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  • La questione maschile

    La questione maschile

    All'origine della disuguaglianza tra uomo e donna

    L’emancipazione della donna è reale. Ma viviamo in modo scisso tra la pratica quotidiana di vita che la comprende e i nostri pensieri più profondi che ancora vedono una donna in posizione ancillare e l’uomo al centro di tutto. Se dunque di questione si vuol parlare, non deve più essere legata al mondo femminile, ma piuttosto a quello maschile che deve apportare, a sua volta, una rivoluzione/evoluzione. È la riflessione che Tiziana Agostini - letterata, studiosa dei problemi di genere e assessore alle Attività culturali, Cittadinanza delle donne, Cultura delle differenze al Comune di Venezia – sviluppa con dati ed esperienze alla mano nel suo ultimo libro “Alle radici della disuguaglianza” (Marcianum Press, € 16), presentato qualche giorno fa alla Libreria Lovat di Villorba. Passando dalla biologia alla filosofia, dalla letteratura al sistema mediatico, infatti, l’autrice dimostra come le disuguaglianze fra uomini e donne si siano cristallizzate con effetti drammatici sulla vita sociale (discriminazione, sfruttamento, esclusione dalle stanze del potere e violenza, in primis), ponendo le necessarie basi per costruire finalmente oggi una società plurale, che sappia valorizzarne le differenze.

    Il nostro tempo, dunque, è arrivato a un punto cruciale che bisogna affrontare quanto prima: “Questa tensione – spiega la Agostini – crea sofferenza nelle giovani generazioni che mi interessano più di tutto il resto. Le donne si sono emancipate, hanno fatto delle riflessioni su se stesse ma non si può dire altrettanto per gli uomini. Eppure, la società patriarcale è venuta meno fin dalla rivoluzione industriale, quando il mondo femminile, per convenienza economica, ne è stato coinvolto determinando così la sua emancipazione. La donna ha meditato su se stessa, ha compreso le differenze che la separano dall’uomo, anche di tipo fisico e ha cominciato così a fare i conti con i propri limiti. Ha acquisito una forza, perché la vita è fatta di limiti da affrontare e accettare e lei lo sa fare”. La donna dunque ne ha fatta di strada, ma adesso paga lo scotto di una società più libera che, proprio per questo, permette tutto: “La pubblicità ci confonde con modelli femminili e maschili non chiari, soprattutto nella moda o nelle pubblicità. Purtroppo le giovani generazioni hanno ereditato ben poco delle nostre battaglie ‘femministe’ – aggiunge la Agostini – Oggi, abbiamo il fenomeno delle ‘ragazze cattive’ che schiacciano i loro coetanei o fanno del corpo uno strumento di potere, in un meccanismo che rischia di attraversare l’intera società, dall’alto al basso. Il rischio dunque è perdere noi stessi. Allora se i maschi devono cambiare, le donne oggi devono ricordarsi chi sono”.

    (29/09/2011 Tg0-positivo)