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  • La dislessia, quella signora sconosciuta

    La dislessia, quella signora sconosciuta

    Da Treviso nuove tecniche per affrontare questa alterazione della percezione

    Grandi geni ma con un grande problema: la dislessia. Leonardo da Vinci e Agatha Christie, Albert Einstein e Pablo Picasso erano dislessici, ossia soffrivano di “alterazione dell’ equilibrio tonico muscolare, conseguenza di un disturbo del sistema di ricezione e/o integrazione della informazione sensitiva e/o propriocettiva”. Eppure, la nostra Storia non sarebbe tale senza di loro. Questo disturbo infatti è più diffuso di quello che si pensa e, per lo stesso motivo, più ignorato di quello che si crede. A parlarne, qualche tempo fa in una conferenza organizzata presso la Libreria Lovat di Villorba il trevigiano Carlo Perissinotto, noto medico chirurgo, specialista in Ortodonzia e Odontoiatria, che ha illustrato nuovi metodi per correggere le alterazioni percettive alla base della dislessia, evidenziando come l'informazione percettiva possa essere corretta in molti modi, ad esempio intervenendo sulla postura e perfezionando la coordinazione di deglutizione e respirazione.

    I dislessici erano spesso i compagni di classe che non riuscivano a imparare a leggere, che facevano un’enorme fatica, che affastellavano le lettere in una confusione che faceva perdere la pazienza. I dislessici, oggi, non vengono scartati dalla società, sono loro a scartare la società per evitare il disagio che ne consegue a stare in essa col proprio problema. Senza sapere che oggi un certo tipo di occhiali con prismi posturali attivi, con l’alph (stimolatori propriocettivi indorali che attraverso la sensibilità della punta della lingua inviano indicazioni di riprogrammazione sensoriale) o con la correzione della postura mediante suolette speciali, per esempio, potrebbero rendere la loro vita migliore: “In questo sistema gli occhi, la lingua, la respirazione e i piedi e la loro integrazione continua hanno un ruolo fondamentale. Nella postura dei dislessici i muscoli tirano in modo diverso e il cervello manda segnali differenti. Ma non sono meno intelligenti – ha dichiarato Perissinotto, presentando le sue ricerche – Li si può riconoscere dal fatto che preferiscono scrivere in stampatello, che scambiano il rotondo con l’ovale e piegano la testa per guardare le cose, perché cercano di raddrizzare l’immagine, l’orizzonte che hanno davanti. Col risultato che da adulti soffriranno di cervicali e mal di schiena. Quando leggono, poi, non sanno su che riga stare e così chiudono i libri per la disperazione. Bisogna dunque cambiare la loro percezione visiva, affinché possano vedere il mondo dritto senza piegarsi. Dai miei studi e dalle mie ricerche, posso dire che il miglioramento è immediato e serve come minimo un anno di terapia. Nei bambini riusciamo così a correggere il problema, negli adulti ad alleviare i dolori fisici derivati nel tempo. Questa strategia terapeutica non vuole essere in contrasto con altre praticate in altri settori, ma dare il suo contributo”. Per info 0422 421971.

    Paola Fantin

    (07/03/2012 Tg0-positivo)