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  • La fine del mondo storto

    La fine del mondo storto

    Ospite all’agriturismo “Le Colline” di Vittorio Veneto, Mauro Corona parla del suo ultimo libro e del legame con la terra

    Un ospite speciale in agriturismo. Mauro Corona a tavola per una cena dove l’ingrediente principale è la cultura e il suo legame con l’agricoltura. Un menu inusuale quello proposto dall’azienda agrituristica “Le Colline” e dal suo titolare Giuseppe Gardin – presidente di “Turismo Verde” - che ha voluto far assaggiare il gusto dell’incontro tra la vita rurale e la cultura attraverso l’autore che nel panorama italiano oggi meglio lo rappresenta, Mauro Corona. Corona, scrittore, scultore, alpinista e autore dell’ultimo successo editoriale “La fine del mondo storto”. Un momento quindi di importante riflessione alla quale hanno preso parte anche il sindaco di Vittorio Veneto Gianantonio Da Re e Daniele Toniolo, presidente di Cia Veneto per coniugare “cultura, arte e agricoltura – ha dichiarato Gardin – perché vanno di pari passo, essendo tutte di prima qualità”.

    Un Mauro Corona inedito, dunque, quello ospite di un’azienda agrituristica di Turismo Verde, l’associazione degli agriturismi della Confederazione italiana agricoltori. “Prendiamo per esempio il buio – ha esordito l’Autore senza mezze misure – È una nostra dimensione eppure ne abbiamo paura perché ci hanno detto che è pieno di brutte cose. Siamo snaturati. Caso mai finisse il petrolio cosa faremo? Siamo degli eroinomani di qualsiasi energia. La Terra un tempo ci dava grano, farina, olio, riso, miglio, animali per la lana. E adesso? L’uomo del Terzo Millennio è un ingenuo. Io me la potrò cavare ma voi come farete? Il fatto che gli altri abbiano le centrali nucleari non significa che dobbiamo farle pure noi. Cosa vuole quest’Uomo, oggi?”

    Il messaggio lanciato da Mauro Corona e in perfetta sintonia con “Turismo Verde” e il suo presidente Giuseppe Gardin – titolare de “Le Colline” che ha appena spento venti candeline di attività – è di tornare dunque alla Terra. “Quando mi sono procurato da mangiare attraverso la terra – incalza Corona – mi rimane il tempo per camminare, per assaporare la bellezza della lentezza, posso risposare, leggere. Non vi sembra la vita che vorremmo fare tutti? Tornando alla terra diventi invincibile, quattro ore al giorno bastano per lavorare e poi sei libero. E invece no! Qui, per sistemare gli Uomini potrà arrivare solo una disgrazia planetaria. È il mercato degli stomaci pieni. Ma diciamocelo sinceramente: chi morirebbe di fame per salvare un Van Gogh?”

    Il ritorno alla Terra è dunque fondamentale, perché non è tanto importante la lunghezza del tempo del vivere, quanto la qualità. Invece “c’è un programma planetario perché l’uomo non fatichi. Ma la fatica è la prima medicina per il nostro corpo: elimina le tossine e se io oggi sono vivo è perché ho fatto fatica. Invece, ce lo impediscono – aggiunge l’Autore – Inoltre, siamo schiavi degli oggetti. Io ho rispetto di quello che volete comprare ma siamo oggetti al servizio di un oggetto. Su questo è necessario che ognuno di noi rifletta. Per i nostri figli. I figli guardano al nostro comportamento, non a quello che diciamo. E tutto oggi è contro il bambino. Se vogliamo invertire questa tendenza, dobbiamo produrre una scuola allegra, manuale, come quella steineriana, dove l’uso delle mani è primario. La tranquillità dell’esistenza, ricordiamolo bene, è direttamente proporzionale a quello che ci carichiamo addosso”.

    Su youtube, "La fine del mondo storto", presentato al Salone del Libro di Torino.

    Paola Fantin

    (28/04/2011 Tg0-positivo)