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Dice il saggio ...
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  • Arrendersi al corpo Autore: Alexander Lowen

  • Una catastrofe che si può evitare

    Una catastrofe che si può evitare

    "Suggestioni d'ambiente", l'ultimo spettacolo di Mario Tozzi

    Si definisce un ‘catastrofista illuminato’, che ragiona semplicemente su quello che è stato perché non succeda ancora.

    Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico di fama - dal 1997 ha condotto “Gaia. Il pianeta che vive”, dal 2007 “Terzo pianeta” e dal 2011 il programma radiofonico Tellus su Radio 2 – non ha dubbi, esordendo il 30 marzo scorso sul palcoscenico del Teatro Eden di Treviso che di fatto ha aperto la sua tournée teatrale “Suggestioni d'ambiente. Percorso di educazione ambientale”: alle nostre spalle abbiamo lasciato tanti errori mettendo in pericolo la nostra stessa sopravvivenza, ma molto possiamo ancora fare per dare una svolta alla nostra esistenza.

    “Da quando abbiamo scoperto il fuoco – narra dal palco trevigiano – abbiamo avuto tempo per fare e pensare molte altre cose. Oggi siamo in un periodo di transizione energetica e abbiamo davanti a noi tre strade: quella del cow boy che, fucile alla mano, lazo e cavallo si muove come una cavalletta, sporca tutto e poi si dirige in un altro posto. Una tattica che va bene se il territorio è infinito e non ci sono però altri cow boys; quella tecnologica dello sviluppo sostenibile per continuare a consumare territorio e risorse: ma quanto durerà? E infine la più complicata, quella della decrescita sostenibile che è giocoforza obbligata. Non è così avveniristica e lontana. Io la chiamo la ‘via degli astronauti’. Lassù, nello spazio, usano cibi liofilizzati, aria riciclata, energia solare. Recuperano tutto. Ma è possibile che lo debbano fare solo per conquistare Marte? E la Terra?”

    Il suo spettacolo tocca i temi scottanti con serietà, una sana ironia e il giusto allarmismo: “Il terremoto in Giappone ha messo in luce il vero problema di una catastrofe atomica. Uno studio commissionato dal governo tedesco ha scoperto che chi vive a meno di 5 chilometri da una centrale nucleare ha il 76% in più di possibilità di contrarre leucemia e cancro nella fese prenatale e natale. E solo perché sugli adulti non abbiamo dati. È giusto dunque interrogarsi sull’uranio che per altro copre solo il 7% del nostro fabbisogno energetico per chiedersi quali siano i costi reali di questo tipo di energia che conosceremo solo tra circa 30 mila anni. Solo allora potremo affermare se ci conveniva o no utilizzarlo. Si dice che anche se in Italia non ci sono centrali, ce ne sono ovunque intorno. Beh, in caso di incidenti come quello del Giappone basta essere a 50 chilometri per non correre rischi e noi lo siamo, in caso di incidenti come Chernobyl neanche 10 mila chilometri di distanza possono risparmiarci”. L’acqua non è un tema meno importante, così come il risparmio energetico: “Il vero comandamento oggi è non sprecare nulla, ma riciclare tutto”.

    Il progetto - realizzato dal Settore per la Prevenzione e la Comunicazione Ambientale di ARPAV, finanziato con fondi vincolati INFEA del Ministero dell’Ambiente e della Regione Veneto e patrocinato da Provincia e Comune di Treviso, Provincia e Comune di Padova, Provincia e Comune di Rovigo, Ufficio Scolastico Regionale MIUR - prevede la realizzazione di tre conferenze sceniche a Padova, Rovigo e Treviso scritte dallo stesso Tozzi dove l’abilità di comunicare unita alla suggestione delle immagini video proiettate ha l’effetto di coinvolgere in modo intenso il pubblico nella narrazione.

    Paola Fantin

    (28/04/2011 Tg0-positivo)