le acque nere saranno filtrate attraverso a letti di carbonio attivo, clorate, ulteriormente depurate depurate e reimmesse nelle tubazioni dell'acqua potabile.

    Nell'impianto della St. Ferdinand Valley, invece, una quantità molto maggiore di acque in uscita da un depuratore, verrà filtrata e reimmessa sotto terra, in un'importante faglia idrica, stabilizzandone le riduzioni di portata dei periodi di siccità. L'acqua verrà poi ricaptata da pozzi situati a grande distanza, in modo che il percorso sotterraneo completi la depurazione. Il primo impianto richiederà un investimento di soli 6 milioni di dollari, il secondo ben più grande di 55 milioni. Il Ladpw definisce queste tecniche di potabilizzazione una versione accelerata del processo di depurazione naturale. Del resto, aggiungono i tecnici, i sistemi sono simili a quelli impiegati nelle capsule spaziali.

    Chissà se gli abitanti di Los Angeles gioiranno di avere questa esperienza di vita in comune con gli astronauti?!

     

    Paolo Magnani, da "Il Chimico Italiano", gennaio-febbraio 2001, pag. 25-26

    (06/06/2001 Tg0-positivo)