Condividi: Ok Notizie Technorati Virgilio Facebook
Mail Tg0+Scrivi alla redazione di Tg0-positivo

Macrolibrarsi.it presenta il cofanetto: Dalai Lama Renaissance - Mt0

Dice il saggio ...
Il patriottismo è la virtù degli stolti. (Oscar Wilde)

Altri link utili nelle seguenti categorie di Tg0-positivo:
Tu sei unico » Riflessioni » Sociale

La libreria di Tg0-positivo - Cerca tutti i libri che vuoi e altri prodotti originali a prezzi speciali su Macrolibrarsi
  • La biologia delle credenze Autore: Bruce Lipton. Editore. Macroedizioni.

  • Dimmi la verità e ti dirò chi sei

    Dimmi la verità e ti dirò chi sei

    Illuminanti incontri del professor Luciano Franchin di Treviso

    “Dimmi la verità”. Un tema antico come il mondo, che ha appassionato poeti, filosofi e persone di ogni tempo. Che cos’è la verità? È la corrispondenza perfetta tra ciò che diciamo e ciò a cui ci riferiamo o no? E il linguaggio è sempre vero e corrisponde a ciò che ci viene detto?

    Se ne parlerà nelle prossime conferenze tenute dal professore di Filosofia del Liceo Scientifico “L. Da Vinci” Luciano Franchin nella sede dell’Alir, al Bosco del Respiro a S. Bona, i prossimi lunedì 23 e 30 maggio, alle ore 19.

    Si tratta di un vero e proprio viaggio nel tempo, attraverso i maggiori filosofi del pensiero occidentale per capire cosa è la verità, iniziato lunedì 16 con Parmenide e Platone, per proseguire il 23 con S. Tomaso e il 30 con Nietsche.

    “La filosofia nasce proprio così – spiega Franchin - , ponendosi questioni su domande grandi. Tra queste, quella sulla verità. La verità è nata con un’idea di fondo: quando diciamo delle cose, dietro esse hanno la corrispondenza perfetta con ciò che nominano. E la verità nasce dunque col problema del linguaggio. Cosa c’è dietro le parole? Secondo Parmenide, per esempio, il linguaggio dice la verità. Ed essa dove sta? Nell’Essere, inteso come totalità, come Natura, Dio”.

    Il mondo delle parole, dunque, non avrebbe senso se dietro non vi fosse qualcosa che lo sostiene, cioè l’Essere. Ciò che è. Gli alberi, il pavimento, noi e le parole che diciamo su noi stessi, per esempio. “Il linguaggio non può che esprimere questa realtà. Anche i cavalli volanti? Sì, se li hai pensati, vuol dire che esistono - aggiunge Franchin – È ciò con cui abbiamo a che fare. Perché quando pensiamo, pensiamo sempre a qualcosa e questa cosa c’è, anche in forma strana, come i sogni. Nessuno può dire che i sogni non esistono perché non hanno consistenza”.

    Anche Platone ne parla, soprattutto nel dialogo Cratilo dove il linguaggio non appare più come l’emergere dell’Essere, ma un atto convenzionale che diventa, attraverso la conoscenza dei nomi, l’unico modo per conoscere le cose. E a questo punto nasce la profonda esigenza umana di apprendere le cose dalle cose e non dai nomi. Un problema di grande importanza che ancor oggi fa discutere la nostra società con tutte le implicazioni ben note che passano proprio attraverso i mass media.

    Tre incontri imperdibili, dunque, anche grazie alla vasta conoscenza di Franchin e alla sua rara capacità di far amare la filosofia a chiunque.

    (17/06/2011 Tg0-positivo)