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  • Storia dei cartai e stampatori in Veneto

    Storia dei cartai e stampatori in Veneto

    Nacquero in Provincia di Treviso già dalla seconda metà del XIII secolo e furono i primi opifici d'Italia a produrre carta con l'uso degli stracci in quantità che raggiunsero i massimi picchi di produzione soprattutto con la Repubblica di Venezia che ne fece la seconda attività manifatturiera del territorio. "Cartai e stampatori nel Veneto" è il volume presentato la scorsa settimana al Relais Monaco di Ponzano Veneto (Tv) dalla Marchi Group (secondo gruppo italiano nel settore delle carte per editoria e stampa) che dopo aver acquisito nel 1989 la Cartiera di Toscolano, ha esteso il proprio marchio nel 1998 anche alla Cartiera di Villorba (Tv) venendo così a operare in un'area di antiche tradizioni cartarie.

    "Cartai e stampatori nel Veneto" è dunque il terzo volume di una serie di cui fanno parte "Cartai e stampatori a Toscolano" e "Il libro nell'Italia del Rinascimento", puntuale e ben documentato excursus sulla storia della produzione della carta dalla fine del Duecento ai moderni stabilimenti odierni. Curato da Giovanni Luigi Fontana (docente di Storia economica all'Università di Padova) e da Ennio Sandal (direttore della Biblioteca civica di Verona), il libro fornisce una chiara panoramica di questa vicenda storica, analizzando in particolare alcune localizzazioni situate nel Trevigiano (Visnadello-Villorba-Fontane ma anche Vittorio Veneto-Cenedese-Serravalle lungo l'asta del Meschio già sede di un intenso sfruttamento energetico con folloni, magli, mulini, segherie e filatoi da seta in una zona strategica a confine con il Bellunese, il Cadore e la Germania, attraverso il Fadalto da una parte e verso il Friuli Orientale dall'altra) e nel Vicentino, favorite nei secoli da corsi d'acqua e dal tramandarsi delle conoscenze di antichi mestieri. Dopo l'introduzione della stampa solo a Venezia e a Brescia questa nuova arte conobbe una presenza continua, almeno fino alla seconda metà del XVI secolo quando favorite dall'interesse delle amministrazioni locali le tipografie si diffusero progressivamente anche in luoghi minori della Serenissima. Uno sviluppo al quale non furono estranei i produttori di carta. Nel XVII secolo Vicenza divenne il più importante centro di produzione della carta come documenta anche la fornitura di balle di carta che dal Garda arrivarono al grande Aldo Manuzio che doveva portare a termine la stampa della "Cornucopia" dell'illustre umanista Niccolò Perotti.

    "A fine '400 e per tutto il '500 il distretto di Carbonera (Pezzan, Biban, Mignagola) - scrive uno degli autori, Danilo Gasparini, parlando del periodo più fecondo per la cartiera trevigiana - rimane il solo grosso polo produttivo - In contesti e congiunture generali del tutto particolari si impiantano e si sviluppano le cartiere del Cenedese a opera di maestranze salodiane. A partire dalla seconda metà del '600... nasce il polo di Visnadello-Villorba-Fontane e tutta la cintura suburbana di Selvana, Fiera, S.Maria del Rovere fin dentro la città". Il settore si svilupperà a tal punto che nel 1700 il Podestà D. Pisani scrisse in una relazione datata 1762: "In numero di sei le cartere, che assiduamente travagliano ne' suburbj di quella città , altre vinti circa se ne contano nelle ville del territorio ed alquante di là di Piave a Ceneda e Conegliano. Detratto lo spazzo ben tenue che delle manifatture acenate, massime de' panni e carta può farsi nella Provincia, passano esse per le dogane di Treviso e di Mestre a questa Dominante donde nella maggior parte vengono inoltrate per mare alle scale del Levante". Una storia dunque ricchissima di sapere e tradizioni che si tramandano di padre in figlio preparando il terreno alla ricchezza imprenditoriale che caratterizza oggi il Veneto.

    "Cartai e stampatori nel Veneto" appare subito come un libro ricco di saggi e di ricerche talvolta inedite: Maria Nicoletta Simone esamina le origini della produzione cartaria nella provincia di Vicenza e presenta un importante documento del 1588 sulle cartiere di Dueville e di Vivaro; Giampaolo Cagnin invece si cimenta con uno studio sulle cartiere trevigiane nel Medioevo mentre Walter Panciera riassume la storia della cartiere nel Veneto Occidentale dalla metà del '500 alla metà dell' '800. A Danilo Gasparini invece è affidato il compito di fare uno zoom nello stesso periodo storico sulle cartiere della Marca. Concludono l'opera gli stessi Fontana con un saggio sulle vicende tecnico imprenditoriali dell'industria cartaria e Sandal con una ricerca sulla stampa e commercio dei libri sotto la Serenissima Repubblica. Da corollario splendide pagine miniate dei più rari incunaboli veneti e di celebri episodi di pittura veneta dove appaiono in qua e in là carte, cartigli, pergamene a testimoniare il ruolo fondamentale rivestito dalla cultura libraria nel territorio veneto e in tutta la Repubblica Veneta.

    (30/05/2001 Tg0-positivo)