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Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: No Impact Man - Mt0

Dice il saggio ...
Il mangiare è uno dei quattro scopi della vita umana: ma quali siano gli altri tre non l'ho mai saputo (M.Montaigne)

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  • Voraci come cavallette, l'impronta ecologica

    Voraci come cavallette, l'impronta ecologica

    Un test effettuato dal Collegio Pio X di Treviso

    Gli adulti hanno sempre più bisogno di trovare sé stessi, tra le pieghe di un mondo che non si riconosce più. Non è facile, perché spesso non c’è il tempo per fermarsi a meditare e a decidere vie differenti. Ma forse la soluzione è più vicina di quello che si pensi... nelle proprie case.

    La scuola, infatti forma i figli perché diventino futuri leader di un mondo sostenibile, equo, in pace e quello che apprendono viene condiviso in famiglia, influenzando potentemente le abitudini degli adulti. Proporre vie di riflessione e confronto con personaggi chiave del nostro tempo è il fil rouge che ha accompagnato passo passo gli studenti del Collegio Pio X di Treviso nell’ambito della “Settimana della cultura e della scienza – Fondazione Collegio Pio X per la Città”.

    Di grande spessore e umanità, i personaggi che si sono avvicendati tra martedì e venerdì scorso hanno portato tra i ragazzi le proprie esperienze concrete, i successi, le paure ma anche tanto ottimismo su quanto si può realmente fare, ognuno per la sua parte.

    Voraci come cavallette: l’Impronta Ecologica

    Martedì 25 ottobre il dottor Philippe Pypaert, responsabile per l’Europa dei Programmi ambientali dell’Unesco, ha incontrato i ragazzi della II Media del Collegio Pio X per analizzare con loro i risultati della prima applicazione ad una scuola italiana del calcolo della propria Impronta Ecologica, ovvero la misura dell’impatto che ha sul nostro Pianeta una comunità come la scuola.

    I ragazzi del Pio X lavoravano già da un anno sul progetto educativo con l’Unesco, che rappresenta un contributo originale e fattivo allo sforzo di Educazione allo Sviluppo Sostenibile promosso dalle Nazioni Unite sotto la leadership dell’Unesco. Su indicazioni del dottor Pypaert e sotto la guida dei loro insegnanti, essi hanno raccolto i dati relativi ai consumi della comunità del Collegio relativi a cinque aree fondamentali: cibo, trasporti, energia, acqua e rifiuti. Una volta elaborati, questi dati sono stati inseriti in un calcolatore disponibile in rete che ha restituito, proprio martedì 25, un primo riscontro statistico dell’Impronta Ecologica del Collegio e il primo output del calcolatore per l’Italia. Si è scoperto così ogni studente, in un anno, a scuola, consuma 0.22 ettari, pari a più di 500 chili di Co2. “Cresce la popolazione e crescono i consumi – ha dichiarato lo studioso – I problemi arrivano quando c’è squilibrio, così per avere una percezione concreta di quanto sta accadendo si è approntato il metodo dell’Impronta Ecologica, misurata negli ettari ipoteticamente ‘percorsi’. Secondo i nostri calcoli, oggi, un cittadino veneto consuma 7.75 ettari del Pianeta a testa, mentre dovrebbe tenersi sotto i due ettari. Di questo passo, se tutti vivessero come noi, ci vorrebbero quattro pianeti. È importante cominciare a calcolare questa misura, proprio a partire dai ragazzi di una scuola, perché tra un anno potremo verificare cosa è successo e appurare se ci sono stati miglioramenti. Questo tipo di azione diretta e concreta incoraggia e spinge a far qualcosa, nel proprio contesto di vita”. L’attenzione dunque è tutta sul nostro Paradiso in Terra, che come dice una proverbiale frase ‘ci è stato affidato dalle generazioni future’ e che rischia invece di essere compromesso da azioni umane sconsiderate, che assomigliano sempre più al passaggio di voraci cavallette: “La nostra Terra – ha aggiunto don Mariano Maggiotto, presidente della Fondazione Collegio Vescovile Pio X – è un giardino consegnato da Dio all’Uomo, affinché lo custodisse e lo coltivasse. È bello che gli studenti se ne occupino in modo concreto ed un’occasione anche per gli adulti, che hanno un gran bisogno di essere educati e non c’è miglior richiamo dei loro figli proprio sullo spreco e sull’inquinamento”. Nella periodicità del monitoraggio sta perciò tutta la valenza didattica del calcolo dell’Impronta Ecologica, applicato alla scuola ed effettuato dagli studenti stessi: l’acquisizione di nuove conoscenze sullo stato del Pianeta che si trasforma in un agire cosciente e solidale con il resto del creato. “I nostri ragazzi, lo scorso anno hanno analizzato parole importanti come l’Impronta Ecologica – ha spiegato la preside delle scuole medie, Simonetta Garan – e sono andati in giro a fotografare luci, auto, cestini. L’intenzione adesso è diffondere a tutto il collegio i buoni comportamenti e l’anno prossimo a promuovere questa sensibilità anche in città e nella provincia”.

    Paola Fantin

    (04/11/2011 Tg0-positivo)