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Dice il saggio ...
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  • Una vertigine chiamata Vita Autore: Osho. Editore: Mondadori.

  • Maternità, guida alla tutela della salute nel lavoro

    Maternità, guida alla tutela della salute nel lavoro

    Un vademecum stilato in provincia di Treviso

    Ogni giorno, dietro il banco del bar o alla cassa del supermercato o del negozio, lavorano con passione e professionalità fornendo un servizio alla comunità. Ma basta pensare a situazioni come quella della banconiera, spesso esposta a sbalzi termici, e alla movimentazione manuale dei carichi o all’utilizzo di alcuni mezzi di trasporto o alle tante mansioni del commercio dove è prevista una ‘stazione eretta prolungata’ per capire che le tante donne impiegate nel commercio, nel turismo e nei servizi possono correre veri rischi, che diventano pericolo durante la gravidanza.

    Capire come muoversi in tal senso e quali sono le prescrizioni per la richiesta di un’astensione anticipata dal lavoro è oggi possibile grazie al vademecum “Maternità: guida alla tutela della salute nell’ambiente lavorativo” presentato da Ebicom e realizzato, grazie alla collaborazione di Inail, Inps, Provincia di Treviso, Filcams-Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs-Uil Treviso, Ulss 9 e Spisal 7-8-9, Comando dei Vigili del Fuoco, Direzione provinciale del Lavoro, Terziario Donna-Confcommercio. “Il vademecum è suddiviso in schede di settore – ha spiegato Lidia Bellina, Spisal Ulss 9 di Treviso – dove vengono elencati i maggiori rischi per le donne, individuati col criterio della massima cautela. Per esempio, i vapori di benzina sono rischiosi anche in fase di allattamento, ma una postura incongrua, una eventuale movimentazione manuale dei carichi e una stazione eretta prolungata possono esseri altrettanti rischi per cui chiedere l’astensione anticipata. Le donne fanno sempre giri dispendiosi tra un ufficio e l’altro per capire come agire, questo strumento è un alleggerimento. È fondamentale che le donne conoscano i propri diritti, ma è altrettanto giusto dare il giusto peso ai rischi senza creare falsi allarmismi”. Solo nel 2010, in Veneto, la Direzione del Lavoro ha concesso 10.584 autorizzazioni per l’interdizione dal lavoro a donne in gravidanza, di cui 1.707 a Treviso. I rischi sul lavoro sono dunque una realtà anche per la donna: nel 2010, del resto, su 15 mila infortuni denunciati 4 mila erano al femminile, mentre su 400 malattie professionali 120 erano denunciate da donne. “Questo progetto comune è di estrema utilità – ha aggiunto Antonio Salvati della Direzione Inail – perché contribuisce allo sviluppo della cultura della sicurezza e migliora così le condizioni ambientali dei luoghi di lavoro, favorendo la conoscenza della normativa e la prevenzione dei pericoli. È un ottimo ausilio”. Il vademecum verrà distribuito attraverso ConfCommercio, le Ulss territoriali e sui luoghi di lavoro.

    (29/09/2011 Tg0-positivo)