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  • La PNL e la Magia del Linguaggio

  • Cento canti popolari della Marca trevisana

    Cento canti popolari della Marca trevisana

    Mazzotti, Cancian e Zanon

    Editrice Canova

     "Le canzoni che qui si ripropongono all'attenzione dei trevigiani furono 'cantate in coro' nel 1938 da Sante Zanon, Sante Cancian e dal sottoscritto che - rimasto solo - vuol ricordare i due cari amici di quei tempi: un musicista a cui non è stato reso ancor l'omaggio che gli compete e un disegnatore di straordinaria bravura la cui opera non è ancora valutata quanto merita". Scriveva così Giuseppe Mazzotti, nel lontano 1938, presentando la prima edizione di "Cento canti popolari della Marca trevisana", preparata dai tre intellettuali trevigiani Sante Zanon, Sante Cancian e Giuseppe Mazzotti in occasione della Mostra delle Arti, dei Costumi e delle Tradizioni popolari. Un'opera ristampata di recente, nel 1999, sempre dalla casa editrice Canova e che offre un importantissimo spaccato di vita trevigiana dell'epoca che solo il sodalizio vincente dei tre intellettuali avrebbe potuto realizzare. Un'opera riproposta soprattutto quest'anno di ricorrenza del 20° anniversario dalla scomparsa di Giuseppe Mazzotti, inaugurato qualche giorno fa in provincia di Treviso. "Con l'entusiasmo di scopritori di opere d'arte o di reperti archeologici - sottolineava Mazzotti - i canti furono raccolti dalla viva voce di contadini e di artigiani che portavano avanti le loro opere ripetendo, quasi inconsciamente, docili ritmi. Altri, ascoltando le donne di casa, sempre pronte a cantare mentre sfaccendavano, altri infine ci furono fatti conoscere dagli stessi allievi di Sante Zanon. In mancanza di moderni 'registratori' Sante Zanon trascriveva velocissimamente su un suo quadernetto la linea melodica delle canzoni, a mano mano che gli venivano fatte conoscere, Sante Cancian riuscì a illustrare l'edizione originale eseguendo 80 disegni in un solo pomeriggio, sul balcone della tipografia..."

    Tre uomini che hanno fatto dunque la storia non solo di Treviso ma di tutta la cultura italiana. E che meritano la massima attenzione. Come Sante Cancian, al quale due anni fa la Provincia di Treviso ha dedicato un'importante mostra monografica e che come ricordato dall'assessore Marzio Favero diede una svolta alla cultura dell'epoca: "Cancian fu un grande artista che ebbe la sventura di esser stroncato da una morte prematura. Fu un artista del '900 capace di confrontarsi con le conquiste dell'avanguardia. Si cimentò con la pluralità dei linguaggi e approfondì la crisi dell'individualità personale. Fu tutt'altro dunque che un intellettuale di provincia. Il suo contributo fu infatti notevole: basti solo ricordare come prima di qualsiasi altro abbia capito il valore di certe produzioni artistiche come i manifesti pubblicitari, che sono oggi alla base della comunicazione moderna. Ma insieme a Mazzotti e Zanon capì soprattutto l'importanza della cultura popolare che non visse mai in chiave intellettualistica ma in tutta la sua essenza".

    (01/09/2000 Tg0-positivo)