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  • Certificare la qualità nel mondo globale

    Certificare la qualità nel mondo globale

    Un appello lanciato dal Consorzio di tutela della Doc Prosecco

    Certificare la qualità, per una maggiore garanzia dei produttori e consumatori, anche attraverso la lotta senza quartiere alla contraffazione. È quanto ha affermato Fulvio Brunetta nel corso del convegno, svoltosi qualche giorno fa a Portobuffolè, “Certificare la qualità”, promosso dal Consorzio di tutela della Doc Prosecco. Il Consorzio, a oggi, riunisce i produttori, i trasformatori e gli imbottigliatori di cinque province venete (Treviso, Venezia, Padova, Vicenza, Belluno) e quattro province friulane (Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste) – si tratta di oltre 8 mila aziende distribuite entro le due regioni -, allo scopo di tutelare la qualità e il nome del Prosecco Doc – suddiviso nelle tipologie tranquillo, frizzante, spumante e prodotto da vitigni complementari sino a un massimo del 15% formati dal Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot Nero -, gestire e monitorare le aree di coltivazione e le produzioni, migliorare i rapporti della filiera, promuovere il Prosecco Doc sui mercati nazionali e internazionali.

    “Con 1.500.000 di ettolitri e circa 200 milioni di bottiglie della vendemmia 2011 – ha spiegato il presidente del Consorzio – la denominazione rappresentata dal nostro Consorzio si attesta a tutti gli effetti come la prima in Italia sia in termini di volume che in termini di valore complessivo. Un patrimonio che va assolutamente tutelato sia a garanzia del mondo produttivo, sia a favore dei consumatori che costituiscono la chiave del nostro successo”.

    Lo scorso anno sono stati prodotti dunque 1.162.000 ettolitri di Prosecco Doc per un totale di circa 155 milioni di bottiglie immesse nel mercato. La tendenza quindi è di un incremento annuo della produzione di circa 50 milioni di bottiglie. A oggi, vi è infatti un aumento medio della domanda di Prosecco che si attesta a circa il 6% annuo e, complessivamente, la produzione è destinata per il 40% al consumo interno, mentre il restante 60% va all’export. Destinazioni principali sono gli Usa e Canada, Giappone, Russia, Paesi Baltici, Austria, Germania e Regno Unito. Ma lo spettro della contraffazione non smette di turbare i sonni di tutti: “Abbiamo un ruolo internazionale – ha aggiunto Brunetta – e vogliamo concentrarci sul made in Italy, tutto da difendere. Stiamo parlando infatti di 60 miliardi di euro di contraffazione”. Di garanzie, nel corso del convegno ha parlato anche Alessandro De Polis, direttore pianificazione e sviluppo dell’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, che ha illustrato i sistemi di sicurezza del Contrassegno di Stato che dal primo gennaio 2012 dovrà essere apposto su tutte le bottiglie di Prosecco Doc, mentre Amedeo De Franceschi, Ispettorato Generale del Corpo Forestale dello Stato, ha sottolineato l’impegno dell’ente nell’ambito di un programma di attività di repressione delle frodi tra le forze di polizia di Interpol e Eurogol, che di recente ha visto protagonisti all’Aja due eccellenze dell’enologia europea: lo Champagne e il Prosecco, con l’intervento dei rispettivi Consorzi.

    Paola Fantin

    (09/12/2011 Tg0-positivo)